Leoluca Orlando (Idv) ad Affaritaliani.it: al Sud tantissimi politici di Centrosinistra e di Centrodestra abitualmente frequentano esponenti mafiosi

Giovedì, 4 dicembre 2008 - 17:50:00

I FATTI E LE OPINIONI

FORUM 1/ Nel Partito Democratico esiste una "questione morale"?

FORUM 2/ Come giudichi l'opposizione del Pd e di Veltroni al governo?

Napoli/ Appalti truccati. Global service nel mirino della magistratura

Firenze/ Caso Ligresti: intercettazioni tra Gelli, Fausto Rapisarda e Carrassi

Le inchieste (e non solo) scuotono il Pd: la verità sullo scontro Veltroni-D'Alema

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IL DIBATTITO NEL PD

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"Anche in questi casi il tema è quello della dimensione etica della politica. Mentre non possiamo che esprimere fiducia nell'operato della magistratura e chiedere a tutti di lasciarle svolgere la propria parte in maniera indipendente e autonoma, dobbiamo chiederci se e come affrontiamo la dimensione etica della politica". Intervistato da Affaritaliani.it, il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, parla delle inchieste di Napoli e Firenze che vedono coinvolti esponenti del Partito Democratico. "Provo a fare una differenza fra la morale individuale, che si collega alla dimensione culturale e a un cammino di fede, e la legge universale che è uguale per tutti. Non è possibile vivere in un Paese dove tra la morale individuale e la legge universale in mezzo non ci sia nulla. In tutti i paesi civilizzati del mondo esistono regole etiche di comportamento. In Italia ci sono per gli avvocati, i medici e i giornalisti e gli unici che non hanno un codice etico sono i politici. E' questo il tema che torna con forza all'attenzione di tutti. L'esponente di un partito di opposizione che trascorre le vacanze con esponenti della maggioranza e poi consente che i propri figli e parenti vengano assunti per chiamata diretta da esponenti stessi dell'opposizione eticamente rompe un principio. Un politico che frequenta mafiosi, anche se non commette un reato e parla di Mozart, viola principi etici".
 
E ancora: "Quando qualcuno critica il comportamento di un politico la risposta è di tipo moralista: 'attendo con fiducia l'esito del processo', ma un politico che frequenta un mafioso se ne deve andare a prescindere. In Italia nessuno invoca mai l'articolo 54 secondo comma della Costituzione, che impone al politico di adempiere al suo compito nel rispetto della legge ma con displina e onore. Bene, dove caspita sono disciplina e onore nei comportamenti di tanti esponenti politici?". Quanto a Napoli "due anni fa abbiamo chiesto le dimissioni di Bassolino, non per il processo ma per il quadro di relazioni anomale che stava emergendo. Ci siamo vergognati di aver presentato un ddl che prevede che non possano sedere in Parlamento i condannati per reati gravi, ma serve una legge? Non vanno candidati e gli elettori non devono votarli. E questa dimensione etica che non c'è sovraccarica la magistratura. Tutto diventa 'attendo l'esito del processo', ma se si frequenta un mafioso o un faccendiere non si può ricoprire una carica pubblica perché è un incarico che rappresenta un'istituzione".
 
"Spesso veniamo chiamati giustizialisti, ma è inaccettabile il rifiuto di una dimensione etica. E certamente riguarda anche il Partito Democratico, dato che Veltroni ha detto che il problema si pone. Non bisogna scoprire chi ha commesso un reato oppure no nel Pd, ma servono regole di comportamento perché certi fatti contrastano con un codice etico che bisogna darselo. Nel Mezzogiorno, ad esempio, abbiamo tantissimi politici di Centrosinistra e di Centrodestra che abitualmente frequentano esponenti mafiosi, corrotti e dell'altro schieramento per poi chiedere le assunzioni dei loro figli", attacca Orlando.
 
"C'è una questione morale all'interno dell'intero sistema politico italiano e non possiamo scoprirla quando si apre un'inchiesta. A Napoli, Firenze e Milano c'è la questione morale anche prima che arrivino i magistrati. Ripeto, abbiamo chiesto le dimissioni di Bassolino prima che venisse condannato, perché l'aspetto giudiziario non è di nostra competenza". Poi l'affondo contro Berlusconi. "Licio Gelli afferma che il presidente del Consiglio è il suo unico vero successore e il premier non dice una parola, mentre il suo compare Dell'Utri tesse le lodi di Gelli. Non sto parlando di reato ma dal punto di vista etico è anche peggio. Non è possibile che Berlusconi non smentisca le parole del capo della P2. Perché non esterna per rispondergli? Evidentemente ritiene di essere il suo successore e Dell'Utri ne dà la conferma parlandone bene".

Firenze - Inchiesta sui rapporti tra Comune e Fondiaria riguardo Piana Di Castello 
Fausto Marchionni, Salvatore Ligresti, Lorenzo Domenici, Gianni Biagi (Foto Emmevi)
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