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L'Aeronautica militare difende a spada tratta il programma Joint Strike Fighter che prevede la costruzione di 90 aerei per un costo di 15 miliardi finito nel mirino della campagna elettorale: "Il caccia F35 è indispensabile per la Difesa italiana". Inoltre le 60 aziende italiane coinvolte nel programma, capofila Alenia Aermacchi, lanciano l'allarme dopo le ipotesi di tagli lanciate da Pier Luigi Bersani: "Ridimensionare il programma sarebbe un disastro. L'Italia non può restare fuori da questa partita".

"Sugli F35 Bersani ha cambiato idea? Il Pd, che dice di volere governare con Monti, ha dimenticato i provvedimenti che ha votato? Verba volant scripta manent. E basta leggere i resoconti parlamentari per capire che siamo di fronte ad un inganno. Il Partito democratico non si è mai opposto all`acquisto vergognoso dei cacciabombardieri F-35, votando persino contro un ordine del giorno che ne chiedeva l'eliminazione". Lo scrive sulla sua pagina Facebook Antonio Ingroia, candidato premier per Rivoluzione Civile. "Si tratta di difettosissimi aerei da guerra, così come riconosciuto dallo stesso Pentagono, i cui costi stanno lievitando esponenzialmente - insiste Ingroia -. Confermare l'ordine significa sprecare vergognosamente soldi pubblici che potrebbero sicuramente trovare migliore investimento nell'istruzione, nella salute, nella ricerca e nel lavoro e in tanti altri settori che la crisi e le scelte del governo Monti,sostenuto anche dal Pd, hanno messo in ginocchio. È ormai sempre più evidente che l`unico voto utile è quello dato a Rivoluzione Civile che ha messo, nero su bianco, nel proprio programma il taglio delle spese militari, a partire dall`acquisto degli F-35, dei sottomarini e di tutti i nuovi armamenti".

"In Italia la campagna elettorale fa piu' miracoli di San Gennaro. Quelli che fino a ieri ammazzavano di tasse i poveracci si convertono e giurano di volerle togliere tutte. Quelli che, come il Partito democratico, avevano appoggiato tutte le spese militari e bocciato persino il nostro ordine del giorno per bloccare l'acquisto degli F-35, cambiano idea da un momento all'altro e promettono di tagliarle". Lo scrive il presidente dell Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un post sul suo blog. "Il segretario del Pd - prosegue Di Pietro - ha tutte le ragioni quando dice che l'Italia ha bisogno di posti di lavoro e non degli F-35, i cacciabombardieri piu' cari al mondo (e anche i meno sicuri visto che se vengono colpiti da un fulmine rischiano di saltare per aria). Ma questo era vero anche quando, nel 2012, il Pd votava a ripetizione contro tutti gli atti ispettivi e gli emendamenti presentati dall Italia dei Valori per cancellare quell'acquisto folle. In compenso votava a favore dell'acquisto di altri tre aerei, aggiungendo cosi' 270 milioni ai 2 miliardi e 700 milioni di dollari gia' buttati via".

Per Di Pietro "l'Italia ha bisogno di scuole, di sostegno alle piccole e medie imprese, di investimenti in ricerca e innovazione. Questo il Pd lo sa benissimo, ma allora - prosegue - perche', sempre nel 2012, ha votato a favore di un aumento delle spese militari di 1300 milioni di euro, proprio mentre il governo spiegava che non c erano fondi per sanare la tragedia degli esodati? Che faceva allora Bersani, votava anche questo per senso di responsabilita'? E' vero che quando ci sono di mezzo i miracoli non si sta a guardare il pelo nell'uovo e si festeggia. Pero' solo se i miracoli sono veri e non prese in giro. Se uno giura di voler diminuire (non cancellare) le spese per i cacciabombardieri e nella stessa giornata, cioe' ieri, consegna ai generali un assegno in bianco di 500 milioni per continuare a fare la guerra in Afghanistan e vota un ordine del giorno che autorizza l'Italia a fare un altra guerra nel Mali, allora non e' miracolato, e' uno che fa il furbo".

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