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Politica

Di Gianni Pardo

Se di una cosa parlano tutti e la considerano vera ed innegabile, ciò non significa che sia sicuramente il caso di crederci. Basta citare la sfortuna e il destino, gli oroscopi e la reincarnazione, i nostri sette sosia nel mondo e altre leggende metropolitane. Dunque, se ci chiedono se Monti abbia sì o no salvato l'Italia, se è vero che essa era "sull'orlo del baratro", dobbiamo cercare la risposta non nel fatto che "lo dicono tutti", ma nella realtà economica. La dimostrazione che viene generalmente fornita è che a fine 2011 il differenziale di rendimento dei nostri Titoli di Stato a dieci anni con i Bund tedeschi (spread) era salito a livelli altissimi e invece, col governo Monti, esso è calato e l'allarme è cessato. Ma i numeri dicono che lo spread è stato largamente oltre la soglia di 500 punti base sia nel novembre 2011, sia nel luglio 2012, mentre è stato basso nell'aprile 2011 (e c'era Berlusconi, al governo), e nei mesi di marzo e dicembre 2012. C'è da pensare che i momenti buoni e i momenti cattivi non dipendano interamente dal governo in carica. Per giunta, in passato i titoli di Stato spagnoli sono stati sottoposti ad una pressione che ha fatto temere il peggio, mentre ora da mesi non dànno luogo a preoccupazioni: anche questo merito di Monti? Con ciò non si vuol dire che l'azione del governo Monti sia stata priva d'effetto: l'atteggiamento dei mercati nei confronti dei titoli di Stato dei Paesi indebitati dipende dalle loro previsioni, cioè da un dato psicologico, e far cambiare questo dato può essere molto utile. Il nostro debito pubblico, malgrado la gragnuola di tasse, non è diminuito ed ha anzi superato i duemila miliardi di euro, ma agli investitori interessa soltanto la ragionevole probabilità di ricuperare il proprio denaro alla scadenza. Se un governo adotta misure che, a torto o a ragione, convincono gli speculatori della sua serietà, lo spread scende e il Paese sembra solvibile.

Sembra. Infatti potrebbe trattarsi di un rimedio cosmetico. Nella realtà il nostro Paese non solo non è avviato verso una forte ripresa e un incremento del pil, ma ha imboccato la via di una tremenda recessione. L'aumento delle tasse e delle imposte ha fatto credere a dei mercati emotivi che quell'Unione Europea che ci imponeva grandi sacrifici poi ci avrebbe salvati in caso di attacco speculativo. Ma è stato un ragionamento valido? Dal punto di vista psicologico, certamente sì: lo dimostrano i mercati. Nella sostanza, mentre la Germania profitta di tassi d'interesse ridicoli e di denaro quasi gratuito, le banche italiane non concedono mutui a nessuno, la nostra edilizia è ferma, è fermo il mercato immobiliare, è caduta la produzione, i negozi chiudono, la disoccupazione aumenta e la litania potrebbe continuare. Per la promessa di un eventuale aiuto, e oppressi dalla più alta pressione fiscale che si ricordi, ci siamo giocati l'economia nazionale e non si vede come potremmo uscirne. Forse ci siamo sacrificati senza ricavarne nulla. Se si verificasse una piccola crisi di fiducia, la Banca Europea tamponerebbe la falla, se si verificasse una grande crisi di fiducia, neanche la Banca del Padreterno, se ci fosse, potrebbe salvarci. Contro l'insieme delle Borse nessuno ha mai vinto e nessuno mai vincerà. La BCE, dice qualcuno, potrebbe stampare banconote a iosa e ricomprare i titoli che nessuno vuole. Vero. Ma provocherebbe un'inflazione mostruosa e una tragedia economica internazionale che ci farebbe sorridere della crisi del 1929. Che è la ragione per la quale la Germania non ci ha mai promesso un simile intervento. Naturalmente questo non significa che Monti e gli altri siano stati in malafede. Nessuno vuole danneggiare il proprio Paese. Anche se sarebbe difficile dire quale altra soluzione si poteva adottare, rimane il dubbio che ciò che ci è stato imposto ha corrisposto più agli interessi altrui che ai nostri. Infatti la discesa agli inferi è stata nascosta ma non fermata e le lodi a Monti potrebbero derivare dal fatto che l'ubbidiente Professore è stato più utile all'Europa che all'Italia. La situazione obiettiva della zona euro è stabilmente negativa e non si può escludere una nuova crisi internazionale. Per giunta, il problema in Italia potrebbe aggravarsi a partire dal marzo dell'anno prossimo. Monti è stato sostenuto dalla destra e dalla sinistra, quasi fossimo in guerra, la nuova maggioranza sarà invece pungolata e perfino diffamata, dinanzi ad un'opinione pubblica adirata, da un'opposizione che non farà sconti. Riuscirà il nuovo esecutivo a mantenere la rotta come quel governo di cui non era permesso dire male, per non essere accusati di essere traditori della Patria? È quello che vedremo. Purtroppo. pardonuovo.myblog.it

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