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In Italia "ormai c'è consapevolezza dell'aberrazione introdotta dal fascismo con l'antisemitismo" e "dell'infamia delle leggi razziali del 1938". E' intervenuto così il presidente Napolitano oggi al Quirinale celebrando la 'Giornata della memoria'. C'è la "necessità di tenere alta la guardia, vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la rete". A due giorni di distanza dalla polemica scatenata dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, sul fascismo, il presidente della Repubblica prende le distanze dal leader del Pdl. Lo fa con un messaggio chiaro, spiegando che su un tema così delicato non possono esserci interpretazioni ambigue. E lancia un appello a una "forte risposta dello Stato contro mostruosità antiebraiche".

"Ritengo di poter dire che si sono in questi anni consolidati nella coscienza democratica del nostro paese, alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, il rifiuto intransigente e totale dell'antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l'antisionismo". "Perché in gioco - ha aggiunto - non c'è solo il rispetto della religione, della cultura ebraica. Ma insieme con esso il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza".

Napolitano ricorda che non c'è spazio nel nostro paese per episodi di razzismo e intolleranza. "In Italia propagande aberranti - spiega - si traducono in diverse città in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati". Un chiaro riferimento al gruppo di estremisti di destra che progettavano di violentare una studentessa universitaria ebrea.

Per Napolitano "c'è da interrogarsi con sgomento
sia sul circolare, tra i giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista, sia sul diffondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo ancora una volta innanzitutto antiebraico". Per questo il capo dello Stato bolla come "mostruosità" i progetti "che a Napoli si sarebbero ventilati di distruzione di un negozio ebreo o di aggressione e stupro di una studentessa ebrea".

Il presidente esprime anche "solidarietà" con la causa dello Stato di Israele contro "ogni propaganda e minaccia di distruzione, comprese quelle che vengono dalla dirigenza iraniana".
 

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