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Politica
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L'ex presidente della Provincia di Napoli e deputato uscente Luigi Cesaro annuncia: "Nicola Cosentino ha rinunciato alla candidatura. E' stata una esclusione dolorosa". A seguire, il commento di Angelino Alfano, giunto quasi allo scontro fisico con Cosentino quando sembrava che l'impresentabile ex sottosegretario, indagato per collusioni con la camorra, ce l'avesse fatta a spuntare la candidatura: "Non candidarlo, scelta giusta" dichiara adesso il segretario del Pdl. Cosentino, a sua volta, terrà una conferenza stampa domani a Napoli. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani è durissimo: "Vicenda che sta tra il grottesco e lo scandaloso. Non credo che questo sia un modo per presentare le liste. Voglio solo sottolineare la distanza stellare con il modo in cui abbiamo proceduto noi, che facendo le primarie nelle feste di Natale abbiamo presentato le liste dieci giorni prima degli altri, noi abbiamo sconfitto il Porcellum".

Eppure, la lunga battaglia delle liste del Pdl non sembra aver fine. Perché nelle ore che hanno preceduto l'annuncio, contemporaneamente alla scelta di escludere Cosentino, sono scomparse le liste con le firme di chi aveva già accettato le candidature in Campania. Ed è stato il caos: entro le 20 dovevano essere raccolte di nuovo le firme di accettazione dei candidati e i candidati del Pdl si sono impegnati in una corsa contro il tempo per poter firmare nuovamente l'accettazione della candidatura.

Della sparizione più di un dirigente ha accusato lo stesso Cosentino, ma dal Pdl viene la smentita. "La notizia relativa a una presunta sparizione delle liste elettorali della Campania è destituita di fondamento", si legge in una prima nota. "Tutta la documentazione è nelle mani del commissario regionale della Campania, senatore Francesco Nitto Palma, che sta provvedendo al deposito. Operazioni di deposito dei documenti che stanno avvenendo regolarmente in tutta Italia". Spiega ancora Cesaro: "Le firme le aveva in custodia Nitto Palma, che era irreperibile: per tre-quattro ore siamo stati in ansia e poi abbiamo iniziato a riprendere le firme".

Palma intorno alle 17,30 è arrivato effettivamente alla Corte di Appello di Napoli, dove si presentano le liste per le elezioni politiche di Campania 1 e Senato, ma i documenti spariti sarebbero quelli relativi a Campania 2. Ed è Palma a dare una versione estesa dei fatti. "Dopo la decisione presa dai vertici del Pdl di non inserire Nicola Cosentino nelle liste, ho telefonato all'onorevole Cosentino e non l'ho rintracciato. Conseguentemente, per questioni prudenziali abbiamo provveduto a una ripetizione della documentazione. Alle 16 ero a Caserta e l'onorevole Cosentino mi ha consegnato l'intera documentazione relativa a Campania 2. Ha fatto gli auguri di in bocca al lupo a me, a Verdini e al partito per la campagna elettorale".

Alla Corte d'Appello, Palma è stato raggiunto dal senatore Raffaele Calabrò, che è anche consigliere per la sanità del presidente della Campania Stefano Caldoro, e dall'assessore regionale Ermanno Russo. Poi sono arrivati anche il deputato Paolo Russo, l'ex ministro Gianfranco Rotondi, e appunto l'ex presidente della Provincia e deputato uscente Luigi Cesaro, che proprio in Corte d'Appello ha comunicato l'esclusione di Cosentino. A cui si è aggiunta la versione di Palma: "Stamattina si èriunito in una composizione molto ristretta il vertice del partito, che ha assunto la decisione di non candidare l'onorevole Cosentino".

Intanto, numerosi esponenti del Pdl, una sessantina, si erano radunati all'hotel Terminus, nei pressi della Stazione Centrale di Napoli, per firmare nuovamente la loro candidatura nelle liste elettorali, in un clima di forte tensione. "Perché siamo qui? Perché dobbiamo firmare nuovamente le candidature e non sappiamo neanche perché?" chiede Ciro Falanga, candidato al Senato. Mentre Nicola Turco, giunto anche lui al Terminus, se la prende con Berlusconi, "burattinaio", e con il Pdl, "partito giustizialista" e annuncia: "Non firmo la candidatura. Se Berlusconi fosse stato una persona seria, con 100mila voti portati in Campania doveva garantire fino all'ultimo Nicola Cosentino".
 

nicola cosentino

"Perché siamo qui?". Le versioni dei presenti sono disparate e non concordanti tra loro. "Siamo qui per prudenza, magari manca qualche documento - dice Luigi Compagna - mi ha chiamato mia moglie al cellulare per dirmi di correre a Napoli all'appuntamento". Per Pina Castiello "tutto ok. I candidati hanno firmato, adesso è nelle mani di Nitto Palma". Ma c'è tensione nell'aria. "Problema organizzativo che stiamo risolvendo", ripete Amedeo Laboccetta che per tutta la giornata si è dedicato al partito regionale. E Ciro Falanga aggiunge: "Abbiamo firmato due volte perché l'accettazione, forse è andata smarrita la prima".

Ma non è tutto: Cosentino avrebbe chiesto anche ai suoi fedelissimi di chiamarsi fuori dalle liste, creando un vuoto di almeno 8-10 posti tra Camera e Senato, da riempire in tempi brevissimi. Da via dell'Umiltà sarebbero stati contattati anche esponenti campani del Pdl e di 'Grande Sud' per coprire le caselle lasciate libere dagli uomini dell'ex sottosegretario (in questo caso, però, avrebbero dovuto ritirare la loro candidatura col il movimento di Gianfranco Miccichè).

Mara Carfagna, capolista del Pdl alla Camera nella circoscrizione Campania 2, seguita da Nunzia De Girolamo, nega tutto: "Nessun problema tecnico". La lista è stata depositata a Benevento pochi minuti prima della scadenza del termine. Per la circoscrizione Campania 1, sempre alla Camera, il capolista del Pdl è l'ex ministro Gianfranco Rotondi, seguito da Luigi Cesaro.

Di sicuro c'è la scelta di candidare Berlusconi capolista al Senato in tutte le regioni. Tra i seggi blindati, pure quello di Luigi Cesaro: l'ex presidente della Provincia di Napoli dovrebbe correre al secondo posto in Campania 1, dietro il capolista Gianfranco Rotondi. L'avrebbe spuntata anche Michele Pisacane, del Pid, nella circoscrizione 2, dove capolista è Mara Carfagna, seguita da Nunzia De Girolamo.

Resta ancora da capire poi come sono stati affrontati altri due casi legati alla candidatura di Cosentino, quelli di Alfonso Papa e Gennaro Coronella. " "Io 'impresentabile' secondo i sondaggi della Ghisleri? La politica è fatta di umanità non di numeri. Ho visitato 25 carceri in tutta Italia, incontrato migliaia di persone di cui la cosiddetta casta non si interessa affatto", ha ribadito anche oggi Papa parlando a KlausCondicio. Il senatore Coronella si era lamentato invece di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione sulla sua candidatura malgrado non abbia mai ricevuto un avviso di garanzia.

Problemi almeno in parte risolti in Abruzzo, dove la proposta di un seggio sicuro per i transfughi dell'Idv Antonio Razzi e Domenico Scilipoti aveva scatenato le proteste dei dirigenti locali del Pdl, con la minaccia di dimissioni dal partito del governatore Gianni Chiodi. Scilipoti potrebbe essere dirottato in Calabria, mentre a Razzi è stata assegnata un posizione a rischio di esclusione, il quarto posto per il Senato. Non piace, ai quadri locali, neppure il nome di Augusto Minzolini: numero due in Liguria al Senato dopo Silvio Berlusconi. "Siamo pronti a lasciare in massa", annuncia il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato.

Sempre in Calabria è stata candidata come numero 2 alla Camera Rosanna Scopelliti, figlia 29enne del magistrato Antonio, assassinato dalla criminalità organizzata nel 1991. Mentre in Friuli Venezia Giulia Bernabò Bocca, presidente della Ferderalberghi, è in lista come numero 2 al Senato.

Definite le liste del Pdl anche in Toscana. Al Senato, dopo Silvio Berlusconi (capolista in tutte le regioni) sarà candidato Altero Matteoli. Trasloca a Palazzo Madama anche Denis Verdini, coordinatore del Pdl. Alla Camera la capolista è Monica Faenzi seguita da Massimo Parisi e Maurizio Bianconi.

In Emilia Romagna, la sorpresa è il numero 4 del Senato: ovvero, l'ex sindaco socialista di Roma Franco Carraro. Dietro Berlusconi capolista ci sono Anna Maria Bernini, Carlo Amedeo Giovanardi, Carraro e Laura Bianconi. Alla Camera invece capolista è l'ex ministro Michela Vittoria Brambilla, seguita da Sergio Pizzolante, Giovanni Carlo Francesco Mottola, Deborah Bergamini ed Elio Massimo Palmizio.

E' ufficiale: Daniela Santanchè capolista del Pdl alla Camera in Lombardia 3. Dietro di lei, Paolo Alli (uno dei fedelissimi di Roberto Formigoni), Dario Invernizzi, Daniele Polato, Giovanni Rossoni, Monica Guarischi, Marco Ghirardini, Francesco Zanibelli, Paolo Cagnoni, Federica Bolognese. In undicesima posizione Livio Bossi, seguito da Cinzia Penna, Orazio Adorni, Manuela Masucci, Valeria Negrisolo, Erri Nodari.

Al Senato, in Lombardia, dietro il capolista Berlusconi, c'è l'ex governatore Roberto Formigoni. In testa ci sono l'ex ministro Sandro Bondi, il portavoce del Cav, Paolo Bonaiuti, il coordinatore regionale del partito, Mario Mantovani, l'ex ministro Paolo Romani, l'ex sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo e Paolo Galimberti, presidente giovani Confcommercio. Al decimo posto c'è Alfredo Messina, seguito da Salvatore Sciascia, Francesco Colucci e (in tredicesima posizione) Antonio Verro, attuale componente del Cda Rai; Riccardo Conti, Giancarlo Barani (posto 15).

Alla Camera, circoscrizione 1, ecco i primi 15: capolista è Maurizio Lupi, seguito da Luigi Casero, Elena Centemero, Maurizio Bernardo, Luca Squeri (leader dei benzinai di Confcommercio), Mariella Bocciardo, prima moglie di Paolo Berlusconi (al sesto posto); Simo Crolla; Elisabetta Fatuzzo; Marco Cirillo, Andrea Orsini (decimo), Lorenzo Malagola, Alan Christian Rizzi, Federica Zanella, Vito Bellomo, Fabrizio De Pasquale.

I primi 15 in Lombardia 2 sono: capolista Mariastella Gelmini, Gregorio Fontana, Antonio Palmieri, Laura Ravetto, Raffaello Vignali, Antonio Angelucci, Giuseppe Romele, Maurizio Del Tenno; l'ex aennino Stefano Saglia (al nono posto); Renato Farina; Sergio Gaddi. In dodicesima posizione figura Alessia Ardesi, giovane collaboratrice dell'ufficio stampa di palazzo Grazioli (lavora al 'Mattinale'); Rienzo Azzi, Giuseppe Villa, Simona Saladini.

Dopo giorni di trattative serrate, il Pdl ha chiuso le liste per le politiche in Piemonte. Angelino Alfano è capolista alla Camera nel Piemonte 1 e nel Piemonte 2, Silvio Berlusconi è capolista al Senato. Al secondo posto figurano Daniele Capezzone nel Piemonte 1, Enrico Costa nel Piemonte 2 e Lucio Malan al Senato. La lista del Piemonte 1 vede poi nell'ordine Annagrazia Calabria, Gilberto Pichetto, Bartolomeo Giachino, Osvaldo Napoli, Daniele Cantore. Il Piemonte 2, dopo Costa presenta Elio Vito, Bruno Archi, Roberto Marmo, Danilo Rapetti, Luca Pedrale. Al Senato, dietro Malan figurano Manuela Repetti, Maria Rizzotti, Andrea Fluttero, Daniela Ruffino, Lorenzo Piccioni.

Ha annunciato invece l'intenzione di rinunciare alla candidatura Marco Milanese, in passato consulente dell'ex ministro Tremonti e deputato del Pdl, coinvolto in alcune inchieste giudiziarie. "Preso atto delle polemiche pretestuose che la mia candidatura pone al partito - ha detto all'Ansa - ribadendo la necessità che venga sempre affermata per tutti la presunzione di non colpevolezza prima di una sentenza definitiva di condanna, pur considerando che nei miei confronti non ne è intervenuta neanche una di primo grado, comunico di aver ritirato sin da ieri la mia candidatura dalle liste del Pdl al fine di evitare ogni strumentalizzazione delle mie vicende giudiziarie".  Dopo il ritiro di Milanese, anche Amedeo Laboccetta e Mario Landolfi sarebbero stati esclusi. Renata Polverini la spunta invece nella lista Lazio 1, al terzo posto dopo Alfano e Cicchitto,

Risolta invece la grana Marche. "Mi metto a disposizione e accetto la candidatura, al presidente Berlusconi non si può dire di no", ha spiegato il deputato Remigio Ceroni, coordinatore del Pdl delle Marche, dopo aver incontrato l'ex premier a Palazzo Grazioli. Ieri Ceroni aveva annunciato il ritiro della candidatura per i troppi 'paracadutati' nelle liste di Camera e Senato nella sua regione.
 

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