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La Piazza 2019
La Piazza/ Toti: "Ecco il mio progetto. Lontano da 'altre Italie',centrini..."

Dalla possibile crisi di governo al progetto di 'Cambiamo!'. Dal nuovo Centrodestra in vista di possibili elezioni al messaggio a Silvio Berlusconi. Intervista di Affaritaliani.it al presidente della Regione Liguria e leader del nuovo movimento 'Cambiamo!" Giovanni Toti.

Toti il prossimo primo settembre parteciperà a La Piazza, la kermesse organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.


Al Senato M5S e Lega si sono spaccati votando no e sì alla Tav. E' crisi di governo?
"Non so se si è aperta la crisi di governo, è evidente che la giornata di oggi dimostra in modo plastico le divergenze tra i due partiti della maggioranza. Ogni giornata che passa e ogni argomento che viene discusso diventa sempre più visibile la divisione all'interno del governo sulla linea politica. Non so se la crisi sia imminente, certamente il governo continua a vivere uno scontro interno strutturale e non so quanto possa anadare avanti così. Io non sono tra coloro del Centrodestra che tirano ogni giorno per la giacca Salvini per dirgli di staccare la spina, faccia le sue valutazioni. Questo governo è nato da un compromesso e non da una vittoria elettorale, ma come capita a tutti i governi nati da un compromesso ha dentro di sé i germi della sua dissoluzione, anche se potrebbe fare ancora un pezzo di strada. Lavoriamo affinché il Centrodestra sia pronto, quando sarà il momento, per guidare il Paese".

Come va la costruzione del movimento 'Cambiamo!'? Quali saranno i prossimi passi?
"Oggi abbiamo registrato il comitato promotore insieme a un gruppo di amici impegnati a far nascere un movimento che avrà uno statuto e circoli su tutto il territorio nazionale. Il progetto di 'Cambiamo! è quello di strutturarsi in circoli molto light che si costituiranno e faranno la loro arrività politica, poi ci sarà la selezione della classe dirigente nazionale e regionale partendo dal basso. Proprio quello che non abbiamo potuto fare in Forza Italia, abbiamo la consapevolezza che un pezzo di Paese cerca una casa politica che è stata Forza Italia ma che non lo è più, come hanno chiaramente detto gli elettori. Il tutto perché la classe dirigente di Fi non ha voluto mettersi in gioco. 'Cambiamo!' guarderà a tutti i movimenti civici sparsi nel territorio e a tanti amministratori e cittadini che hanno voglia di impegnarsi per avere una casa di Centrodestra che non sia la dimora dei leghisti o quella degli aderenti a Fratelli d'Italia. I punti chiave sono la democrazia, il confronto delle idee e la partecipazione popolare. Cose molto semplici".

Avete già il simbolo di 'Cambiamo!'?
"Ci stiamo lavorando. Il 19 giugno avevamo disegnato un possibile cambiamento di Forza Italia e speravamo che proprio Forza Italia potesse essere la piattaforma per costruire e allargare il confine di quel partito. Invece è stata fatta una scelta di conservazione, di chiusura e di protezione della classe dirigente. Una classe dirigente che, visti i risultati elettorali, risulta del tutto inappropriata. Era necessario andare da un'altra parte".

Ci saranno nuovi ingressi da Forza Italia in 'Cambiamo!'?
"Non cerchiamo parlamentari e non facciamo campagna acquisti. Ci rivolgiamo a chi ritiene che serva un movimento politico con i crismi del partito di massa e non elitario e che abbia una visione liberale in economia e popolare sul sociale. E soprattutto uno spirito riformista che è sempre mancato e che abbia come stella polare la meritocrazia, che in democrazia è il giudizio degli elettori e dei militanti. Alcuni parlamentari hanno aderito a 'Cambiamo!' e altri lo faranno, così come amministratori e consiglieri regionali e comunali che ci stanno cercando. Chiunque non è più andato a votare nelle ultime consultazioni e chi ha scelto altre strade, come le tante liste civiche e i movimenti locali a sostegno di tanti sindaci, è il benvenuto. Una cosa deve essere chiara a tutti: chi aderisce a 'Cambiamo!' aderisce a un progetto sposandone la regola che non si arriva con mostrine e gradi conquistati altrove in passato, varrà solo il curriculum dei meriti e delle cose fatte. Nulla sarà precostituito e tutto verrà deciso dal basso attraverso il confronto delle idee, comprese quelle di Giovanni Toti. Io ho avuto il merito di dare il calcio d'inizio ma abbiamo scelto proprio il plurale, 'Cambiamo!', per dare l'idea delle scelte condivise. Altrimenti avremmo scelto l'infinito o il participio passato...".

Esiste l'ipotesi di una fusione con Fratelli d'Italia, come proposto da Carlo Fidanza in un'intervista ad Affaritaliani.it, o siete e sarete due partiti distinti?
"Beh, siamo appena partiti... Ragioneremo e parleremo con tutti. E' certo che il nostro è un movimento di Centrodestra e che farà alleanze di Centrodestra. La Lega e Fratelli d'Italia sono i nostri interlocutori e non abbiamo nulla a che fare con altre Italie (ogni riferimento ad 'Altra Italia' lanciata da Silvio Berlusconi è puramente voluto, ndr), centri e centrini. L'unica velleità dei vari centrini è quella di accasarsi a seconda delle convenienze e senza un posizionamento politico. Voglio costruire un movimento che si rivolga a tutti coloro che nel Centrodestra faticano a trovare dimora nella Lega o in Fratelli d'Italia. Salvini ha lavorato molto bene puntando sulla sicurezza, sul contrasto all'immigrazione clandestina e sul controllo dei confini. La Meloni ha ripreso i valori della destra storica italiana riuscendo anche ad allargarsi ma Fratelli d'Italia resta collegato alla storia della destra del nostro Paese. Noi vogliamo dare casa a coloro che sono passati dal Pentapartito, da Forza Italia e dal Pdl. E anche al mondo dell'impresa e del lavoro e a chi desidera vedere un Paese che cresce. Certo che con la Meloni dialoghiamo, saremo ospiti ad Atreju e vedremo. Sarebbe sciocco escludere le ipotesi, intanto mettiamo insieme le persone per cambiare".

Se avesse davanti a sé Silvio Berlusconi, che cosa gli direbbe?
"Che abbiamo perso un'occasione importante. Forza Italia avrebbe potuto essere, per la sua storia gloriosa, la piattaforma per far ripartire il Centrodestra. Troppi egoismi e l'incapacità di guardare al futuro lo hanno impedito. Spiace, nessuno avrebbe voluto scippare al presidente Berlusconi il partito ma volevamo fare di Forza Italia una casa che andasse oltre il suo fondatore e un partito che per i prossimi 30 o 40 anni sarebbe stato protagonista come la Cdu in Germania o il gollismo francese. D'altronde la statura di Berlusconi è quella del grande fondatore, come de Gaulle e Adenauer. Tutto ciò non era nel dna di Forza Italia. E se ne sono accorti prima gli elettori della classe dirigente. Che gli elettori se ne siano accorti lo dimostra che in quel partito la classe dirigente continua ad affermare che sbagliano gli elettori. Nel mercato il cliente ha sempre ragione e in democrazia gli elettori hanno sempre ragione".

Lei continuerà a essere il governatore della Liguria o in caso di elezioni andrà a Roma?
"Resterò governatore della Liguria. E' molto importante l'esperienza amministrativa e sul territorio, voglio avere i piedi piantati tra la gente e non nei palazzi. Comunque non è incompatibile il ruolo nella politica nazionale con quello di presidente di regione. Intendo proseguire il lavoro che stiamo facendo in Liguria anche come pezzo importante del programma per il Paese".

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