A- A+
Politica


 

bagnasco (2)

Di Antonino D'Anna

Il clamoroso endorsement della Chiesa Cattolica italiana e del Vaticano pro Mario Monti ha lasciato l'amaro in bocca a destra. La destra PDL in particolare, che per quasi due decenni ha visto una certa vicinanza da parte della Gerarchia, adesso si è ritrovata improvvisamente orfana. E allora è il momento di reagire: se la CEI va verso il centro di Monti, a destra si può essere più realisti del re. Inalberando il vessillo dei “valori non negoziabili”.

CHE COSA SONO- Quest'espressione è ormai da 11 anni sulla scena politica. I valori non negoziabili sono elencati nella “Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica” emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 24 novembre 2002. Il prefetto che guidava la CDF è Joseph Ratzinger, oggi Benedetto XVI. Al punto 4 della Nota è possibile leggere l'elenco: si tratta di “esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili” in base alle quali i credenti devono “sapere che che è in gioco l'essenza dell'ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona”. Si tratta delle leggi su aborto ed eutanasia, più la tutela dei diritti dell'embrione umano e della famiglia. Su questo la Nota è molto chiara. “Ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali un riconoscimento legale”. Traduzione: Rosy Bindi può anche evitare di dire sì al riconoscimento delle unioni omosessuali alla tedesca (con quasi tutti i diritti delle coppie sposate salvo l'adozione dei bambini e il trattamento fiscale) proposto dal PD.

Ma l'elenco non è finito qui. Tra i valori non negoziabili c'è la “garanzia della libertà di educazione ai genitori per i propri figli”, la tutela sociale dei minori e la liberazione delle vittime “dalle moderne forme di schiavitù (si pensi ad esempio alla droga ed allo sfruttamento della prostituzione”. Chiudono la serie il diritto alla libertà religiosa e lo sviluppo per un'economia che sia al servizio della persona e del bene comune, “nel rispetto della giustizia sociale, del principio di solidarietà umana e di quello di sussidiarietà”, più la pace.

IL DOVERE DEGLI ELETTI E QUELLO DEGLI ELETTORI- Fatta questa premessa, è bene vedere che cosa prevede quindi l'impegno cattolico, sia come eletti che come elettori. La Nota si rivolge ai parlamentari quando fa ad esempio il caso, sulla base dell'enciclica “Evangelium Vitae” di Giovanni Paolo II, “in cui non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista già in vigore o messa al voto, che 'un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione all’aborto fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica'”, quindi andando anche contro la disciplina di partito. Per quanto riguarda sia gli eletti che gli elettori, si ricorda: “Che la coscienza cristiana ben formata non permette a nessuno di favorire con il proprio voto l’attuazione di un programma politico o di una singola legge in cui i contenuti fondamentali della fede e della morale siano sovvertiti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a tali contenuti”. Già che ci siamo: il 21 dicembre scorso, nel discorso di fine anno alla Curia, papa Ratzinger ha ricordato che: “Nel dialogo con lo Stato e con la società, la Chiesa certamente non ha soluzioni pronte per le singole questioni”, ma “Insieme con le altre forze sociali essa lotterà per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell'essere umano”. E ancora: “Ciò che essa ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell'esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica”.

MA IL PDL SI SPACCA. COME ALLEANZA CATTOLICA- E mentre si inalbera la bandiera dei valori non negoziabili, il PDL comincia a dividersi. Il partito che accoglie anche CL con Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, ha avuto i primi sussulti a fine novembre. Il 29 di quel mese, infatti, Avvenire riporta il dibattito interno al partito di Silvio Berlusconi nel quale il coordinatore Sandro Bondi ha appena finito di prendersela con “la parte più confessionale del Pdl che rappresenta solo uno spicchio del mondo cattolico. Penso a Roberto Formigoni”. Per Bondi “è avvenuta purtroppo una saldatura” fra esponenti quali Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello “e l'area di An”, che “sui temi della libertà personali” è “su posizioni di radicalismo religioso alla Tea party che sono in contrasto anche con il cattolicesimo”. Con un dibattito immediato fra i tre.

Nel PDL c'è anche Comunione e Liberazione, che come Affaritaliani ha già scritto si è divisa. Una parte è transitata – o quantomeno guarda con simpatia – a Mario Monti, mentre Maurizio Lupi è fermo sulle sue posizioni e resterà accanto al Cavaliere.

E veniamo ad Alleanza Cattolica, formazione nata nel 1977 e che nel PDL ha un riferimento in Alfredo Mantovano. Il movimento ha pubblicato un promemoria sul proprio sito nel quale, “senza rilasciare deleghe in bianco a nessun partito o movimento”, invita a votare i candidati che si impegneranno su sei punti essenziali: aborto (norme per la limitazione e aiuto alle madri in difficoltà); eutanasia e suicidio assistito (no ad alcuna norma in loro favore); droga (no a qualsiasi liberalizzazione); tutela del matrimonio (no a unioni gay e alle adozioni per gli omosessuali); no a leggi sull'omofobia (no a leggi che impediscano di diffondere il Catechismo della Chiesa cattolica, per la quale gli atti di omosessualità “sono intrinsecamente disordinati”); riconoscere il principio della libertà di educazione e la funzione “fondamentale, benefica e indispensabile per il Paese” delle scuole cattoliche. Secondo quanto risulta ad Affari, una parte del movimento vorrebbe seguire Monti; l'altra metà sarebbe ancora per il PDL. Vedremo.

E IL CARDINALE SCOLA INVITA AL VOTO- Chiudiamo infine con il cardinale Arcivescovo di Milano Angelo Scola. La sua posizione è molto chiara: anche se le parrocchie non potranno concedere i loro locali a movimenti politici in vista delle elezioni, bisognerà evitare a tutti i costi il partito del “non voto”. Ecco che cosa prevede la nota emanata il 27 novembre scorso dal Consiglio Episcopale Milanese: “Di fronte alla tentazione molto diffusa del disimpegno e del disinteresse sui temi del bene comune e delle scelte che lo realizzano e governano, è necessaria e urgente l’opera educativa delle comunità cristiane affinché solleciti tutti alla partecipazione attiva e responsabile a questi appuntamenti elettorali attraverso: un’adeguata informazione su programmi e candidati, l’esercizio del proprio voto, l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di laici cristiani nell’attività amministrativa e politica”. Insomma, i parroci e i laici dovranno fare la loro parte per invitare il popolo di Dio a non disertare le urne. Nelle parrocchie sarebbe gradito, dicono ad Affari dalla Curia, un team di laici ben preparato in grado di esporre i programmi ai fedeli e informarli in merito alle prossime elezioni. E il 24 febbraio si avvicina.

Tags:
pdlchiesavoto

i più visti

casa, immobiliare
motori
Quattro giorni di festa per le 111 candeline di Alfa Romeo

Quattro giorni di festa per le 111 candeline di Alfa Romeo


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.