Israele al voto/ Hamas "dà una mano" a Netanyahu

Lunedì, 2 febbraio 2009 - 15:19:00


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La risposta ai lanci di razzi dalla Striscia di Gaza accende la campagna elettorale in Israele. Tra otto giorni (il 10 febbraio, ndr) il voto che forse porterà alla guida del nuovo governo Benjamin Netanyahu. Il capo del partito di destra Likud ed ex premier ha un vantaggio rilevante, si è impegnato a formare un governo di unità nazionale e ha esortato a usare il pugno di ferro a Gaza.

Il ministro della Difesa Ehud Barak, laburista, è stato protagonista di una querelle con il ministro degli Esteri Tzipi Livni, leader di Kadima. Livni gli rimprovera di essere troppo morbido con Hamas. I laburisti sono dati come i grandi perdenti delle elezioni, addirittura dietro al partito di estrema destra Israel Beitenu.

L'offensiva militare contro Hamas a Gaza ha consentito ai principali partiti di governo di recuperare prestigio e consensi ma non sufficienti a ribaltare il quadro politico delineato. Dai sondaggie il partito di maggioranza relativa Kadima, guidato dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, resta indietro al Likud. Una rilevazione d'opinione effettuata dall'Istituto "Dialog" assegnava 29 seggi al Likud contro i 26 di Kadima. I laburisti del ministro della Difesa Ehud Barak, con 14 seggi, hanno recuperato rispetto alle settimane passate ma non abbastanza da tornare ad essere un partito decisivo. Inoltre l'intero schieramento di destra, Likud e ultranazionalisti, mantiene la maggioranza dei seggi.

Secondo l'analista Gerald Steinbeg gli israeliani "hanno largamente sostenuto la guerra a Gaza ma ora si chiedono se è stato giusto fermarsi e dichiarare il cessate il fuoco. La popolazione sperava che le operazioni militari andassero avanti fino al crollo del potere di Hamas e ora dubita che il governo Olmert abbia raggiunto risultati concreti". Anche per questa ragione Netanyahu, che spingeva per continuare la guerra ad oltranza, continua ad avere vita facile nel presentarsi come "Mr. Sicurezza".


Campagna elettorale: Livni, Barak, Netanyahu

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