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Politica

 

papa (20)

La notizia dell'addio al pontificato da parte di Benedetto XVI ha suscitato le immediate reazioni dei politici italiani, nel pieno della campagna elettorale, ma anche - com'è ovvio - delle personalità di tutto il mondo.

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica. "Traspariva come fosse provato e consapevole di una fatica difficile da sostenere", ha detto riferendo del suo ultimo colloquio con il Pontefice. "Credo sia stato un gesto di straordinario coraggio e senso di responsabilita', e anche tenere sulle proprie spalle un mandato cosi' straordinariamente impegnativo come quello del Pontefice della Chiesa cattolica deve fare i conti con il prolungarsi della vita non sempre in condizioni egualmente sostenibili". Dunque, "grande coraggio e grande generosita'. E da parte mia moltissimo rispetto".

"Apprezzamento" e preghiere. E' cio' che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sente di offrire a Papa dopo l'annuncio della sua decisione di lasciare il pontificato. "La Chiesa", ha detto il presidente americano, "gioca un ruolo cruciale negli Stati Uniti e nel mondo, e voglio rivolgere i miei auguri migliori a chi scegliera' il successore di Sua Santita' Benedetto XVI". "Michelle e io", ha aggiunto Obama riferendosi alla moglie, "ricordiamo con affetto l'incontro con il Santo Padre nel 2009, e il lavoro congiunto negli ultimi quattro anni".

Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati. "E' una decisione di portata storica che in tutto il mondo scuote le coscienze dei credenti e riempie di rispettosi interrogativi ogni essere umano".

Mario Monti, presidente del Consiglio. "Ho sentito questa notizia qualche minuto fa". E ai giornalisti che gli chiedevano se fosse una 'novita' assoluta', il premier ha poi risposto: "Ovviamente si', non so se sia confermata come autentica, non so nemmeno questo. Sono molto scosso da questa notizia inattesa". Nessun commento nemmeno sulle ripercussioni nei rapporti tra lo Stato Pontificio e quello italiano. "Non sono davvero in grado di commentare su un tema cosi' importante e profonfo e prima ancora di avere conoscenza dei fatti".

Pierluigi Bersani, segretario del Pd, a Radio Montecarlo. "E' una notizia di portata storica. Non che questo non abbia precedenti, ma bisogna risalire a secoli fa. E' una notizia di portata storica due volte, e' rarissima come decisione e, secondo, viene fatta da un Papa che non la prende certo per debolezza. E' un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa". Dunque "e' un gesto di impostazione, di novita' per il futuro. Stiamo parlando di un Pontefice che ha chiaro come nessun altro il profilo teologico e storico di una scelta di questo genere".

Angelino Alfano, segretario del Pdl. "E' doveroso riconoscere la grandezza di un pontificato e di un Papa che ha saputo guardare al cuore della crisi del nostro tempo individuandone le radici antropologiche prima che economiche. La nostra gratitudine ad un grande Papa. Solitamente la si esprime quando il Papa non c'e' piu'. Noi possiamo esprimere la nostra gratitudine per cio' che con il suo magistero morale potra' continuare a fare".

Nichi Vendola, leader di Sel. "I nostri pensieri sono turbati dall'annuncio di Benedetto XVI, qualunque cittadino del pianeta non puo' non sentire turbamento e grande rispetto di fronte a una scelta che rappresenta uno sconvolgimento epocale di cui siamo allo stesso tempo protagonisti e spettatori".

Oscar Giannino, candidato premier di Fare per fermare il seclino. "Il piu' profondo rispetto per la decisione assunta da Benedetto XVI. Per la Chiesa cattolica e' il segno che il mondo cambia. Il Pontefice assume una decisione sulla quale tutti hanno di che riflettere. per primo il Papa e' convinto, in relazione alle sue forze e alla sua eta', di rinunciare al Soglio per il bene della Chiesa. E' una decisione che fara' storia. Senza voler fare accostamenti impropri, diventa pero' evidente che analoghe considerazioni dovrebbero essere condivise e assunte da chi, nella politica e nelle istituzioni, senza titoli per parlare ex cathedra, resta invece convinto di prolungare per decenni ruoli e incarichi alla guida del Paese".

Rosy Bindi, Pd (via Twitter). "In questo momento un credente cattolico si raccoglie in preghiera".

Luigi Alemanno, sindaco di Roma. "E' con profondo e filiale dolore che apprendo la notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI. Un grande Pontefice, profondamente legato alla nostra citta', che ha saputo guidare la Chiesa di Roma in anni difficili per gli italiani e per tutta l'umanita'. Il suo magistero e' stato illuminante per la dottrina e la fede di milioni di persone che hanno trovato nella sua voce pacata le indicazioni per legare il rispetto e la tradizione con le sfide della modernita'. Per me personalmente rimarra' indelebile il ricordo di tanti colloqui e segni di vicinanza con cui Papa Ratzinger ci ha dimostrato il suo sostegno e la sua attenzione. Sono sicuro che anche dopo la fine del suo Pontificato, Joseph Ratzinger rimarra' un punto di riferimento per la nostra citta'".

Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. "La decisione di Papa Benedetto XVI, di lasciare il Pontificato tra poche settimane, mi ha molto colpito. Dobbiamo avere massimo rispetto per la sua scelta. Da parte mia ricorderò sempre l'emozione, mia e di tutta la città, in occasione della sua visita a Milano, città del dialogo tra le religioni, lo scorso anno per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie".

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. "La decisione del Santo Padre di lasciare anticipatamente il suo Pontificato ci rattrista. Comprendiamo le ragioni che lo hanno portato a questa dolorosa decisione, ammiriamo l'umiltà con cui ha annunciato il suo ritiro, e lo ringraziamo per essere stato in questi anni guida saggia e preziosa per i credenti e per i non credenti. Tanti sono gli insegnamenti che il suo Pontificato ci lascia e la sua preghiera continuerà a sostenere la Chiesa e i fedeli".

Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia (via Twitter). "Il Papa ha annunciato che lascia il Pontificato dal 28 febbraio. Grande dolore".

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. Una notizia "che lascia attoniti" e una scelta con cui Benedetto XVI da' "un ulteriore insegnamento", lasciando perche' sente il peso del governo della Chiesa. "Non avremo mai pensato di vivere una dimissione del Papa: anche storicamente stiamo partecipando alla scrittura di una pagina di storia per quanto riguarda le scelte dei pontefici". Per il politico leghista, Benedetto XVI e' "una persona di assoluto spessore, riconosciuto a livello planetario" che con la sua scelta, e con i motivi per cui e' maturata, "da' un ulteriore insegnamento", perche' mostra come "una persona di cosi' alte responsabilita'" si comporta "di fronte ai propri compiti, e questo gli fa ancora piu' onore".

Francesco Storace, candidato alla presidenza della Regione Lazio per il centro destra. "Sono molto scosso per le notizie che vengono dal Vaticano. Un credente viene colpito da questo annuncio".

"Le annunciate dimissioni del Pontefice, non solo per ragioni di salute, dimostrano ancora una volta che l'Occidente è attraversato da una crisi profonda che rischia di mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. Non sarebbe la prima volta nella storia dell'umanità che una civiltà decade. Basta pensare a quella egiziana, a quella greca, all'impero romano e così via. Le civiltà cadono quando vengono meno i loro ideali religiosi e civili e in presenza di una crisi economica travolgente. L'Europa laica e laicista al punto di rifiutare nella sua Costituzione di ricordare le radici giudaico-cristiane del Continente, oggi resta attonita per il coraggioso atto compiuto dal Santo Padre, ha dichiarato Potito Salatto, eurodeputato Fli-Ppe -.  Si cerca di comprendere le vere ragioni di un gesto così eclatante e di capire quali saranno le ripercussioni che questo avrà su tutto l'Occidente, già così provato da una crisi morale ed economica che non ha eguali. Certo, è l'effetto di una crisi che ormai dura da qualche tempo nella Chiesa e nella sua gerarchia. Ma che speriamo possa essere superata con vigore dal successore, nell'interesse non solo della cristianità, ma anche della laicità imperante. L'Occidente, oggi, non è forse terribilmente in difficoltà? Dove sono i nostri principi religiosi, i nostri valori civili, il nostro benessere? Le trasformazioni geopolitiche in atto dalla Cina, all'India, all'Islam, non sono forse segnali preoccupanti con i quali dover fare i conti, quantomeno per poter ritardare un cambio epocale che si affaccia sul nostro orizzonte? Il problema, purtroppo, è che siamo impreparati, che i mezzi di comunicazione così diffusi accelerano i tempi dei cambiamenti, che le classi dirigenti non sono più all'altezza di correre ai ripari con lungimiranza politica e culturale. Siamo vittime di noi stessi, preoccupati di salvare il salvabile giorno dopo giorno, incapaci di affrontare sacrifici adeguati nel nome di valori etici e morali distrutti da una società opulenta ormai in declino inarrestabile. Le nuove generazioni saranno in grado di colmare i nostri vuoti, di superare le nostre responsabilità? E' una domanda questa alla quale, al momento, non si possono dare risposte esaustive. Non resta che sperare in un futuro che possa smentire queste amare previsioni. Dobbiamo tutti crederci e operare adeguatamente".

 

DALL'ESTERO

Francois Hollande, presidente francese. "Non ho alcun commento da fare su questa decisione che e' rispettabile in maniera suprema e che portera' alla scelta di un nuovo Papa. La Repubblica accoglie questa decisione, ma non e' necessario far un ulteriore commento su cio' che appartiene in primo luogo alla Chiesa: e' una decisione umana e una decisione relativa a un desiderio che deve essere rispettato".

David Cameron, premier britannico. "Manchera' nel suo ruolo di guida spirituale a milioni di persone. Invio i miei migliori auguri a Papa Benedetto. egli ha lavorato duramente per rafforzare le relazioni della Gran Bretagna con il Vaticano".

La reazione ufficiale del governo tedesco.  "Toccati e commossi" dall'annuncio del Santo Padre. A rimanere quasi senza parole e' stato il portavoce del governo, Steffen Seibert, che ha ricevuto la notizia mentre stava tenendo una conferenza stampa. Dopo aver chiesto tempo per avere piu' informazioni, Seibert ha espresso con queste parole il suo smarrimento: "E' una notizia commovente". Poi ha aggiunto: "Il governo tedesco ha il massimo rispetto per il Santo Padre, per il suo operato, per l'opera di una vita al servizio della Chiesa", Benedetto XVI "ha posto la sua firma personale come pensatore e anche come pastore al vertice di questa Chiesa". Anche per questo motivo il governo tedesco gli esprime il suo piu' vibrato e commosso ringraziamento. Seibert ha annunciato che Angela Merkel fara' una dichiarazione nel corso della giornata.

Yona Metzger, rabbino capo di Israele. "Il papa merita lodi e tanto credito. Nel corso del suo pontificato abbiamo registrato le migliori relazioni da sempre tra la chiesa e il rabbinato capo e auspichiamo che questa tendenza continui. Credo che questo papa meriti tanto credito per i progressi fatti nel dialogo interreligioso tra giudaismo, cristianesimo e islamismo. Auguriamo al papa buona salute e lunga vita".

 

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