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Politica

Qual è ad oggi il sentiment verso i principali leader politici italiani? Bersani in testa, Monti medicina necessaria, Grillo il più amato dalla rete, Berlusconi recupera per presenza scenica. A rivelarlo è l'ultima ricerca di Havas Media, network globale di media e comunicazione del gruppo Havas, che ha misurato come i quattro principali leader politici abbiano convinto nelle ultime settimane gli elettori italiani della propria capacità di influenzare realmente la qualità della loro vita da cittadini.
 

bersani vendola

Havas Media ha analizzato, con il supporto tecnico di Doxa Advice, la performance di ognuno attraverso una sorta di "pagella" virtuale in grado di valutare il contributo che sapranno dare alla soddisfazione dei bisogni collettivi e personali, verificando  intenzioni di voto e l'esito delle prossime elezioni politiche.

Il popolo della rete in grande maggioranza è intenzionato ad esprimere il proprio voto: l'84% voterà sicuramente/molto probabilmente, il 10% si dichiara incerto e solo il 6% non andrà al voto. Gli incerti hanno un profilo in prevalenza femminile (60%) tra i 25 ed i 44 anni e concentrato al Nord Ovest, dotato di elevata scolarità e professionalmente occupato; i resistenti sono maggiormente concentrati al di sopra dei 45 anni, residenti al Centro Italia, soprattutto in grandi centri.

Vogliono soprattutto un leader onesto e "sano" che governi con rispetto. A Bersani manca pochissimo per ottenere la valutazione valoriale di Grillo, in più non spaventa, pertanto rappresenta al momento la scelta più plausibile. Il popolo della rete sa di essere parte di un'Italia ancora molto tradizionale e vincolata alle fazioni che nei decenni hanno dominato la sua politica, per questo motivo intenzioni e pronostici si rivelano tanto diversi.

Monti è stato una medicina necessaria, utile ma amara e solo una minoranza sceglierebbe di "riassumerlo" volontariamente alla guida del Paese. Grillo è la nemesi cui però manca una visione per la stabilità futura, nelle intenzioni di voto del popolo online primeggia, ma la scarsa fiducia nel pronostico può significare anche una scarsa convinzione nell'attuare la "vendetta" rispetto ai soliti noti.

Appare improbabile che il PDL di Berlusconi riesca a riguadagnare la guida del Paese, sebbene abbia il favore degli incerti e dei resistenti al voto che nelle intenzioni lo preferirebbero al PD di Bersani. Il posizionamento nella mappa mentale che registra è simile a quella del cibo consolatorio dopo una dieta: una gratificazione immediata ma potenzialmente dannosa sul lungo periodo.

Bersani non è il leader che infiamma le piazze, ma appare onesto e rispettoso, sufficientemente dalla parte dei cittadini nella risoluzione di problemi sociali e pratici da risultare secondo le previsioni del popolo della rete il più credibile come futuro premier: è tra l'altro probabile che una prevalenza così forte nella previsione dell'esito elettorale influenzi il comportamento alle urne, nell'ottica di evitare la dispersione del voto e permettere di avere una maggioranza forte al Governo.

Guido Surci, chief strategic officer & business developement di Havas Media Italia, commenta: "Il popolo della rete chiede di essere rassicurato a 360° su tutti gli aspetti che garantiscano non solo la stabilità al Paese ma anche  della propria condizione personale, mettendo in secondo piano gli aspetti di sostenibilità ambientale che appaiono un po' meno rilevanti."

In dettaglio gli insights emersi sui candidati:

BERSANI:
Il carattere distintivo di Pierluigi Bersani nella percezione da parte del popolo di internet è l'onestà, la correttezza etica e l'impegno a favore della risoluzione dei problemi sociali: è sostanzialmente un uomo affidabile che si ritiene possa fare il suo dovere in modo corretto e rispettoso degli elettori, sebbene non risulti un forte "motivatore".

Non appare particolarmente carismatico e non gli viene attribuita una forte leadership, inoltre non pare convincere sulla politica di riduzione dei costi dell'amministrazione pubblica, non è innovativo e non sembra proporre una politica fiscale rassicurante.

Bersani ottiene per ogni item il secondo punteggio migliore se paragonato agli altri leader esaminati, e se per ogni candidato vengono presi in considerazione i pareri dei relativi sostenitori Bersani emerge come quello con l'elettorato più convinto. Bersani appare come la scelta razionale: nelle intenzioni di voto è secondo a Grillo, ma nei pronostici è il primo con un largo distacco sugli avversari.   
 

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BERLUSCONI:
In questo caso l'onestà è l'attributo su cui Berlusconi registra la performance più scarsa, ma al contrario di Bersani gli viene riconosciuta, anche dagli avversari, una forte "presenza scenica" ed un sicuro ruolo di leader, complice il presidio di tutti i Touchpoints televisivi.
Probabilmente per il suo DNA imprenditoriale ancora ci si aspetta che più di altri abbia un'influenza nella definizione di una politica di lavoro che garantisca opportunità ed equità per tutti, compresi i giovani e come è naturale in tempo di crisi hanno fatto presa le sue posizioni sulla politica fiscale, pertanto gli viene riconosciuta una posizione accettabile in merito a tale argomento.
In sintesi, Berlusconi rappresenta la scelta di cui non si andrebbe orgogliosi, ma che dal punto di vista personale e di breve termine potrebbe essere vantaggiosa.

In valore assoluto Berlusconi registra la peggiore performance su ogni item rilevato, specialmente se valutato sugli attributi di utilità per il singolo, ma dai fedelissimi riceve ancora un consenso molto forte, sebbene non al livello di Bersani.
Al momento non è ancora chiaro chi sarà il candidato premier, appare tuttavia improbabile che il PDL sia in grado di vincere le elezioni, pur guadagnando ancora un largo, "cinico", consenso.

MONTI
Monti è quello che ci vuole per l'Italia: propone soluzioni utili per sanare i mali del Paese, ne viene percepita l'onestà e la schiettezza, la forte leadership, prospetta un futuro diverso, che influirebbe positivamente sull'orgoglio nazionale e spingerebbe i cittadini a diventare più responsabili ed informati.
Ma è davvero quello che la maggioranza degli elettori desidera?
In realtà Monti appare distante dai problemi reali dei cittadini, non propone soluzioni per il lavoro e fiscali gradite, tutto quello che dà al Pase sembra venga tolto agli Italiani, che nel sceglierlo temono per il mantenimento delle proprie risorse economiche e per la possibilità della realizzazione dei propri obiettivi.
Monti viene valutato con molta obiettività: se osserviamo i punteggi medi ottenuti sui vari item ed i massimi (espressi quindi da chi gli è più favorevole) non emergono grandi variazioni, pertanto nella valutazione da parte dei "supporters" Monti risulta ultimo, come pure nelle intenzioni di voto e nel pronostico della vittoria.

GRILLO
Come era prevedibile, il popolo della rete tributa a Grillo i punteggi più alti su quasi tutti gli item rilevati e come nel caso di Monti, non avendo uno storico schieramento a sostegno, i medi ed i massimi punteggi per issue si discostano poco: questo fa sì che analizzando i pareri dei rispettivi supporters Bersani superi Grillo e che la forza del sostegno dei grillini sia paragonabile a quella dei berlusconiani nei confronti del proprio leader: insomma convinti, ma non al massimo.
A Grillo si riconoscono la volontà di riduzione dei costi della pubblica amministrazione, l'onestà e trasparenza nella comunicazione, risulta meno convincente nell'adozione di soluzioni utili ai problemi del Paese e non appare come un leader in grado di dare stabilità al Paese.
Un carattere distintivo nell'immaginario degli intervistati consiste nell'associazione di Grillo a tutto ciò che attiene alla sensibilità ambientale ed all'adozione di abitudini sostenibili: purtroppo sono anche gli item ritenuti meno "urgenti" rispetto alle altre esigenze del Paese, piuttosto rappresentano un "nice to have".
Sul presidio dei Touchpoints Grillo primeggia su tutte le properties online: social, blog, ricerche, editoriali online, al contempo risulta più debole dei concorrenti sui tuchpoints televisivi, in particolare i talk show, che ricordiamo essere tra i più influenti per la formazione delle opinioni.
Nelle intenzioni di voto del popolo della rete Beppe Grillo è primo, nel pronostico di vittoria è penultimo.

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