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Sia che vinca, sia che perda in Lombardia, Roberto Maroni si dovrà sottoporre al giudizio del congresso federale che dovrà eleggere il nuovo segretario. L'ex ministro dell'Interno proprio in queste ore ha ribadito che lascerà la guida del Carroccio se sarà eletto governatore della Lombardia. Maroni ha anche tracciato un profilo di colui che dovrebbe sostituirlo: "C'è un congresso che decide, composto dai delegati, dai nostri militanti, che eleggeranno un giovane, magari veneto che avrà il compito di guidare la Lega per i prossimi dieci anni". Non è difficile pensare a Flavio Tosi: Maroni avrebbe così alla guida del partito un suo fedelissimo e accontenterebbe anche i veneti (non tutti visto che il sindaco di Treviso Gobbo ha più volte polemizzato col suo omologo veronese) che da sempre si sentono relegati in secondo piano dai lombardi. Anche per questo è improbabile che il partito si affidi all’attuale segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini, milanese doc. Ma, secondo quanto è in grado di rivelare Affaritalini.it da fonti interne al movimento, Maroni potrebbe comunque essere costretto dai suoi, magari per acclamazione del congresso stesso, a ricoprire nuovamente il ruolo di segretario. Maroni infatti è il candidato che garantisce un equilibro interno migliore ed è colui che con tanto di scopa ha ripulito il movimento rilanciandolo dopo lo scandalo Belsito. Inoltre ricopre il ruolo da nemmeno un anno e non è escluso che con un nuovo segretario, magari meno autorevole, possano riemergere le spaccature di un tempo,

In caso di sconfitta alla Regionali Maroni rimarrebbe segretario come si capisce implicitamente dalla dichiarazioni di queste ore. Ma se la sconfitta fosse bruciante, l'ex ministro potrebbe dimettersi e a quel punto si aprirebbero scenari interessanti: l’ipotesi più probabile è che il congresso reincarichi nuovamente Maroni, ma a quel punto riprenderebbero anche fiato  le correnti più avverse all’attuale segretario. Per esempio quella capeggiata da Umberto Bossi. L'anziano leader, infatti, gode sempre di un certo peso nel partito e potrebbe sponsorizzare  il suo pupillo di sempre: l’ex segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. Non è escluso poi che ce le possa fare il capogruppo uscente al Senato  Federico Bricolo a cui Maroni ha affidato recentemente il ruolo di responsabile della segreteria politica federale. Una posizione strategica nell’azione futura del movimento che richiede una costante presenza sul territorio e che permette di avere una conoscenza approfondita della macchina del partito. Tagliati fuori dai giochi Roberto Calderoli, Roberto Cota e Luca Zaia. Quest'ultimo poi ha dichiarato esplicitamente di non essere interessato a ricoprire il ruolo.

Daniele Riosa (Su Twitter @DanieleRiosa)

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