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Politica
La Lega non molla Toscana e Liguria. Con Berlusconi nessun accordo


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Alta tensione tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Sulle Regionali nell'incontro di domenica scorsa ad Arcore (rivelato in esclusiva da Affaritaliani.it e non smentito) non c'è stata alcuna intesa. E nessun altro faccia a faccia al momento è previsto. Il nodo vero non è Luca Zaia in Veneto, nome sul quale l'ex Cavaliere non ha alcun problema a convergere, ma sono le candidature lanciate dal Carroccio in Toscana e in Liguria, ovvero quelle del responsabile economico del movimento Claudio Borghi Aquilini e del vicesegretario federale Edoardo Rixi. Come ha spiegato ad Affari Altero Matteoli, presidente del tavolo di Forza Italia per le Regionali, Berlusconi farebbe valere un precedente accordo in base al quale alla Lega sarebbero andati i candidati in Veneto e in Emilia Romagna, dove si è votato lo scorso autunno, lasciando però agli alleati le altre Regioni.

E quindi? Che succederà ora? Affari lo ha chiesto ai diretti interessati. E pare proprio che non ci sia alcuna intenzione di fare passi indietro. Anzi... "Ovviamente io faccio quello che mi dice il partito e il segretario", spiega Borghi. Che però aggiunge: "C'è una piccola questione che tutti sottovalutano. In Toscana per presentarsi alle elezioni regionali bisogna raccogliere prima le firme e noi le abbiamo già raccolte. Quindi non possiamo più tornare indietro, anche se ci fossero accordi nazionali di qualsiasi tipo è troppo tardi". Parole chiare e inequivocabili. Non solo. Borghi ironicamente afferma: "Da quando è partito questo dibattito sulle candidature fantasma di Forza Italia nessuno ha sottolineato che in Toscana c'è il doppio turno e la legge prevede che per evitare il ballottaggio al primo turno bisogna raggiungere il 40% dei voti e non il 50. Per questo motivo sono convinto che non sia conveniente fare una coalizione, che sarebbe soltanto un favore al Pd". Non solo. "Spero che Forza Italia metta in campo un nome autorevole, così più gente andrà alle urne e meno astensionismo ci sarà. Sono sicuro che andrò al ballottaggio, e in quel caso potremo parlare di alleanze, anche perché a breve annunceremo importanti convegenre sul mio nome, anche da parte di alcune liste civiche. Stiamo lavorando". Appare chiaro quindi che in Toscana, almeno al primo turno, Lega e Forza Italia andranno divise.

La Liguria è un discorso a parte. Non c'è il secondo turno e chi vince il 31 maggio diventa Governatore. "Al momento sono io il candidato, poi nella vita l'unica certezza è la morte", scherza con Affari Edoardo Rixi. "Ma - ricorda il candidato leghista - abbiamo già fatto tutto, compresi gli accordi con le liste che ci apoggiano. Una di queste si chiama 'Rixi presidente', molto esplicita, e al suo interno ci sono molte persone che hanno aderito a questo progetto e che provengono da Forza Italia e da altre forze politiche. Ad esempio il capolista e uno degli artefici della lista è l'ex capogruppo di Fi in Regione Liguria, Matteo Rosso, il più votato nelle liste di Fi in provincia di Genova. Ma ci sono anche consiglieri comunali ed ex consiglieri provinciali di Fi, oltre a persone che erano nell'Ncd e che non condividono la linea politica di Alfano". Rixi ricorda che alcuni esponenti di Centrodestra, sia di Fi sia dell'Ncd, alle primarie del Centrosinistra hanno invitato a votare per Raffaella Paita, candidata del Pd, e, "probabilmente, il Nuovo Centrodestra non riuscirà nemmeno a presentare il simbolo".

Il vicesegretario del Carroccio spiega poi che "con Fratelli d'Italia l'accordo è molto vicino. Abbiamo ottimi rapporti e nei giorni scorsi ho incontrato Ignazio La Russa. C'è la volontà comune di cambiare questa Regione, visti i disastri e i problemi della gestione Burlando, soprattutto negli ultimi cinque anni". E con Forza Italia? "A livello locale il rapporto è ottimo", precisa Rixi. "Condivide il nostro progetto, anche se non è candidato, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Genova, Stefano Baleari. Con noi ci sono anche amministrazioni, come quella di Rapallo che è la più importante in mano al Centrodestra in Liguria. In Forza Italia c'è una crisi di identità. In Liguria molti azzurri condividono la convinzione che ci sono buone possibilità di vincere ma soltanto se si parte dal territorio. L'unico che non è stato molto d'accordo con la mia candidatura è il coordinatore regionale di Fi. Abbiamo recuperato amministratori ex Fi che si erano allontanati e che erano ormai senza un punto di riferimento. Vogliamo costruire un'alternativa al Pd e non indebolire Fi".

Rixi vede un "rischio implosione di Fi in Liguria". E poi attacca: "Pensa che poca gente capirebbe se ci fossero candidati catapultati da fuori. Per mesi abbiamo cercato nomi condivisi. Non ci tenevo a essere il candidato, ma dopo le primarie del Centrosinistra con la vittoria di Paita parti importanti di Fi si sono mosse con noi sul territorio per coltivare un'alternativa. Sarebbe una pazzia se le cose venissero gestite in modo diverso, magari con decisioni e diktat che arrivano da fuori la Liguria. Significherebbe consegnare la Regione al Centrosnistra. Il problema in Liguria è anche la difficoltà di trovare candidati. In molti si sono ritirati, non è così facile esporsi". E infine: "Quando è venuto Salvini anche la stampa locale a noi avversa ha dovuto ammettere che è stato il più grande evento organizzato in Liguria dal Centrodestra negli ultimi quattro anni. Se ci fossero accordi o decisioni nazionali diverse si demotiverebbe non l'elettorato della Lega ma del Centrodestra e verrebbe meno la possibilità di battere il Centrosinistra alle elezioni".

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