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Politica

La chimica studia le reazioni a catena che il contatto tra più elementi innescano. Ma non solo in chimica avviene il fenomeno, anche in economia si innescano, qualche volta, reazioni a catena. Mai casualmente, ma ineluttabilmente al verificarsi di certi eventi, o a seguito di alcune azioni  provocatrici.

Esempio eclatante di innesco di una reazione a catena lo ha fornito domenica l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  con le sue promesse shock: restituire l'IMU sulla prima casa versata dagli italiani nel 2012 e, ovviamente, di sopprimerla dal 2013. A copertura di tanto scialo: aumento delle imposte sui tabacchi e dei giochi d'azzardo e l'accordo con la Svizzera per una non meglio precisata tassazione dei capitali ivi depositati. E dulcis in fundo, l'immancabile "condono tombale", l'ennesimo. (Nulla è più vitale per B. dell'accordo tombale).

La restituzione dell'IMU comporterebbe - immediatamente - un'erogazione di 8 miliardi, che lo Stato non ha in cassa, mentre la copertura, se anche fosse reale e totale, avverrebbe nel tempo. Altre fonti di approvvigionamento disponibili non ce ne sono. Dunque occorrerebbe emettere qualche BTP, o strumento analogo. Poco male, direbbe B. ma il fatto è che in Economia il fattore psicologico è determinante anche più delle cifre reali. E nel caso Italia, per la nostra storia recente, quel fattore è preponderante. Non occorre spendere nemmeno due parole a sostegno di questa affermazione.

Per l'Europa, la mossa annunciata, nel corso del primo Consiglio dei Ministri, avrebbe il peso ed il valore di una vera e propria provocazione deflagrante. L'Italia sarebbe vista dal mondo intero come sa si fosse lanciata in una folle rincorsa della Grecia… non della Grecia di oggi, che col sangue sta tentando di recuperare decenni di leggerezza, ma di quella irresponsabile di ieri.  Chi arresterebbe lo Spread? Magari tornasse solo a sfiorare i 600 punti ! E le società di rating non esiterebbero a far precipitare l'Italia da BBB a Default. Ecco un esempio evidente di reazione a catena. Infatti, conseguentemente…

Berlusconi reagirebbe vibratamente, ma come potrebbe arrestare la reazione? Basterebbe imprecare contro la perfida Germania? (che ricorda la Perfida Albione rivolta all'Inghilterra, di mussoliniana memoria). Ma a chi darebbe retta la finanza mondiale? Esiste qualche ragionevole dubbio in proposito? Allora a che prezzo dovrebbero essere vendute le sigarette per sopportare la perdita di Euro per gli interessi dei miliardi che si pagherebbero sui BTP che quasi ogni settimana vanno a scadere? Forse dieci euro a sigaretta basterebbero e le tasse sui giochi dovrebbero avvicinarsi al 100% del ricavo, naturalmente col consenso entusiasta di tutte le benefattrici società che li gestiscono. E neppure gli italiani smetterebbero di fumare, il che sarebbe bene, perché si rifornirebbero tutti col contrabbando, per la gioia della Camorra e di altri malavitosi. No, neppure quel vantaggio ne deriverebbe.

Ma la reazione a catena non si arresterebbe qui. Lo scontro contro l'Europa, perfida e strangolatrice, si esaspererebbe e allora il dito vendicatore di Berlusconi punterebbe, finalmente, il vero colpevole di tutti i mali italiani: l'Euro… e così il nostro Paese sarebbe centrifugato al di fuori della sua Area. Resterebbe solo con la sua liretta, contro l'Euro, la Sterlina, il dollaro e tutte le altre monete che contano e pesano. Forse B. pensa di sconfiggerli tutti con una serie di svalutazioni che renderebbero, secondo lui, tanto competitivi i prodotti italiani da invadere il mondo. Sai che ripresa, altro che miracolo italiano anni '60!

Basta premiare ancora gli evasori, prendere un paio di provvedimenti Una Tantum, fare promesse ancora più funamboliche e il gioco sarebbe fatto. Reazione a catena? Si ma virtuosa, secondo il nostro casareccio premio nobel per l'Economia.
Semplice, No? Peccato non averci pensato prima!

Di Renzo Modiano

P.S. E pensare che il costo dell'IMU è pari a quello che l'Italia ha pagato a causa di un pugno di disonesti, per la loro violazione delle regole comunitarie in materia di quote latte: oltre quattro miliardi di Euro.
 

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