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Politica
"La Procura dice di archiviare? Si tratta di una lettera politica"

"Questa lettera che è stata allegata al trasferimento degli atti al Tribunale dei ministri è una lettera sulla quale bisogna adeguatamente riflettere sul piano del suo significato, diciamo, vagamente politico”. E' questa la considerazione del professor Carlo Taormina in merito alla richiesta di archiviazione che la Procura della Repubblica avrebbe espresso sull'avviso di garanzia indirizzato al premier Conte e ai suoi principali ministri. Taormina: "Perché è stata espressa questa valutazione?"... "La Procura di Roma non ha nessuna possibilità né di richiedere l’archiviazione né di archiviare".

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto un avviso di garanzia per la gestione emergenza Covid. “La trasmissione da parte della Procura al Collegio”, il cosiddetto Tribunale dei ministri, ha scritto in una nota Palazzo Chigi che ne ha dato l’annuncio, “in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto". Sempre nella nota Palazzo Chigi aggiunge che la Procura di Roma chiederà l'archiviazione: “Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l'Ufficio della Procura 'ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare'”. Il premier: “Mi assumo responsabilità politica”.

Abbiamo chiamato l’avvocato e professor Carlo Taormina (è Ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Tor Vergata. Lo è stato prima di Procedura Penale e poi di Criminologia) che è uno dei denuncianti, come settimane fa abbiamo raccontato su Affaritaliani, per chiedergli una valutazione.

Professore, la Procura avrebbe già detto che chiede l’archiviazione…
“Avevo preannunciato una decina di giorni fa il trasferimento degli atti dalla Procura di Roma al Tribunale dei ministri. Questa è la notizia consequenziale a dimostrazione che avevo rappresentato la realtà delle cose”.

E della richiesta della Procura che dice?
“Per quanto riguarda l’iniziativa della Procura di Roma, intanto faccio presente una cosa: la Procura di Roma non ha nessuna possibilità né di richiedere l’archiviazione né di archiviare perché quando si tratta del Tribunale dei ministri, è un procedimento a carico di ministri, l’unico soggetto deputato è il Tribunale dei ministri, quindi questa lettera che è stata allegata al trasferimento degli atti al Tribunale dei ministri è una lettera sulla quale bisogna adeguatamente riflettere sul piano del suo significato, diciamo, vagamente politico”.

Lei cioè vede prima di tutto un problema giuridico, su chi abbia la competenza ad intervenire?
“Si. Mandare gli atti al Tribunale dei ministri, che è l’unico dovere previsto dalla legge, significa non fare assolutamente niente ma fare soltanto il passacarte e quindi senza poter esprimere alcuna valutazione. Qui invece è stata espressa una valutazione. Perché è stata espressa questa valutazione?”

Non doveva essere espressa?
“Certo. Non era compito della Procura della Repubblica, di una qualsiasi Procura della Repubblica. Per cui da cittadino la interpreto nel senso: ‘ti mando gli atti ma guarda che devi fare in questo modo perché qui la denuncia è infondata’. Ma poi c’è un’altra cosa”.

Quale?
“La motivazione di questo provvedimento. Perché il provvedimento fa riferimento al fatto che ci sono degli errori ma che sono errori da ricondurre alla discrezionalità politica. Siccome questo è terreno in cui scende la Procura, dove non dovrebbe scendere...”

Perché la Procura non dovrebbe scendere su questo terreno?
“Perché non le può fare queste valutazioni la Procura di Roma. Le Procure della Repubblica quando si tratta di reati ministeriali hanno il dovere solo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri che si chiama erroneamente Tribunale dei ministri. La Procura di competenza è il Tribunale dei ministri”.

Ah…
“Aver fatto di più, cioè aver fatto passare tutto questo tempo per trasmettere gli atti, ma ammettiamo sia colpa del lockdown, di quanto è successo, eccetera,... ma trasmettere e metterci che li si è valutati e quindi di aver ritenuto l’infondatezza delle notizie di reato, ecco questa è una cosa che la Procura aveva il divieto di fare a tutela dell’obiettività e dei poteri spettanti al Tribunale dei ministri. Poi si mette pure la motivazione. Riconoscere degli errori e dire che sono degli errori di carattere politico, beh soltanto una bestemmia giuridica può far dire che omissioni di questo genere non siano causa di responsabilità penale”

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