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Politica

Più si avvicinano le elezioni (mancano ormai una ventina di giorni) e più il mondo cattolico sta cercando in ogni modo contatti e consensi al di fuori del massiccio (e forse avventato, a quanto tanti cominciano a dire Oltretevere ed in CEI) endorsement al partito di Mario Monti e Andrea Riccardi. I rumors più recenti raccolti in questi giorni da Affaritaliani.it, infatti, parlano del risveglio di una certa nostalgia del Centrodestra che comincia a serpeggiare in vari esponenti della Gerarchia.

fisichella

RIECCO FISICHELLA - E in tanti hanno notato il ritorno sulla scena di monsignor Rino Fisichella, oggi presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e per tanto tempo cappellano della Camera e da sempre considerato vicino al PDL (è stato lui a “contestualizzare” la famosa barzelletta con bestemmia di Silvio Berlusconi qualche anno fa). Alla fine di gennaio, peraltro, Fisichella ha ripetuto il suo pensiero (che certo non sembra un endorsement pro Monti) dalle colonne di “Oggi”: “La Chiesa non ha soluzioni politiche da proporre; il suo contributo riguarda sempre il raggiungimento del bene di tutti, soprattutto dei più deboli. La Chiesa non può imporre a nessun partito i cosiddetti principi non negoziabili, ma ha il dovere e l'obbligo di far riflettere i cristiani sulla responsabilità nel contribuire con il voto alla realizzazione di un programma politico”. Sempre Fisichella, all'inizio di gennaio aveva detto a Radio Vaticana: “Sono convinto che la presenza pluralistica dei cattolici in diversi partiti permanga come una ricchezza, perché è pur sempre un seme che viene messo in diverse realtà e ha lo scopo di animare le diverse realtà, anche in presenza di concezioni differenti della società e della vita. Però, questa ricchezza non può diventare irrilevante. Ed ecco perché spetterà proprio ai singoli parlamentari il dover mantenere sempre attenta, vigile e costante questa loro responsabilità”. Insomma, trasversali ma cattolici per non essere irrilevanti: “Questo significa – aveva aggiunto monsignore - che il parlamentare deve cercare di esprimere al meglio la sua consapevolezza, ben sapendo che anche persone che non hanno fede, e che vivono in una dimensione differente, convergono su questioni e principi etici fondamentali”.

L'AFFONDO DI CAMISASCA SU BAGNASCO E MONTI - Ma se il presidente del Pontificio Consiglio mette in guardia dal rischio irrilevanza dei cattolici in politica, c'è chi ha le idee ancora più chiare: è il nuovo vescovo di Reggio Emilia, lo storico ciellino Massimo Camisasca, che con il Corriere proprio ieri così parlava di Camillo Ruini, predecessore di Bagnasco: “Ruini ha un grande merito: essere stato il presidente della Cei che ha mostrato l’unità della Chiesa italiana al seguito di Giovanni Paolo II”. E ancora: “Penso che Ruini abbia cercato di valorizzare la presenza dei cattolici in tutte le coalizioni e ha creato punti di raccordo come Scienza e Vita. Oggi si tratta forse di ricominciare da capo: occorre una nuova scuola di giovani che prendano passione per la vita politica”. Diciamo che esprime una linea diversa da quella di Bagnasco, che ha abbandonato il trasversalismo ruiniano per l'endorsement a Monti. Ed è ancora più chiaro quando risponde alla domanda se la Gerarchia darà una mano al Professore: “Il compito della Chiesa è di annunciare Cristo, come ha detto il cardinal Bagnasco. Penso che la Chiesa debba indicare una prospettiva ideale e di lavoro chiara e sostenere le persone che condividono le sue preoccupazioni fondamentali. Non per la difesa di un potere interno, ma per ragioni che riguardano il bene dell’uomo e della società”. Tra le persone che condividono le preoccupazioni fondamentali della Chiesa, naturalmente, ci sono anche i deputati di area CL presenti nel centrodestra, giusto per non perdere il segno. E la prospettiva di lavoro chiara non è certo rappresentabile dalla Riforma Fornero che aveva ricevuto le critiche CEI. A buon intenditor...

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IL RIPOSIZIONAMENTO CATTOLICO - Il punto è, fanno osservare in CEI ad Affaritaliani, che il Centrodestra del Cav aveva in qualche modo tutelato alcuni argomenti sui quali Oltretevere si è sempre stati sensibili (si pensi alle questioni bioetiche sollevate dalla Legge 40 sulla fecondazione assistita). Non così si può dire di altre forze che hanno fatto ampia attività anticlericale. E c'è chi osserva un errore tattico fatto dalla Lista Monti, che secondo alcuni rumors avrebbe offerto ad esponenti del mondo cattolico posizioni in lista abbastanza basse, tali da pregiudicare l'eventuale accesso a Camera e Senato. Una scelta di cui avrebbe approfittato il PD, che ha saputo aprirsi a questi “scontenti”, offrendo loro una presenza in lista più soddisfacente. Più che altro, l'auspicio che viene formulato adesso è che la nuova legislatura veda deputati e senatori cattolici meno attenti alla disciplina di partito e più legati ai valori cristiani. Vedremo che cosa succederà.

LA LEGA CERCA L'UFFICIALE DI COLLEGAMENTO - Insomma, in questo momento in cui tutti iniziano a cercare tutti, un partito a destra sembrerebbe essere rimasto senza un ufficiale di collegamento con la Chiesa. È la Lega Nord, che dopo aver deciso di non candidare il piacentino Massimo Polledri, ora sarebbe alla ricerca di un sostituto. Neuropsichiatra infantile, il deputato leghista in questi anni si è distinto per varie proposte di stampo cattolico. Ecco nell'agosto 2010 la sua mozione (clicca qui) perché la Camera manifesti solidarietà al Papa e al Vaticano per la perquisizione che la polizia belga ha effettuato nell'arcivescovado di Mechelen in tema di preti pedofili (arrivando a scoperchiare le tombe di alcuni presuli). I firmatari della mozione oltre a lui sono: Lupi, Bertolini, D'Amico, Centemero, Gioacchino Alfano, Di Biagio, Giancarlo Giorgetti, Marsilio, Pagano, Mussolini, Barbieri, Pugliese, Renato Farina, Toccafondi, Mario Pepe (Pdl), Polidori, Lainati, Di Centa, Palmieri, Misuraca, Porcu, Dell'Elce, Lo Presti, Fucci, Migliori, Milanese, Di Virgilio, Sbai, Soglia, Bocciardo, Abelli, Bernardo, Mistrello Destro, Castellani, Barani, Germanà, Pili, Murgia, Biancofiore, Antonione, Cicu, Orsini, Callegari, Fogliato, Forcolin, Fugatti, Lanzarin, Torazzi, Stucchi, Galati, Scalera. Nel dicembre 2008 presenta invece una mozione (clicca qui) perché il Governo sospenda “la procedura di autorizzazione alla registrazione del principio attivo della pillola abortiva Ru486, in coerenza con i principi di cui alla legge n. 194 del 1978, nonché al fine di prevenire i rischi sanitari indotti dall'assunzione del farmaco”. Certamente attento ai valori non negoziabili, Polledri ha lasciato la politica osservando che: “La componente cattolica, quindi la possibilità di fare una forte campagna sui valori non negoziabili, non è stata scelta: l’accento va sull’economia”. E, dopo 12 anni passati in Parlamento per il partito di Roberto Maroni, ha così salutato la Camera: “Come cristiano sono felice perché so e constato che l’immenso amore di Dio non viene mai meno: non siamo amati diversamente se siamo poveri o ricchi, operai o deputati. Per adeguarci a questo amore siamo chiamati, e mi sento chiamato, a convertirci, cioè a cambiare il modo di amare e di fare buone le nuove cose e le nuove strade”. Adesso il suo ruolo dovrà essere ricoperto da un altro deputato leghista. Si accettano curricula.

Di Antonino D'Anna

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