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Adriana Santacroce internaAdriana Santacroce

Di Adriana Santacroce

Quando ha detto che sarebbe 'salito' in politica abbiamo capito che Monti sarebbe stato da subito diverso dagli altri. Da quelli che in politica erano 'scesi' e che avevano trasformato le campagne elettorali in un ring dove si andava a tutti costi a caccia del consenso e gli avversari diventavano i nemici. Il sobrio Monti, quello un po' rigido, senza mai una parola fuori luogo. Essenziale nei movimenti e nei gesti. Persino nella mimica facciale. Al massimo un sorriso, ma mai una risata o un'imprecazione. Mai uno scatto e allo stesso tempo mai una barzelletta, raccontata per acchiappare consenso e simpatia. Diverso da tutti gli altri quel Monti lì! Quello che ci ha restituito la credibilità in Europa e, per questo, elogiato da tutti. Monti e la sua terzietà, quasi snobistica verso le piccinerie della politica. Un ottimo capo di stato si auguravano  in tanti. Super partes e autorevole. Monti ripete sino alla nausea che è merito suo se il Paese è stato salvato dalla bancarotta. Che grazie al suo intervento lo spread è sceso e la fiducia nel nostro paese è ritornata. Bene. In tanti gli obbiettano che in realtà il plauso va dato a Draghi e ai suoi suoi interventi con il piano di rifinanziamento a lungo termine e la liquidità alle banche. Monti a questo non risponde, quasi infastidito dalle polemiche, ma una spiegazione la deve dare. Perché se accetti di competere devi confrontarti con gli altri e alle critiche degli avversari devi far seguire una dialettica propositiva. Monti che non accetta le polemiche quindi, che le snobba come se fossero fastidi. Un Monti un po' altero, che si sente ancora terzo e che fa fatica a confrontarsi.

Ma la salita in politica è appena iniziata quando avviene la metamorfosi. È chiaro che in campagna elettorale non si può usare solo il fioretto, che partendo da una posizione minoritaria un minimo di aggressività ci vuole. E che senza di questa politici navigati come Bersani e Berlusocni uno come lui se lo sarebbero mangiato. Ecco che così il professore capisce di doversi modificare. L'impresa non è facile.  Se nasci di parte puoi diventare super partes, come di solito accade ai capi di stato. Ma se nasci terzo, quando prendi una parte rischi di fare corto circuito. Così il professore algido e impeccabile si trasforma in un politico navigato. Il Monti che sabato pomeriggio ha attraversato corso Buenos Aires impersonava uno spettacolo consumato. Passeggiata con moglie e figlia, ascolto dei milanesi con foto e baci ai bambini, indifferenza alle contestazioni. Il tipico bagno di folla che tante volte abbiamo visto in campagna elettorale a destra e a sinistra. La ricerca del consenso, i sorrisi distribuiti per tutti. Insomma, un sabato pomeriggio come tanti in tante elezioni trascorse.  Stonava un po' questo nuovo professore. La ricerca dell'applauso è proprio da discesa in campo, non da salita. Se la politica è un impegno nobile e altruistico, come ha detto lui,  questi trucchetti triti e ritriti sono del tutto fuori luogo. E ci mostrano un altro Monti che non conoscevamo. Preso dal marketing che prima sembrava disprezzare.

Ma non basta. Lo spostamento dalla terzietà alla parte si consuma nella totale assenza di umorismo, anche qui ormai inflazionata negli altri politici di lungo corso, che abbiamo visto in tv. La presa in giro di Maurizio Crozza sulla ricchezza dei candidati della lista di Monti non è piaciuta al professore. E va bene. Ma la risposta che gli ha dato no, quella non ci voleva. Monti ha detto che Il comico era 'pateticamente disinformato' e che stava facendo solo una 'buffonata'. Certo, il tono era misurato e l'espressione sorridente ma le parole no. Dare del patetico a Crozza, che ha avuto il solo torto di prendere in giro tutti, senza escludere nessuno, non è esattamente sobrio, professore. Eravamo abituati alla sua sottile ironia in grado di reggere a ogni attacco ma un colpo di accetta così proprio non ce lo aspettavamo. Insomma, dall'alterità siamo arrivati alla permalosità e dalla sobrietà al marketing più banale. Un altro Monti. Un mister Hyde che fa a pugni con il dottor Monti che conoscevamo. Ma allora, professore, la trasformazione deve essere completa e la parte deve essere impersonata sino in fondo. E le risposte, nell'agone politico dello scontro, devono esserci per tutti. Anche per chi critica e, per questo, dà fastidio.

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