Palazzi & potere
No, le elezioni no. Potrebbero diventare richiamo mediatico per il terrorismo?
Le recenti dichiarazioni di Gabrielli utilizzate dal partito del "non voto". Il silenzio delle più alte istituzioni...
Inutile negare che l'omicidio occasionale di Amrin abbia provocato l'alterazione di equilibri più o meno segreti più o meno voluti... passate le vanità operative sul "come siamo stati bravi" la prima reazione istituzionale e' stata una sorta di triunvirato Gentiloni-Minniti-Gabrielli che al grido della "deradicalizzazione" cercano di convincerci di una strategia vincente contro il terrorismo che si radicalizza nelle carceri etc....(dimenticando le moschee). Sembrerebbe pero' che questa apparente uniformità possa essere particolare grazie ad una autonoma iniziativa del capo della polizia e del suo annuncio circa un probabile attentato... per rafforzare la gravità della ipotesi denunciata la stessa dichiarazione viene reiterata dopo una manciata di ore... incuriosisce notare che il tutto non nasce come risposta ad una precisa domanda di "qualcuno"ma come autonoma previsione propagandata nel silenzio/assenso dei due rimanenti triumviri...quale può essere una lettura accettabile ? ansia di anticipare un rischio? Problemi di sopravvivenza di un governo non eletto figlio di un altro governo di non eletti? Paura di elezioni come richiamo mediatico per il terrorismo? Esigenza generalizzata di sopravvivenza politica legittimata dalla paura? Non saprei....nel dubbio reputo giusto evidenziare che non ci si può nascondere dietro lo slogan della "deradicalizzazione " ... i cittadini vogliono certezze e non proclami .... le elezioni dovrebbero servire a questo...con tutto il doveroso rispetto per il Triumvirato.
Non vorrei che il "silenzio assenso" di cui sopra testimoniasse un consenso istituzionalmente monolitico escluso.
Roberto Ruggiero
*E' uno dei più noti penalisti italiani. Sempre in prima linea
