Regione Lazio/ Marrazzo si è dimesso da presidente

Dal Palazzo di Giustizia dicono che molti politici che fanno i moralisti sui trans con dichiarazioni e "anatemi" nei confronti di Marrazzo farebbero meglio a stare zitti soprattutto se provengono dalle file di un noto ex grande partito di centrodestra...

Martedì, 27 ottobre 2009 - 22:59:00


video marrazzo

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Piero Marrazzo ha rassegnato le dimissioni da presidente della Regione Lazio, non vuolendo più sostenere il peso di una situazione che gli sta provocando un forte stress. "Basta, voglio chiudere, non avere più nessun contatto con la mia vita politica", aveva detto poco prima ai suoi collaboratori annunciando la repentina decisione di lasciare definitivamente dopo l'autosospensione.

Lunedì Marrazzo, dopo essere stato visitato al Policlinico Gemelli, aveva fatto pervenire alla Regione Lazio il certificato medico di trenta giorni, che aveva fatto scattare l'istituto dell'impedimento temporaneo con delega dei poteri al suo vice Esterino Montino. Certificato medico con una validità di trenta giorni alla fine dei quali, si era detto, avrebbe rassegnato le dimissioni. Poi oggi la decisione di lasciare subito. Nel tardo pomeriggio si riunirà la Giunta regionale per prendere atto della decisione del presidente.

Dalle dimissioni al voto passano 135 giorni, 90 per i decreti di indizione dei comizi elettorali e 45 per indire i comizi. Dunque si potrebbe andare alle urne a metà marzo, ma non è escluso che le elezioni si tengano il 28-29 marzo, in coincidenza con l'Election Day fissato dal governo. "La mia candidatura non è all'ordine del giorno". Così il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino.

L'ormai ex Governatore del Lazio ha lasciato martedì mattina la sua casa per trascorrere qualche giorno in un istituto religioso. In un primo momento si era parlato dell'abbazia di Montecassino, poi in seguito alla diffusione della notizia, la meta è cambiata. L'ex presidente, travolto dallo scandalo di un video che lo ritrae con una trans e ricattato da quattro carabinieri finiti in manette, trascorrerà parte della convalescenza.

In questi giorni Marrazzo era rimasto a casa con la sua famiglia. Ora il trasferimento in una struttura gestita da religiosi anche "per permettergli di recuperare un po' di serenità e di equilibrio".

Il transessuale, conosciuto con il nome di Natalie, immortalato nelle riprese del video diventato oggetto di ricatto nella vicenda Marrazzo, è stato ascoltato dai carabinieri del Ros. Secondo quanto si è appreso, sarebbero stati ascoltati anche altri transessuali. Gli interrogatori dovrebbero verificare alcuni aspetti poco chiari, come ad esempio attraverso quali canali arrivava la cocaina nell'appartamento di via Gradoli e chi ne faceva uso.

Negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio si precisa che "non c'è stata alcuna convocazione in procura di Piero Marrazzo e non è neppure previsto che debba essere sentito. Almeno per il momento". Le stesse fonti smentiscono, tra l'altro, l'ipotesi di un'iscrizione sul registro degli indagati del presidente della Regione Lazio. Chi indaga sottolinea anche che "allo stato degli atti non ci sono tracce di altri esponenti politici sotto ricatto perché finiti nel giro di trans".

In procura si ribadisce che Marrazzo, in questa vicenda, rimane parte offesa: dunque, non sarà aperto nei suoi confronti un procedimento per l'ipotesi di peculato (in relazione all'uso dell'auto blu) e per quella di corruzione (con riferimento al denaro preso dai carabinieri che hanno fatto il blitz nell'appartamento della trans in via Gradoli).

Per il peculato viene chiarito che Marrazzo aveva diritto all'auto di servizio e con quella poteva andare dove voleva; quanto alla corruzione, gli inquirenti ritengono che il video sia stato girato dai due carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone e che l'uomo politico sia stato vittima di un ricatto senza sapere di essere stato filmato. Gli inquirenti hanno anche chiarito che Marrazzo non è stato sottoposto al test antidroga, altra ipotesi circolata in queste ore.

L'avvocato di Marrazzo, Luca Petrucci, ha chiarito che il suo assistito non ha mai provato a comprare il video con cui i carabinieri della compagnia Trionfale lo ricattavano: ''Non conosce il prezzo del filmato, voleva solo esaminarne il contenuto''. Petrucci ha anche sottolineato che Marrrazzo "non aveva pattuito 5mila euro con la transessuale. I 3mila euro sul tavolino di Natalì erano provento della sua attività". "Piero - ha aggiunto Petrucci - aveva 2mila euro nel portafogli. I 3mila euro sul tavolino non erano stati dati da Marrazzo a Natalì, ma erano provento del lavoro di quest'ultimo e forse in parte gli erano stati dati da Piero".

Marrazzo, che resta consigliere regionale nonostante l'autosospensione dall'incarico di presidente, è in questa vicenda "parte offesa perché vittima di un ricatto ordito da corpi deviati dello Stato che si fanno i fatti altrui e vanno a taglieggiare i trans", ha aggiunto Petrucci. Un'ultima precisazione riguarda la storia del video: "Marrazzo non ha mai trattato sul prezzo per averlo, ha ricevuto una telefonata da Berlusconi che ha molto apprezzato e a quel punto ha cercato di indagare per conto suo per rintracciare il video e capire di che cosa si trattasse. Era arrivato all'agenzia Masi, perché in certi ambienti si sa chi smercia queste robe, ma nel frattempo sono arrivati i provvedimenti di fermo della procura a carico dei quattro carabinieri".

NON SOLO MARRAZZO. Dal Palazzo di Giustizia dicono che molti politici che fanno i moralisti sui trans con dichiarazioni e "anatemi" nei confronti di Marrazzo farebbero meglio a stare zitti soprattutto se provengono dalle file di un noto ex grande partito di Centrodestra...

E quindi il "vizietto" di frequentare trans sarebbe trasversale, bipartisan. Secondo indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it, Marrazzo non sarebbe un caso isolato nel Palazzo. A Roma circolano con insistenza voci di un altro noto politico di Centrosinistra, sposato... Ma si parla anche di attori, personaggi dello sport, calciatori e giornalisti.

"Sapevo da fine agosto che esistesse una registrazione relativa ad un incontro tra Marrazzo e un transessuale, ma non sapevo se fosse un audio o un video. Si parlava di questa registrazione e di un trans brasiliano che aveva paura e che voleva scappare in Brasile", spiega ad Affaritaliani.it Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti e giornalista che ha svolto diverse inchieste sul mondo dei trans e della prostituzione nella capitale.

TREMA IL PALAZZO. "Molti politici in questo momento stanno tremando. Soprattuto se viene confermata la holding del ricatto messa in piedi dai quattro carabinieri. Altri politici potrebbero essere ricattati", afferma De Pierro. "All'epoca c'era un noto personaggio di Centrodestra che aveva lanciato una crociata contro i trans. Ma aveva ricevuto delle foto che ritraevano il figlio in compagnia di un trans e aveva quindi fatto marcia indietro", rivela De Pierro.

NON SOLO POLITICI. "Più volte ho ricevuto informazioni su molti personaggi famosi della politica, dello spettacolo e dello sport, dediti a queste debolezze private", aggiunge.

9 MILIONI DI CLIENTI. "In Italia ci sono circa 9 milioni di clienti di trans e il 50% a Roma", spiega De Pierro. "I clienti dei trans? Sono persone sposate, che hanno rapporti non protetti. Nella maggior parte sono transessuali clandestini, che hanno alle spalle diverse espulsioni. E spesso sono stati anche in carcere".

MARRAZZO VIGNETTA
(www.marcomengoli.it)

I TRANS. Frequentano diverse zone di Roma, oltre a Via Gradoli anche "via Due Ponti, dove ci sono delle persone che affittano appartamenti divisi in cellette di 4 metri quadri a 300 euro a settimana, cioè 2400 euro al mese", racconta il presidente dell'Italia dei Diritti. "I trans lavorano per strada, per esempio in Via Gradoli, ma hanno anche inserzioni sui giornali. I politici preferiscono gli stranieri, perchè li riconoscono meno. Ma alcuni si fidano e vanno anche con i trans italiani", afferma.


La trans Natalia
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