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Politica
Maroni ad Affaritaliani.it: campus universitario nell'area dell'Expo

Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, è stato ospite della redazione di Affaritaliani.it per un'edizione speciale di 'Coffee breack in diretta con...'.

 Per iniziare una battuta sul derby Inter-Milan di questo fine settimana. Maroni, milanista doc, risponde: "Giochiamo fuori casa e quindi sarà ancora più bella la vittoria".

Perrino domanda: allora Berlusconi ha venduto? "So tutto, ma sono tenuto al segreto. Spero solo che si faccia lo stadio del Milan. Le squadre che hanno lo stadio di proprietà vanno meglio della altre. Ci sono polemiche e ci sono quelli che resistono, ma spero che alla fine si trovi una soluzione".

 



La Lombardia sarà una Regione autonoma? "Io voglio la Lombardia Regione a statuto speciale", risponde il Governatore. "Un sondaggio Swg nel 2013 diceva che  il consenso dei lombardi alla Regione a statuto speciale era pari al 41%. Nel 2104 è salito al 58%, una crescita enorme. Ogni anno vantiamo un credito con lo Stato di 54 miliardi di euro e ci vengono a dire che non ci sono i soldi per fare le cose?".

Ma dove è finito il federalismo tanto caro alla Lega? "Siamo andati oltre e stiamo andando nella direzione giusta, visto che i sondaggi dicono che siamo cresciuti moltissimo. Ma la mia battaglia resta quella per tenerci più soldi".

Una domanda da Twitter sulla proposta del 2013, quando si votò in Regione, affinché il 75% delle tasse raccolte dalla Lombardia resti in Regione e sul progetto della macroregione del Nord. Maroni spiega: "La macroregione non si è fermata, si è evoluta. Il modello è stato recepito dall'Unione europea che ha promosso la macroregione alpina, che comprende anche la macroregione del Nord e anche tutte le Regione europee che hanno al loro interno le Alpi. Sono 46 regioni. Si tratta di un progetto concreto e con un piano strategico diviso in tre capitoli. Sono aree omogenee, il processo è partito un anno fa e a ottobre di quest'anno diventa operativa la macroregione alpina, così dialogheremo direttamente con Bruxelles".

E il 75% delle tasse che devono restare in Lombardia? "Il mio obettivo è che resti il 100%, ma va bene anche il 75%. Se vado a Roma e chiedo al governo di lasciarmi il 75% si mettono a ridere. La strada che ho deciso di seguire è il ricorso al popolo sovrano. Vado a Roma avendo dietro di me il consenso di 10 milioni di lombardi che vogliono che le cose cambino. Il referendum consultivo per chiedere che la Lombardia diventi una Regione a statuto speciale è stato approvato dal Consiglio regionale anche con il voto favorevole del M5S. Non è quindi una cosa della Lega. E per me sono soldi ben spesi, ma è giusto vedere se si può risparmiare. Primo attraverso l'ultilizzo del voto elettronico, proprio su richiesta dei 5 Stelle. Poi i tempi. Il referendum si può fare tra novembre e dicembre o a marzo-aprile. Penso che si possa attendere la primavera del prossimo anno in modo da abbinarlo alle Amministrative. In questo modo il costo sarebbe nettamente inferiore ai 30 milioni previsti.

Salvini sindaco di Milano? "Chiedetelo a lui", risponde Maroni. Che poi aggiunge: "Io sono perché tutto il Centrodestra che governa in Regione (Lega, Forza Italia, Ncd, Fratelli d'Italia e lista civica) partecipi unito alle elezioni comunali. Questo è l'unico modo per vincere e io lavoro per questo". Ma Salvini dice sempre no ad alleanze con Alfano... "Il modello lombardo è quello vincete. Lavoro affinché la maggioranza che sta governando la Lombardia sia la stessa che si presenta per vincere le elezioni a Milano l'anno prossimo".

Un punto sul quale Maroni è molto orgoglioso sono i tempi di pagamento della Regione. "Lo Stato italiano è stato condannato dalla Commissione Ue perché impiega 280 giorni come tempo medio di pagamento. In Lombardia nel 2011-2012 eravamo a 60 giorni, nel 2013-2014 siamo scesi a 27 giorni e mezzo da quando viene presentata la fattura al pagamento ai privati".

Altro punto. "La salute prima di ogni altra cosa. Abbiamo cancellato il ticket per 800mila lombardi e abbiamo aperto gli ambulatori per gli esami tutti i giorni fino alle dieci di sera. Voglio arrivare a cancellare i ticket e voglio che la Lombardia sia la prima Regione ticket-free".

Passiamo all'Expo. Che cosa farete di quell'area quando sarà tutto finito? "Resterà un'area molto servita e c'è una società che la gestisce, Arexpo, con dentro la Regione, il Comune di Milano, il Comune di Rho, la Fiera ma non il governo. Cosa fare? La mia idea preferita è quella proposta dal rettore dell'università statale di Milano: fare il più grande campus universitario europeo con tutte le 14 strutture della Statale sparse per Milano. Penso anche alla residenza per i giovani e a strutture sportive".

Ma chi decide? "Io", scherza Maroni,. Che poi precisa: "non è vero. Questo progetto è il migliore, l'univesità è pubblica non c'è nammeno il problema di vendere i terreni. Io sono disposto a tenermi proprietà del terreno e a cedere il diritto di superficie all'università, così si semplificano le cose. E comunque voglio che il governo entri governo in Arexpo, così sotiene il progetto del campus e ci mette un po' di soldi".

E ora qualche domanda su Maroni ex ministro dell'Interno. Che cosa pensa dell'assoluzione di Riina? "Dimostra che la giustizia italiana arriva tardi e non funziona". Quindi che idea si è fatto sulle stragi? "Molte sono rimaste senza complevoli e questo mi addolora molto. C'è stata anche qualche collusione dei sistemi di allora, poi tutto è cambiato quando sono diventato ministro dell'Interno. Ma ci sono zone d'ombra che la giustizia non è in grado di illuminare".

E la vicenda Contrada? "L'ho conosciuto e mi è spiaciuto molto quando è stato coinvolto in questa vicenda. Lo conosco come un servitore dello Stato e mi pare che ora sia arrivata la conferma". Poi Maroni sottolinea che la "Corte di Giustizia Ue ha censurato il concorso esterno in associazione mafiosa, inventato per aggredire in modo efficace la criminalità ma con il rischio che vengano coinvolte persone che non c'entrano niente".

Avrebbe tolto De Gennaro dalla guida di Finmeccanica dopo quello che è accaduto sul G8 di Genova? "No. Lo conosco bene. Nel '94 sono stato io a farlo vicecapo della Polizia. E' un vero servitore dello Stato, un vero poliziotto. So per aver letto le carte che la vicenda del G8 è andata in un certo modo. Ma è tabù, poliziotti massacratori e blck block eroi. Non penso affatto che le cose stiano in questi termini. Tutta la mia solidarietà alla Polizia".

Torniamo alla Politica. Salvini ha non ha voluto l'Ncd in Veneto ma Maroni governa con Alfano in Lombardia e lo vuole nella coalizione per Milano. Come la mettiamo? "Il problema del Veneto non è l'Ncd ma Tosi che sta con Tosi e la Lega che si è spaccata. Questo è il problema". E' vero che ci fu un accordo con Maroni ancora segretario che diceva Salvini leader del Carroccio e Tosi candidato premier della Lega (poi disatteso da Salvini)? "E' vero che se ne parlò, ma come candidato premier alle primarie. Ci sono le primerie? Sono in vista le elezioni politiche? No, allora perché Tosi esce quando quel patto ancora non può essere attuato? Mi sembra solo un pretesto. Le primarie non ci sono se si faranno saranno nel 2017. Io sono amico di Tosi e l'ho difeso quando la Lega voleva cacciarlo. Ho cercato di mediare. Io non sono schierato né con Tosi né con Salvini, solo con la Lega. Ho cercato di evitare questa decisione perché avevo capito che avrebbe danneggiato la Lega. ma era una decisione già presa".

Sulle Regionali Salvini ha dovuto accettare Toti in Liguria e ritirare Rixi. C'è un po' di mal di pancia nella base leghista... "Il nostro obiettivo è vincere in Veneto. Per noi sarebbe un disastro una sconfita. Poi anche vincere in Liguria. La tattica è stata quella di butta avanti tutti i candidati per poi avere una forza negoziale per trattare. Non c'è stato un cedimento verso Berlusconi o un ripensamento. Abbiamo ottenuto il sostegno a Zaia in Veneto da parte di Forza Italia che non era affatto scontato. Poi se si perde in Liguria sarà colpa del candidato di Forza Italia...", conclude ironico Maroni.

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