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Politica
Teniamoci stretto Matteo Renzi. Ecco perché

 

Di Antonella Gramigna
 

"La nostra, come affermava Indro Montanelli, è una Costituzione "fragile". E del resto non poteva che nascere in questo modo:  il 1946 vedeva un dittatura finita in modo tragico e sanguinoso da poco, le macerie materiali e morali invadevano il nostro paese, per cui la direzione e la volontà generale era quella di produrre uno strumento governativo che prediligesse la pluralità delle voci, delle correnti politiche, delle idee, e che potesse fornire a tutti la possibilità di esprimersi in una coralità egualitaria e democratica." Così il sociologo Giovanni Cozzolino,si esprime con memoria storica di riflesso a ciò che oggi rappresenta lo scenario politico che stiamo vivendo, e continua :"Si aveva, quindi, una volontà intrinseca di "libertà di pensiero" che potesse partorire una "coralità" a fronte di una sola voce che per 20 anni, nel bene e nel male, aveva deciso il tutto e per tutti.E fu così che per precisa preferenza, ebbe molto meno potere l'esecutivo  per dare invece maggiore possibilità all'espressione corale e alla istituzione governativa. Fatalmente questa decisione di carattere generale si concretizzò in una frammentazione di corpuscoli politici e di "partitini" che condussero a governi di coalizione,intrinsecamente deboli e facili alla crisi, che diedero, poi, inizio a quella che fu la nostra storia nell'arco degli ultimi 70 anni."
E siamo adesso nel 2015, il mondo è profondamente cambiato, gli eventi politico-sociali-economici si sono velocizzati considerevolmente al punto che il "fare" è molto più importante del discutere o, peggio, dei vuoti discorsi demagogici e delle esercitazioni retoriche su altrettanto vuote e fallimentari ideologie.  Oggi occorrono governi capaci  di sintetizzare, convogliare e trasformare le varie ipotesi, punti di vista, visioni politiche in azioni concrete e decise. Quindi, la nostra Costituzione nata "fragile" che produceva governi "fragili", risulta essere antiquata. Ed è a questo punto che, nel 2012, sorge l'astro nascente Matteo Renzi che propone un cambiamento radicale del panorama politico italiano.Egli pone in primo piano le "Riforme", un passo sostanziale per entrare nel terzo millennio, nel mondo della comunicazione istantanea e del terrorismo  internazionale che minaccia l'occidente in diverse forme. Occorre, in questo momento storico, un cambio sostanziale che nel caso italiano, o meglio nel caso della politica italiana, abbia una capacità governativa che prediliga le capacità intrinseche di "operare" , di prendere decisioni, di compere azioni che diano risultati concreti.
Un pragmatismo che per noi risulta alieno. Per noi italiani, abituati a continue e inutili elucubrazioni pseudo-democratiche nelle quali tutti hanno diritto a parlare e nessuno poi a decidere con l'aggiunta di un doppio Parlamento (945  tra deputati e senatori) che per legiferare impiegano in media anni e anni, avere un governo decisionista appare una "stortura". Ma oggi, in questo anno di grazia 2015 d.C., il presente deve necessariamente essere occupato politicamente da uomini e donne in grado vedere con chiarezza, limpidezza di intenti, assenza di vuote ideologie, esenti da corruzione, il presente ed il futuro che si paventa loro davanti. Occorre, quindi, coraggio, capacità e decisionismo, prendendosi i rischi anche di sbagliare.Ecco perché Matteo Renzi.
Egli rappresenta il superamento del crinale oltre il quale vi è il momento attuale, nel quale il pragmatismo e la capacità deve regnare e prevalere sovrano. È il momento nel quale "occorrerebbe"  una Nazione unita ed in possesso di una forte  identità collettiva che possa supportare un governo come questo.Sicuramente non sarà questo il migliore dei governi messo in atto, ma è il "nuovo modello" del quale oggi vi è stretta necessità. Non è più tempo di circonvoluzioni politiche ad opera di personaggi nati nei partiti e che di "partito" hanno vissuto in modo parassitario per decenni. Tutto ciò non appartiene più all'attuale Storia, il mondo è cambiato e anche noi dobbiamo cambiare. La proposta e la scommessa di Matteo( Renzi) si basano fondamentalmente su un aspetto che rappresenta la maggiore caratteristica della sinistra: il dare voce ai cittadini dando loro fiducia.Nella sua proposta di Governo del Paese si ritrovano in maniera autentica i temi della solidarietà, dell’uguaglianza intesa come pari opportunità di partenza, della sussidiarietà, dell’autonomia delle realtà locali, della responsabilità per l’impegno personale, dell’importanza della cultura, della buona scuola e dell’ineluttabilità dell’impegno a favore dell’ambiente. Ci troviamo un’idea di sinistra in senso stretto ma anche profondamente rinnovata ed innovativa.Un anno e più, ormai è passato, di quella che viene definita “leadership”, sicuramente il termine che meglio si addice "all' Era Renzi". Il 24 febbraio del 2014 è stato il giorno in cui il premier ha incassato la fiducia delle Camere in cui promette un cambiamento veloce per uscire dalla “palude” in cui stagna il nostro Paese, insomma una vera rivoluzione. Anche nella comunicazione, non solo nei programmi governativi, il suo stile da "Giacca sbottonata e mano in tasca" assume prepotente il tono di “prendere o lasciare”. È il suo stile. E lo è ovunque : nella Segreteria e nelle sedi di Governo.Anche quando ti offre il " 5" per strada, magari al volo, con una battuta ed un sorriso.E questo fa paura a chi, per decenni, si è seduto sull'immobilismo, con la certezza della carriera assicurata. Ed arriva il 40 per cento alle europee, pochi mesi dopo lo " strappo" di Letta. Un successo non solo politico ma direttamente e soprattutto del Premier. “Non ridaremo il partito a chi lo ha portato al 25 per cento” scandisce alla ultima Leopolda.
Ed il forte cambiamento lo si avverte anche con l'elezione del nuovo capo dello Stato. Il discorso di Mattarella alle Camere è un discorso che non ha nulla di politicismo antico ma risuona come rivoluzione copernicana per la politica italiana, sia nel linguaggio che nello stile. Al Quirinale sale così un cattolico moderato, un giurista fermo e convinto contro ogni violazione della legalità e dello Stato di diritto. Ed il famoso Patto del Nazareno, tanto discusso e che ha messo Renzi alla berlina dalla minoranza accusandolo di tradimento politico, all'improvviso ha cessato la sua identità. E grazie a questa scelta, intelligente e preparata, esiste un premier rafforzato ed un Cavaliere molto indebolito.Più alta – secondo l’indagine condotta dall’Istituto Demopolis – dopo l'elezione di Mattarella, la fiducia degli italiani nel Presidente del Consiglio. Dal 42% dei giorni dell’insediamento a Palazzo Chigi al 60%, rilevato nel giugno scorso dopo il successo del PD alle Europee. Dopo un calo al 43% a metà gennaio, la fiducia è tornata a crescere con la scelta di Mattarella al Quirinale. Oggi il 48% degli italiani esprime apprezzamento nei confronti di Matteo Renzi. In questo periodo in molte regioni italiane ci sono i rinnovi dei Consigli, come sempre teatrino di dissapori e scenario di rivendicazioni di potere. Quel potere che" logora chi non ce l'ha". L'onda Renzi avanza, coerente e compatta, unita al suo Premier, unita sopratutto al suo intento : quello di cambiare ciò che non funziona e quello di ridare dignità al nostro Paese, a partire dai territori, dalla gente, dai problemi di cui sono afflitti. Questo oggi occorre fare, ascoltare ed agire. E ci piace pensare che " il meglio deve ancora arrivare".
 

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