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Mario Monti 3

E' necessario aumentare l'età pensionabile effettiva e garantire nel tempo l'equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici. Queste le linee guida contenute nel programma Monti sul mercato del lavoro e del Welfare, presentato oggi in un incontro a Milano. In materia di lavoro - si spiega - si affianca all'intervento sull'eta' pensionabile l'istituzione dell'Aspi, un trattamento di disoccupazione di livello europeo, pari al 70% dell'ultima retribuzione.

Sul fronte del lavoro per il premier uscente bisogna "sperimentare una rimodulazione del contratto a tempo indeterminato tesa a renderlo più flessibile e meno costoso". Per ottenere questo obiettivo "occorre far leva su di una incisiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo".

In materia di lavoro, oltre all'intervento sull'età pensionabile "si affianca l'istituzione dell'Aspi (assicurazione sociale per l'impiego) cioè un trattamento di disoccupazione di livello europeo (70% dell'ultima retribuzione) universalmente applicabile a tutti i lavoratori dipendenti"

"L'Italia non è un paese per donne ma è prioritario che lo diventi", si legge ancora nelle linee guida per il welfare del leader di Scelta Civica, che ricorda "il mercato del lavoro non incoraggia la partecipazione delle donne che rientrano con più difficoltà e vi rimangono con oggettivi vincoli rispetto ad altri ruoli".

LE TASSE SONO SERVITE A SALVARCI - "Le tasse istituite dal governo Monti sono servite per non far fallire il Paese. Ora e' possibile pensare a diminuirle". Lo ha detto lo stesso premier Mario Monti, in un incontro a Milano. "Le tasse sono quelle che ha lasciato il mio predecessore - ha detto - piu' quelle che dovevano servire per evitare il fallimento. Questa volta, se non altro, le tasse sono servite e non sono finite in un impalpabile calderone. L'Italia e' solida e oggi possiamo impegnarci in una riduzione graduale delle tasse".

L'FMI CI DA' RAGIONE - ll rapporto del Fondo Monetario Internazionale ha approvato le riforme strutturali varate dal governo Monti, che devono quindi essere continuate perche' porteranno a una crescita del Pil. Lo ha affermato il premier Mario Monti, intervenendo questo pomeriggio a Milano per presentare il programma su lavoro e welfare. "L'Fmi ha detto che la finanza pubblica italiana e' una delle piu' sane - ha spiegato Monti - e che le riforme strutturali, se continuate, porteranno a una crescita del Pil del 5,75% in cinque anni. Vedo nei numeri la ragione di una scelta politica, il rischio - ha ammonito - e' di non andare avanti su queste riforme".
 

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