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Politica
Il Pd: a settembre ok al Mes. O il M5S dice sì o sarà rischio crisi

Se non è ultimatum poco ci manca. Il Partito Democratico - secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate del Nazareno - concede al premier Giuseppe Conte e soprattutto al Movimento 5 Stelle tempo fino a settembre. Poi, prima delle elezioni regionali e amministrative del 20-21, il governo italiano dovrà attivare il Mes e utilizzare i 36-37 miliardi messi a disposizione dall'Unione europea e in particolare da Angela Merkel per le spese sanitarie.

Nel frattempo, la speranza è che qualche Paese dell'Ue in difficoltà, come Spagna, Portogallo o Grecia, decida di fare apripista usando il Meccanismo Europeo di Stabilità togliendo così in parte le castagne dal fuoco al presidente del Consiglio. L'appello di Nicola Zingaretti in dieci punti, rispedito al mittente da parte dei pentastellati, è servito per mettere le carte in tavola. Fosse per il Pd quei fondi sarebbero già stati chiesti a Bruxelles, ma - spiegano le fonti Dem - bisogna lasciar maturare il dibattito interno tra i grillini. L'ala che fa capo ad Alessandro Di Battista e non solo è ancora troppo forte e rumorosa.

Adesso, oggi, Luigi Di Maio e Vito Crimi non possono permettersi di dire sì al Mes, pena l'uscita di almeno una decina di senatori 5 Stelle sia verso il Misto sia verso la Lega o Fratelli d'Italia. Il Pd lo sa perfettamente e ha ormai accettato di attendere fin dopo l'estate. Ma prima o poi i nodi vengono al pettine. Anche per il Consiglio europeo di metà luglio, quasi certamente, Conte userà la formula delle comunicazioni in Parlamento, evitando così un'altra volta l'imbarazzante voto che certificherebbe la spaccatura della maggioranza (ma anche dell'opposizione) sul Mes.

Però i tempi del Recovery fund saranno lunghi, come ha ammesso la Cancelliera tedesca dopo il primo faccia a faccia con il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'emergenza coronavirus, e, quindi, a settembre non si potrà più rinviare nuovamente aspettando altri mesi. Il Pd sa che oggi, soprattutto al Senato, un voto sul Meccanismo Europeo di Stabilità vedrebbe probabilmente la vittoria del no. Ma dopo l'estate i tempi dovranno essere maturi e i Dem si aspettano una decisione positiva del premier sostenuta da tutta la maggioranza, M5S in testa. Se anche a settembre Crimi, Di Maio e Patuanelli dovessero insistere con l'inadeguatezza del Mes, a quel punto tutto potrebbe accadere, compresa la richiesta del Pd di un voto chiaro in Parlamento. E ogni scenario sarebbe aperto, compreso quello di una crisi di governo qualora i pentastellati non avessero maturato la decisione isolando la minoranza movimentista.

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