Marrazzo/ Grillini ad Affari: trans, un tabù da superare

"Sono fatti suoi. Ma in Italia è ancora un tabù. E' disdicevole. La vicenda rientra in un cambiamento di costume"

Venerdì, 23 ottobre 2009 - 10:58:00


Franco Grillini
Franco Grillini
Marrazzo ricattato per un video che lo ritrae in un incontro intimo con una persona, forse un trans... "Sono fatti suoi. Ma in Italia è ancora un tabù. E' disdicevole. La vicenda rientra in un cambiamento di costume", Franco Grillini sceglie Affaritaliani.it per commentare la vicenda del Governatore del Lazio.

L'intervista

Quattro Carabinieri sono stati arrestati con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di Piero Marrazzo. Avrebbero chiesto 80mila euro per non divulgare un video che lo ritrae in momenti intimi con una persona...
"Ah, non ne sapevo nulla. E comunque sono fatti suoi".

Corriere e Repubblica parlano di una persona. Libero invece scrive che si tratta di un trans... Secondo lei il fatto che sia un trans rende più scandalosa la vicenda?
"Trattandosi di una vicenda di dominio pubblico bisogna innanzitutto accertare la verità. E anche se fosse vero, chissenefrega. Dove sta il problema? E' una vicenda privata di un personaggio pubblico che non confligge assolutamente con il suo operato. Il punto è che si fa il paio con la vicenda di Berlusconi. Ma la differenza è che il premier è uno che frequenta prostitute e poi va al family day. Il problema sorge quando esiste una contraddizione radicale tra comportamenti pubblici e privati, tra vita privata e linea politica. L'esempio clamoroso è quello di Cosimo Mele (l'ex deputato dell'Udc finito nella bufera per i festini all'Hotel Flora di Roma, ndr), che settimane prima firma le leggi contro la prostituzione e la droga e poi viene pizzicato in compagnia di prostitute e a farsi piste di cocaina. Quando c'è una contraddizione così plateale ha senso scandalizzarsi della vita privata. Ma nel caso di Marrazzo questa contraddizione non esiste. Il commento è: sono cazzi suoi".

Ma Libero...
"Il Giornale di Feltri lo fa perché vuole speculare su questa vicenda facendo il parallelo con la vicenda di Berlusconi. Ma è un paragone che non si può fare".

Una relazione con un trans è ancora un tabù...
"Il tabù è venuto fuori all'epoca di Lapo e c'è stata l'ipocrisia prima, durante e dopo. Il tabù c'è. Un altro caso è quello di Sircana (l'ex portavoce di Prodi, ndr), anche lì è stato fatto un casino infernale ma del tutto destituito di fondamento. Sircana frequenta chi gli pare".

In Italia però è ancora un tabù parlarne?
"Certo che c'è un tabù perché nel nostro Paese avere a che fare con un trans è considerata ancora una cosa disdicevole. Libero lo scrive non per l'amore della verità ma perché gli interessa dire: vedete tutti i politici hanno frequentazioni private. Più o meno inquietanti o disdicevoli".

Torniamo a Marrazzo...
"Sempre che sia vero è inquietante che dei Carabinieri abbiano potuto ordire un ricatto di questo tipo. E' una delle tante cose inquietanti della vita di questo paese. In secondo luogo, oltre al fatto giudiziario in sé del ricatto, sono fatti suoi. Notato il tabù sulle relazioni con i trans, il resto sono fattacci di Marrazzo. Che non vedo come possano incidere nella campagna elettorale. Qui ormai volano gli stracci. C'è una convenzione non scritta fino a qualche tempo fa e cioè tutto quello che riguarda la vita privata dei politici non si scrive mentre invece all'estero non è così. Vedi la vicenda del governatore repubblicano che tra l'altro era in ascesa per diventare leader del partito e si è rovinato la carriera politica perchè è scappato con la segretaria".

E' giusto che anche in Italia si parli della vita privata dei personaggi pubblici?
"Non lo so. Io non ho nulla da nascondere, faccio politica partendo dalle storie personali. Quando sono con un compagno vado in giro e mi faccio fotografare. Il problema è che ora in Italia non c'è più questa franchigia nei giornali. Quando vedono che una storia può servire pubblicano tutto. Vedi la vicenda  Giornale di Feltri-Boffo dove tra l'altro non è neanche venuto fuori tutto quello che si sapeva. La cosa buffa è che noi giornalisti sappiamo quasi tutto di tutti. C'è un ristretto ambiente del giornalismo e della politica che queste cose le sa ma non dice o decide di non dirle, o perché non gli conviene o perché non ne ha le prove o per convenzione".

Ora invece se ne parla...
"Non c'è più questa convenzione non scritta. La vita privata fa parte della vita politica. Di Boffo si sapeva, lo chiamano Dino Baffa negli ambiente gay, la Baffa dell'Avvenire. Queste cose ora vengono fuori".

Anche la vita privata di Marrazzo...
"La vicenda rientra in questo cambiamento di costume del giornalismo. Esprimo la mia solidarietà a Marrazzo, ma questa vicenda sono fatti suoi. Non contraddice affatto la vita pubblica del personaggio, che si è da sempre battuto per i diritti civili. Non è il politico che tuona contro gay e trans e poi di notte va con loro. Questa vicenda per la destra è inutilizzabile".

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