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Politica

"Le riforme del governo italiano sono importanti e, secondo me, sono tutte riforme giuste che aumenteranno la competitività del Paese". Lo sostiene il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, citando in particolare la riforma del settore giudiziario e "il Jobs Act, che aiuterà le assunzioni ed è più equo rispetto ai giovani". Un assist dunque al governo, perché la riforma del lavoro e della giustizia, "se attuata rapidamente e in modo efficiente, realizzerà un cambiamento positivo, secondo quanto ci dicono i privati", spiega ancora il politico europeo.

Parlando in audizione alle commissioni di Camera e Senato, il vicepresidente - che fa parte della schiera dei 'falchi' europei fautori del rigore di bilancio - usa parole di cautela sul piano di investimenti di Juncker, che con 21 miliardi di euro di cartucce dalla Ue spera di smobilitarne oltre 300 di investimenti. Per Katainen "non è una bacchetta magica" per "risolvere tutti i problemi dell'Europa e del mondo" ma una componente della strategia complessiva della nuova Commissione. Sulla tempistica di realizzazione, garantisce che "soprattutto la selezione dei progetti e il nuovo fondo" saranno ultimati e "pronti a partire entro giugno".

In effetti, il cambio di passo con l'apertura alla flessibilità in caso di difficoltà economica dei Paesi membri e contemporaneo programma d'investimenti, testimonia che l'azione di pressione in favore della crescita ha smosso qualcosa a Bruxelles. "E' triste" vedere che per rispettare i vincoli di bilancio "nel fare tagli, gli Stati hanno dato la precedenza agli investimenti pubblici, questo li ha ridotti moltissimo", ricorda ancora Katainen sottolineando proprio la scelta di estromettere i co-investimenti pubblici dal conteggo del Patto di stabilità e crescita.

Il vicepresidente prova a rintuzzare le (molte) critiche di chi ritiene ottimistico pensare che 21 miliardi di denari effettivamente sul piatto possano attirare, con un effetto moltiplicatore, investimenti pubblici e privati che portino il totale oltre 300 miliardi. "Molti ci hanno criticato perché il nostro moltiplicatore sarebbe irrealistico. Ebbene, il nostro moltiplicatore è inferiore a quello che si è registrato e ancora accade nelle operazioni finanziate dalla Bei, che hanno un moltiplicatore maggiore", rileva rispondendo alle domande. "Per la Bei", la Banca europea degli investimenti, "il moltiplicatore medio è di uno a 18 per noi di uno a 15", ricorda.

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