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Politica

 

Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, attacca l'introduzione del matrimonio gay in Francia, ma apre clamorosamente al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto - anche omosessuali - con soluzioni di diritto privato "ed è tempo che i legislatori se ne preoccupino". Lo ha fatto oggi richiamandosi al diritto romano per ricordare che il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna. Se questo non fosse bastato, Paglia ha utilizzato anche Giorgio Gaber: "Anche Giorgio Gaber - ricorda - diceva che donna e uomo sono destinati a restare diversi, perché senza due corpi differenti e pensieri differenti non c'è futuro", ricordando che "la Chiesa continuerà a proclamare la verità, in qualunque situazione".

L'APERTURA- Poi l'apertura clamorosa. Monsignor Paglia, infatti, ha dichiarato che, essendo di vario tipo le convivenze non familiari, la Chiesa è favorevole a: "che in questa prospettiva si aiutino a individuare soluzioni di diritto privato e prospettive patrimoniali". Perché "Se ci sono molteplici situazioni è ovvio ed è bene garantire i diritti individuali e che dunque si percorra anche questa strada", pur ribadendo il valore centrale della famiglia. Quindi: "all'interno dell'attuale codice civile e patrimoniale si possono trovare soluzioni di cui bisogna tener conto, sia a livello patrimoniale che di facilitazione della vita per impedire ingiustizie dei più deboli. Questa via mi pare importante da percorrere".

NO ADOZIONI GAY, NI AI DIVORZIATI- Insomma: soluzioni giuridiche sì, ma non chiamatele matrimonio, né tantomeno concedete adozioni agli omosessuali, sembra di capire. Paglia infatti dichiara su adozioni e procreazione assistita: "Un figlio non è mai un diritto né un prodotto". Per i divorziati risposati, ad oggi esclusi dalla Comunione: "Il Papa ci ha chiesto di approfondire ancora la questione, perché vuole trovare una soluzione. Il problema gli sta a cuore, come aveva già detto anche nell'incontro con i preti di Aosta, poco dopo l'elezione, e ripetuto nei giorni scorsi nell'allocuzione alla Sacra Rota".

L'OMBRA DELLA FRANCIA- Paglia, infine, rende omaggio ai vescovi francesi: "Che hanno suscitato un dibattito (sul tema dei matrimoni gay in via di approvazione nel paese, N.d.R.) e si sono anche sorpresi per l'adesione di altri, compreso il gran rabbino e il capo dei luterani francesi". In effetti, la Chiesa cattolica transalpina, che nel paese della "laicité" e della separazione Stato-Chiesa non ha il peso che, al contrario, ha nel nostro paese, è riuscita il 13 gennaio scorso a portare un'enorme massa di cittadini in piazza contro la proposta di legge in discussione presso il Parlamento francese. Una lotta che, in un comunicato della Conferenza Episcopale Francese, viene così spiegata: "Una maggioranza politica non può, senza danno al buon funzionamento della democrazia, ignorare le reazioni che suscita in tanti nostri compatrioti il progetto di una tale 'riforma di civiltà'. La missione del politico - continua il comunicato - è d'offrire il quadro di un'autentica riflessione sociale su quelle questioni principali che sono la trasmissione della vita e la natura delle relazioni umane". Chiedendo che nel dibattito parlamentare i poltici "propongano delle soluzioni e formule che siano rispettose del carattere eterosessuale del matrimonio, la filiazione e le persone omosessuali".

Antonino D'Anna

 

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