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Politica
Film Commission-Lega,spunta una panamense. Cena (con trojan) Salvini-contabile

SALVINI-CONTABILE, CENA ROMANA (CON TROJAN)

Una cena a fine maggio scorso a Roma tra Matteo Salvini, il senatore Stefano Borghesi e Andrea Manzoni, revisore contabile alla Camera per la Lega e arrestato due giorni fa nell'inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission. Il particolare, come scrivono oggi 'la Repubblica' e 'il Fatto Quotidiano', emerge da un'informativa della Gdf agli atti delle indagini. In quel periodo Manzoni e Alberto Di Rubba, direttore amministrativo per il Carroccio al Senato e anche lui arrestato, erano preoccupati per il licenziamento di Marco Ghilardi, all'epoca direttore della filiale di Seriate (Bergamo) della banca Ubi, per alcune operazioni sospette sui conti accesi dai due commercialisti nell'istituto di credito. Come era emerso, tra l'altro, stando ad una testimonianza dello stesso Ghilardi, i due gli avevano chiesto di aprire "conti" intestati alle "associazioni regionali" del Carroccio, ossia articolazioni territoriali del partito.

Fondi Lega: spunta fiduciaria panamense in Svizzera

Il passaggio di parte degli 800mila euro, incassati dalla vendita gonfiata dell'immobile per la Lombardia Film Commission, dalla Italia alla Svizzera e, in particolare, su una fiduciaria panamense basata nel Paese elvetico. E' uno dei punti che le indagini della Procura e della Gdf di Milano, che due giorni fa hanno portato ai domiciliari tre commercialisti vicini alla Lega, vogliono chiarire in relazione alla "destinazione finale" di parte della provvista (quasi 300mila euro pare) creata con la presunta operazione immobiliare illecita. E' stata avviata da giorni dai magistrati una rogatoria in Svizzera per seguire i flussi del denaro. 

Fondi Lega: Calderoli, mai partecipato ad alcuna cena

"Non ho mai partecipato a nessuna cena con i commensali che vengono attribuiti da notizie di stampa. Fermo restando che non e' un illecito uscire a cena, questo non e' mai accaduto: nel mese di maggio non sono mai uscito a cena con chicchessia". Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega, parlando con l'AGI.

GLI INTERROGATORI

Operazione che non ando' in porto. In uno degli interrogatori resi, come riporta 'il Corriere della Sera', Luca Sostegni, presunto prestanome dei professionisti e che sta collaborando coi pm dopo essere finito in carcere a luglio, ha raccontato che Michele Scillieri, altro commercialista di fiducia della Lega arrestato, gli avrebbe detto "sorridendo" che i soldi dell'affare sull'immobile per la LFC sarebbero serviti per le elezioni del marzo 2018. Sul punto, pero', gli investigatori al momento non hanno trovato riscontri nelle indagini che, comunque, seguono da tempo anche la pista dei 'fondi neri' e si intrecciano con quelle genovesi sul riciclaggio dei 49 milioni di euro della Lega di cui si son perse le tracce. 

Lombardia Film Commission: 4 arresti, 3 commercialisti vicini al Carroccio

Arresti domiciliari per 4 persone coinvolte nell'indagine sui fondi alla Lombardia Film Commission, societa' della Regione che si occupa di promozione cinematografica. L'ordinanza del gip di Milano sulla base di un'indagine del pm Stefano Civardi e dell'aggiunto Eugenio Fusco riguarda Michele Scillieri, Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni, commercialisti ritenuti vicini alla Lega, e Fabio Barbarossa, indagati a vario titolo per peculato, turbata liberta' nella scelta del contraente e sottrazione fraudolenta di pagamento delle imposte. Per la stessa vicenda a luglio era stato fermato Luca Sostegni, considerato il braccio destro di Scillieri. La misura cautelare e' stata eseguita dal personale del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano. Ulteriori operazioni sono in corso, segnala una nota della procura di Milano. L'indagine si era concentrata sull'acquisto di un capannone a Cormano (hinterland milanese) a prezzo gonfiato da parte della Lombardia Film Commission, con un surplus di 400mila euro rispetto al suo valore iniziale. L'immobile era di proprieta' di una societa' in liquidazione, la Paloschi Srl, il cui amministratore era Barbarossa. A fare da tramite nell'operazione era stato Sostegni, mentre ad 'architettarla' - secondo le ipotesi investigative - i commercialisti vicini al Carroccio. Manzoni era stato nominato in quel periodo presidente della Lombardia Film Commission stessa.

Gip, da Di Rubba operazione appropriativa

 "Gli elementi teste' analizzati inducono il giudicante ad attribuire all'operazione immobiliare natura sostanzialmente appropriativa, concretizzando di fatto l'impossessamento, da parte dell'allora presidente Di Rubba e dei suoi soldali, del capitale giacente sul conto della fondazione, vincolato alla destinazione pubblicistica e versato alla societa' immobiliare Andromeda". E' quanto si legge nell'ordinanza del gip.

Domiciliari per evitare rieterazione del reato

"Si ribadisce, pertanto, l'adeguatezza all'efficace contrasto del pericolo di reiterazione del reato della sola misura degli arresti domiciliari corredata del divieto di comunicare con i terzi estranei. La forma di cautela prescelta viene ritenuta, altresì, proporzionata alla gravità in concreto dei fatti addebitati e, di conseguenza, all'entità delle sanzioni presumibilmente da irrogare". Si legge ancora nell'ordinanza del gip che ha disposto l'arresto di tre commercialisti vicini alla Lega Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scillieri nell'ambito dell'inchiesta della Procura sul caso della presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone a Cormano, nel Milanese, alla Lombardia Film Commission.  "In conclusione -si sottolinea nell'ordinanza- ricorrono tutti i presupposti di legge, per l'applicazione nei confronti di Scillieri, Di Rubba, Manzoni e Barbarossa, in ordine ai reati loro rispettivamente ascritti, in via provvisoria, della misura cautelare degli arresti domiciliari, corredata dal divieto di comunicare con persone diverse da coloro che coabitano con l'indagato o che lo assistono".

Il commercialista: "Ne faremo altri mille..."

"Ne faremo altri mille… la prossima volta andrà bene, invece di 50 ne prendi 70…". Così Michele Scillieri, commercialista vicino alla Lega finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sul caso della presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone a Cormano, nel Milanese, alla Lombardia Film Commission, parlava ad Alberto Di Rubba, ex presidente della Lombardia Film Commission, anch'egli arrestato ieri. Il colloquio del 19 maggio scorso, intercettato dagli inquirenti, è contenuto nell'ordinanza del gip, che ha disposto gli arresti domiciliari per i due commercialisti e altre due persone. "Di Rubba e Scillieri a proposito della conclusione infelice dell'affare relativo alla fondazione e ai terreni (da intendersi il complesso immobiliare) concordano circa la necessità di superare il malcontento serpeggiante fra i sodali in conseguenza dei guadagni rivelatisi minori del previsto", si legge nel dispositivo.

Arrestato: "Seppi dell'affare nella sede della Lega"

Andrea Manzoni, commercialista e revisore contabile della Lega alla Camera, "ha riferito di avere appreso da Di Rubba", anch'egli commercialista e con lo stesso ruolo al Senato, "in occasione di alcune visite presso la sede della Lega in Milano via Bellerio del finanziamento erogato dalla Regione in favore della Lombardia Film Commission, finalizzato all'acquisto di un immobile, ove sarebbe stata trasferita la sede della fondazione". E' quanto si legge nell'ordinanza del gip di Milano, Giulio Fanales, che ha disposto l'arresto di Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scillieri.

Dalle carte emerge una conversazione, intercettata a giugno, tra il commercialista Michele Scillieri e il cognato Fabio Barbarossa che amministrava l'immobiliare Andromeda, parlando con Scillieri, amministratore di fatto sia di Andromeda che di Paloschi srl, "in merito al mancato incasso degli assegni emessi" da Andromeda in favore della Paloschi "valutava - riassume il gip - l'opportunita' della distruzione dei titoli di credito, rimasti nelle sue mani, onde evitare la loro scoperta da parte delle autorita' inquirenti". Paloschi, infatti, non incasso' mai i 400mila euro in assegni pagati da Andromeda per il capannone e quei soldi presero altre direzioni. Sempre secondo le indagini, poi, Andromeda vendette, poi, alla Lombardia Film Commission il capannone per il doppio, 800mila euro. Un'operazione, scrive il gip, in cui i commercialisti hanno dimostrato "rara abilita'".  Nell'affare della presunta compravendita gonfiata di un immobile a Cormano si penso' anche all'ipotesi di distruggere tracce di assegni che non erano stati incassati.

"Nessuno ci perdeva, poi è andata storta..."

"Quando all'inizio abbiamo fatto tutti i conti, nessuno ci perdeva. Quindi la proprietaria (sa intendersi Dubini Marianna) prendeva la sua parte; quello li' (da intendersi Sostegni) prendeva la sua parte; io (da intendersi Scillieri, tramite Barbarossa) prendevo la mia parte e voi (da intendersi Di Rubba e Manzoni) prendevate... E' andata storta ad un certo punto". Cosi' si esprimeva Michele Scillieri, ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su Lombardia Film Commission, in un'intercettazione inserita nell'ordinanza del gip, Giulio Fanales, che ha portato agli arresti domiciliari quattro persone: oltre a Scillieri, Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Fabio Barbarossa, indagati a vario titolo per peculato, turbata liberta' nella scelta del contraente e sottrazione fraudolenta di pagamento delle imposte.Di Rubba e Scillieri, ai legge in un passaggio dell'ordinanza, "dopo avere preso atto della conclusione infelice dell'affare relativo alla fondazione e ai terreni (da intendersi il complesso immobiliare), concordavano circa l'inutilita' del rancore e del nervosismo ancora mostrati da Manzoni, intendendo entrambi incontrarlo per superare le difficolta' del momento nei loro rapporti interpersonali; concordavano, altresi', in merito all'infondatezza ed alla pretestuosita' delle rivendicazioni economiche attualmente avanzate da Sostegni, incapace di comprendere, per un suo limite caratteriale, come un parziale sacrificio riferito alla vicenda in questione sarebbe stato ampiamente ripagato dai guadagni che sarebbero in seguito provenuti da altri affari simili".

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