L'America di Obama... nella Carolina del Sud si parla addirittura di secessione!

Mercoledì, 21 gennaio 2009 - 09:40:00

 
Il servizio di protezione è stato imponente. Una spesa enorme ma, al contrario di quanto molti pensano, il contribuente non ha speso un solo dollaro. Sono stati, invece, i contributi personali a base di 50 e 100 mila dollari a testa a pagare il conto. Seguiranno molto attentamente il nuovo presidente nei prossimi quattro anni. Molta gente del Sud vorrebbe eliminarlo. Nella Carolina del Sud si parla addirittura di secessione! Questa è America. Dal vicino Arlington Cemetery (dove riposa John Kennedy) giungono le note della banda dei Marines, poi tuonano 21 colpi di cannone per onorare il nuovo presidente. Sembra di assistere alla celebrazione di un monarca inglese. Prima del giuramento la regina del soul Aretha Franklyn canta "My Country". Poi giunge il giudice della Corte Suprema John Roberts. C'e' un po'di ironia in questo. Obama votò contro di lui nelle elezioni per eleggerlo giudice federale (vale ricordare che negli Stati Uniti i giudici sono eletti dal popolo).
 
Ecco il giuramento. Obama si inciampa, si riprende subito. Il discorso. Ottimo. Lo ha scritto lui, con l'aiuto esterno per limare un po' lo stile. Parla lentamente, scandisce le parole, è chiaro che desidera una cosa: gli americani devono afferrare e capire quanto sta dicendo sull'economia e le conseguenze che l'avidità procura. Qualche volta si rifà a Carter, a Clinton e a Roosevelt, ma velatamente. Ricorda che ci vorrà tempo per riparare la falla ma "ce la faremo!". L'America e' una nazione giovane - afferma - e la grandezza deve essere conquistata. Poi ringrazia gli antenati di questo popolo di cento razze, colori, lingue che hanno creato gli Stati Uniti perdendo spesso la vita. Ora dice il nuovo presidente, noi dobbiamo rifare, ricreare l'America. Costruiremo ponti, strade, ridaremo il lavoro ai nostri cittadini, sfrutteremo il sole e il vento, rifaremo le nostre scuole. Una nuova era insomma. Perché noi oggi "siamo pronti a guidare nuovamente il mondo".

E ai terroristi urla: "We will defeat you", vi sconfiggeremo. Le stazioni tv fanno a gara per stabilire chi è 'Il migliore'. La CNN non ha dubbi: siamo noi. Fox News ricorda che fu la prima a predire la vittoria di Barack Obama. La HBO rivela di avere pagato un bel mucchio di dollari per ottenere l'esclusiva dei festeggiamenti che circondano l'inaugurazione: un entertainment a base di Bono, Beyoncé, Springsteen e molti altri nomi famosi. E così, il grido di Martin Luther King, 45 anni fa, proprio da questo Capitol Bldg: "I have a dream", oggi rimbomba sulle spalle di Obama: il sogno si è avverato. Un uomo solo non potrà salvare questa nazione veramente in brutte acque. Trecento milioni di persone non sono mai completamente controllabili. E' sarà proprio questo il vero, primo ostacolo del presidente afro-americano.
Non resta che attendere, e magari pregare.
 
Benny Manocchia

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