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Politica
Tutti gli occhi puntati sulla Leopolda5. "Non proporre idee, ma realizzarle"

Parlare di "che cos'è" la Leopolda per tutti coloro i quali si stanno per avvicinare ad essa per la prima volta è assai diverso che parlare della Leopolda ai tantissimi, sempre crescenti nelle quattro precedenti edizioni, che ci ritornano da oggi a domenica ben conoscendone lo spirito, la prospettiva e "l'aria che si respira".

Un evento di partecipazione alla vita pubblica con l'intento e la possibilità per ciascuno di essere protagonisti, attori, comprimari o semplici ascoltatori.

Un evento come ce ne sono tanti, dicono alcuni.

E su questo punto occorrono alcune doverose precisazioni.
Innanzitutto la Leopolda nasce nel 2010 sull'onda di un sentire diffuso e per niente nascosto: quello di far tornare ad appassionare i cittadini alla vera politica, quella che nasce dal basso e che ha necessità di sentirsi ascoltata e rappresentata.
Esiste una diversità fondamentale tra la Leopolda e altre manifestazioni che si son succedute, similari, nel corso degli anni: non è mai stata una manifestazione di partito, ma è sempre stata una manifestazione inclusiva e capace di dar voce a coloro i quali hanno qualcosa da dire o da comunicare, spesso che non trovano spazio di comunicazione in altri luoghi maggiormente deputati.

Certo, la Leopolda nel corso degli anni è cambiata: sin dalla prima edizione del 2010 ha assunto i toni della kermesse di Matteo Renzi, allora Sindaco di Firenze, e sempre più ha avvicinato a lui tutti coloro che nella sua visione, nella sua dinamicità, hanno visto la possibile realizzazione non del traguardo di una persona, di un "leader" (benché indubbiamente lui lo sia e gli sia riconosciuto senza dubbi), ma la realizzazione di percorsi e prospettive che i partecipanti all'evento sentono in cuor loro e che fin allora reputavano irrealizzabili.

Dal sogno alla realtà possibile, insomma.
Quella realtà che, nel corso dei seppur brevi, ma intensi politicamente, quattro anni da quel 2010, ha permesso al popolo della Leopolda di acquisire la consapevolezza che cambiare è possibile solo con l'impegno e la passione diretta di ciascuno, condivisa sempre di più da nord a sud, da est a ovest del Paese.

Tutto ciò è una scarica di potente adrenalina, che si può agevolmente riscontrare non solo sui social, ma soprattutto nei visi e negli occhi di chi ormai aspetta questo evento per ritrovarsi ed aggregarsi, che sente questa tre giorni come un momento inclusivo e per nulla elitario, di confronto mai finalizzato alla polemica sterile.

"La Leopolda è un chiaro sguardo al futuro, in cui la proposta e la concretezza hanno assunto nel corso degli anni la consapevolezza di poter realmente cambiare le cose nel Paese del Gattopardo, con un alto senso di responsabilità che già ci sentivamo addosso prima, figuriamoci oggi: impegnarci per contribuire a cambiare l'Italia ciascuno per quello sono le proprie possibilità, a governare l'Italia, le sue Istituzioni centrali e periferiche, per realizzare quelle riforme e quelle azioni che servono a riportarla dove merita, in testa al mondo" così si esprime Paolo Briziobello, il commercialista torinese presidente de LITALIAINTESTA che sarà tra i presenti, per la quinta volta, alla kermesse che si apre oggi alle 19 nella vecchia stazione fiorentina quest'anno scenograficamente allestita a mò di "garage".

E con lui, mischiati tra i tavoli e le arcate della vecchia stazione, saranno moltissimi a titolo personale o in rappresentanza di associazioni, comitati, organizzazioni.
Forse questo sfugge della Leopolda ai commentatori ed alle persone che in modo assolutamente lecito ma critico parlano di essa per sentito dire o per altre magari meno nobili ragioni.
E come per tutti i "sentito dire", vale il sempre attuale invito alla visione diretta.
Insomma, la Leopolda. Un luogo che non solo vuol essere ma dimostra di essere inclusivo e non divisivo, di ascolto, dibattito, proposta. A volte fatta di proposte anche scomode da ascoltare, persino utopiche in alcuni passaggi. Di un'utopia che, tuttavia, man mano col passare del tempo ha sempre di più assunto le vesti di realtà.

Oggi l'impegno è certamente diverso rispetto alle passate edizioni, a cominciare da quello del suo ideatore Matteo Renzi: "Adesso le cose sono cambiate: non basta proporre idee, bisogna realizzarle! Tocca a noi, non ad altri" che così si esprime in un passaggio della sua newsletter inviata l'altro ieri e che introduce la Leopolda5.
E proprio per i ruoli assunti da Matteo Renzi, oggi Premier e segretario del più grande partito politico italiano, l'attesa su questa kermesse sale a dismisura, così come i toni e le dichiarazioni di chi è più, ma soprattutto meno, a favore.

"Certo il sorriso e la capacità di appassionarci con un crescente senso di responsabilità, non ci verrà a mancare per questa o quella dichiarazione o questa o quella manifestazione più o meno concomitante; anzi, tutto ciò funge da perenne stimolo a far meglio" conclude Paolo Briziobello.

Che il sipario (o la saracinesca del garage) si alzi: che Leopolda5 sia.

Antonella Gramigna
 

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