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Politica
Morisi, la pista della vendetta: "Denunciato dall'escort gay per soldi"

"Perché se a reti unificate si sbircia dal buco della serratura per vedere cosa fa la gente di notte e poi sapete come andrà a finire: non ci sarà alcun reato, ma avete distrutto una persona. Poi incidentalmente qualcuno ieri è stato condannato a 13 anni di carcere da un tribunale della Repubblica perché sfruttava gli immigrati, però quello è un eroe di Sala e della società civile": così il leader della Lega Matteo Salvini durante un punto stampa a Milano. "Invece se uno è omosessuale ahia... In Lega abbiamo tanti omosessuali, eterosessuali, ci saranno bisessuali, transessuali, a me interessa che siano brave persone. Però una campagna politica così volgare penso che sortirà l'effetto contrario", ha attaccato.

Morisi, la ricostruzione di quanto accaduto il 14 agosto tra escort gay, soldi e droga

Intanto, emergono nuovi dettagli sul fronte giudiziario. "Forse la parola giusta è «vendetta». Ora che si conosce l’esatta sequenza dei fatti, che hanno trasformato una vicenda privata in un caso politico", scrive La Stampa. Ecco la ricostruzione dei fatti del quotidiano torinese. "Sono le 15,37 del 14 agosto. Per tre volte Nicolas, nome d’arte, uno dei due ragazzi escort invitati a casa di Luca Morisi, il responsabile della comunicazione sui social della Lega e di Matteo Salvini, chiama i carabinieri e urla frasi che riguardano una faccenda di soldi: «Questo è un furto! Qui c’è un uomo che ci sta fregando. Dovete intervenire». Cade la linea. Ma Nicolas richiama ancora. Insiste. Non parla di droga. Contrariamente a quanto lui stesso ha dichiarato nelle interviste rilasciate in questi giorni, dice nulla del suo stato di salute e non sembra preoccupato di stare male. Quella che vuole dirimere con l’intervento delle forze dell’ordine è una questione economica. I carabinieri arrivano poco più tardi nelle campagne di Belfiore e chiedono alle tre persone presenti nell’appartamento di seguirli in caserma a San Bonifacio. Ecco chi sono: Nicolas e Alexander, escort gay contattati sul sito di incontri Grinder Boy. Il terzo che deve andare in caserma è Luca Morisi, il padrone di casa. Il tema è sempre quello dei soldi".

Continua la Stampa: "Sul profilo di Alexander c’è il suo tariffario, che va da 150 euro per 30 minuti a 2500 euro per 24 ore quando si tratta di un servizio a domicilio. Secondo la versione degli escort, si erano accordati per 4 mila euro, ma Luca Morisi gli doveva ancora 1500 euro. Mentre stanno spiegando ai carabinieri una questione penalmente irrilevante, un militare nota il modo di parlare del ragazzo che li ha contattati. È impastato, stralunato, stravolto. Decide di fare una perquisizione nella sua auto. Trova una bottiglietta di liquido sospetto. «È droga dello stupro», dice Nicolas. Solo a questo punto si dichiara preoccupato per le sue condizioni di salute e verrà accompagnato in ospedale. E qui entra in scena la questione penalmente rilevante. È forse per vendetta, quindi, che proprio quel ragazzo dice una frase che si può riassumere così: «Andate a casa di Luca Morisi, troverete tantissima droga». Lì sarà lo stesso Morisi a indicare la bustina, al piano di sopra, sullo scaffale della libreria ai carabinieri della scientifica: 0,31 grammi di cocaina. Modica quantità, uso personale". La pista dell vendetta prende corpo.

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