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Politica

Di Gianni Pardo

Sappiamo tutti che nella realtà si innamorano anche i brutti e i cinquantenni. Sappiamo anche che il grande amore non è quello che fa fare follie per qualche mese ma quello che dura molti decenni. Ciò non impedisce che, nell'immaginario collettivo, gli innamorati siano costantemente giovani e belli: e infatti il cinema ci ripete questo modulo sin dal momento in cui è nato. Nello stesso modo nel corso dei secoli nell'iconografia corrente il Bene è vestito di una sorta di divisa tanto universalmente riconoscibile che alcuni più o meno in buona fede l'indossano per passare per quei modelli di virtù che in realtà non sono.
Il moralista in divisa è un signore pulito, magari con la cravatta e i capelli bianchi, che non alza la voce e che anzi si esprime in modo soave. Se si trova ad assistere ad una disputa, non prende nettamente posizione, perché vuole mostrarsi abbastanza saggio per sapere che i torti non stanno mai tutti da una parte. Quale che sia l'argomento della conversazione, non si mostra appassionato di nessuna tesi. È tendenzialmente del parere dei più perché i più, a suo parere, sono i rappresentanti del buon senso. E inoltre, stando con la maggioranza, è più facile vincere. In una parola, si pone come uomo dal pensiero profondo e tuttavia mite, costantemente a favore della mamma e della torta di mele. È un cittadino esemplare, un Garrone deamicisiano invecchiato senza cambiare l'atteggiamento di ossequio al Maestro, il perbenismo borghese.
Naturalmente si potrebbe rispondere che a  questo ritratto non c'è nulla da obiettare. Forse che per essere simpatici bisogna alzare la voce o scandalizzare il prossimo? Certo che no. E infatti non si biasima questo modo di presentarsi e di agire, quando è giustificato. Il punto è che chi indossa la divisa dell'uomo morale quell'atteggiamento lo mantiene anche quando non è giustificato, per puro interesse.

Per esempio, contrariamente al detto, a volte i torti stanno tutti da una parte e le ragioni tutte dall'altra. Salomone nella disputa delle due madri si comportò come si comportò perché non sapeva quale delle due dicesse la verità: se l'avesse saputo non avrebbe cercato una mediazione, non avrebbe sorriso con la medesima comprensione alle due contendenti. Avrebbe detto: "Questa è la madre vera, il bambino deve essere dato a lei e l'altra deve essere condannata ad una grossa multa per lite temeraria".
Il moralista in divisa tiene talmente alla propria fama che non esita ad essere ingiusto con chi ha ragione, pur di conservare la propria qualifica di "persona al di sopra delle parti". Dimentica che chi è sempre al di sopra delle parti spesso è al di sotto della giustizia. Analogamente, non c'è proprio da vantarsi per il fatto che non si mostra mai un atteggiamento appassionato. Se non si è mai indignati e mai pieni di ammirazione si è atimici, ottusi, incapaci di distinguere, per esempio, uno sgorbio truffaldino dalla grande arte, la servile mediocrità di un Pierre Laval dalla grandezza di De Gaulle. E tuttavia c'è qualcuno peggiore di questo genere di moralista: quello che la divisa non l'indossa in buona fede. Se Mario Monti, per esempio, avesse fatto una carriera, nella vita, essendo sempre grigio, moderato, equidistante, super partes, appunto, avrebbe avuto il difetto che si è prima descritto. Ma sarebbe stata la sua cifra. Invece, da quando è sceso nell'agone politico, ha rivelato che quella divisa era per lui puramente strumentale. E infatti oggi è esattamente come gli altri politici. A volte non somiglia neppure ai migliori. La sua capacità di osare affermazioni peggio che discutibili ha sorpreso anche i più navigati, l'acidità di certi suoi attacchi ha più che rasentato il cattivo gusto, l'impudicizia di infiniti autoincensamenti ha scandalizzato chi crede che un minimo di modestia sia un atto di buona creanza.
Per tutte queste ragioni Mario Monti meriterebbe qualificazioni che  sarebbero, anch'esse, certamente di cattivo gusto. Fino a far rischiare avventure nel campo del diritto penale. Per dare la misura del giudizio che oggi ispira il professore basterà dire questo: meglio Antonio Di Pietro.

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