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Politica
Caso Martinelli-M5S, gli interventi di Perrino e Golfari

Il portavoce Daniele Martinelli rivela: "Per colpa di Perrino ho lasciato il M5S"

Riforme/ Ruocco (direttorio M5S) ad Affaritaliani.it: "Disponibili a dialogare con Renzi"

Salsi: "Il Movimento 5 Stelle si è riempito di yes men. Gli altri? Temono la black list"

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Di Angelo Maria Perrino


Dunque, caro Martinelli, hai lasciato i Cinquestelle per colpa mia (o anche per colpa mia, spero)? Non lo sapevo e me ne dispiaccio. Anche perché sei bravo e avresti fatto bene al Movimento che quanto a comunicazione... Ma tant'è: a causa della temuta presenza del "pericolosissimo" Perrino, come vengo definito, spero con ironia, nel tuo blog, i vertici del Movimento Cinquestelle proibirono a quattro loro onorevoli di partecipare mesi fa a quella puntata di Iceberg su Telelombardia. E cosa temevano da me? Al massimo delle domande pericolose?

Che dire davanti a questa rivelazione postuma? Mi spiace molto, io non frequento i #troppitalkshow, sono un direttore operaio, passo le mie ore in redazione (anche se negli ultimi tempi, invitato, mi diverto molto con le edicole, da Prima Pagina, a I Fatti Vostri, da Alino Milan, all'alba su Radio 24). Se mi invitano e son libero, ringrazio e ci vado. Per far conoscere Affaritaliani.it. E se ci vado cerco di rendermi utile e di non scaldare la sedia, sviluppando qualche ragionamento e qualche pensiero, possibilmente croccante... E soprattutto ponendo delle domande, come vuole la nostra tradizione ed essenza professionale e come ormai pochi colleghi dei talk fanno, smerciandosi come improbabili sapienti e tuttologi.

Pericolosissimo io? Mah... A certe condizioni potrebbe farmi piacere. Io, simpatizzante situazionista, giro sempre con una ideale torta nella borsa, pronto a spiaccicarla sulla faccia dei potenti impenitenti.

Fuori dal coro, certamente. Dico sempre ai miei collaboratori che bisogna "essere nel Sistema, ma non del Sistema". E aggiungo di non avere nulla contro Grillo e i Cinquestelle, che ho sempre sostenuto con simpatia, riconoscendo l'importanza del loro ruolo come fattore di benefica discontinuità e utile scompiglio nel Palazzo. Ho anche conosciuto, in circostanze del tutto private, Beppe Grillo e ho passato con lui ore liete e rilassate, apprezzandone tantissimo i ragionamenti e l'impegno per promuovere una grande glasnost nazionale. Anche se come giornale non abbiamo esitato a segnalare gli errori di Grillo e dei suoi, dove si sono prodotti. Come, ad esempio, la cacciata della prima ora della Salsi, brava e bella militante bolognese, colpevole soltanto di essere andata a Ballarò (prime epurazioni, sempre la tv di mezzo, coazioni a ripetere? C'è da scomodare Freud). O come quella sorta di Aventino improduttivo nel quale il Movimento si è collocato, quella autoghettizzazione che ha congelato gli equilibri politici favorendo lo status quo e rinnegando la stessa "reason why" del Movimento.

Ora, dopo gli ultimi rovesci e le scoppole elettorali, mi pare che tutto si sia finalmente rimesso in discussione nel Movimento, come conferma proprio nell'intervista ad Affari la grillina Carla Ruocco, appena nominata nel nuovo vertice politico del Movimento. Forse allora i grillini tornano a fare politica e concorrono a modificare i vecchi equilibri politico-istituzionali del Paese assumendo un ruolo attivo e da protagonisti?

Allora sì che tornerebbero "pericolosissimi" anche loro, come me. E la democrazia italiana da questi "pericoli" non avrebbe che da guadagnarci...

L'INTERVENTO DI STEFANO GOLFARI

Confermo tutto. Quello che dice Martinelli è successo e io che ero il conduttore di ICEBERG dell’epoca mi arrabbiai parecchio. Ma soprattutto rimasi sbalordito perchè si capiva che le beghe interne al loro ufficio stampa avevano fatto fare dietro-front all’ultimo minuto a quattro deputati della Repubblica eletti dal popolo sovrano, manco fossero scolaretti di prima elementare. Detto in parole povere sembrava contasse di più il parere di Rocco Casalino (ex Grande Fratello) e di Nicola Biondo (l’altro “referente media m5s” con il quale ebbi un animato dialogo telefonico) di quello dei parlamentari del movimento.

Dopodichè anche pensando che il “Niet!” fosse arrivato da Casaleggio e/o Grillo la cosa non aveva un bell’aspetto, perchè l’avevamo organizzata insieme a Daniele Martinelli proprio seguendo i canoni Tv che il Movimento pubblicizzava come “corretti”: niente battibecco con politici di altri partiti, solo “grillini” e giornalisti.

Fra questi Angelo Maria Perrino, il direttore di affaritaliani.it, che era stato uno dei primi a percepire la portata politica del M5S e anche i suoi limiti, ma in ogni caso avrebbe come sempre ragionato da mente libera, indipendente. Forse questo lo rendeva pericoloso? In ogni caso Perrino aderì entusiasticamente perchè c’era la notizia: si sarebbe trattato della prima assoluta in Tv per gli eletti del 5Stelle, persone che in tantissimi avevano votato ma che pochissimi avevano visto, ascoltato. Ottenemmo l’ok da Telelombardia per cambiare in via straordinaria il format del talk-show appunto perchè sarebbe stata una cosa impor-tante in questo senso: una apertura, un dialogo senza filtri e senza trucchi fra Movimento, fra le persone del Movimento, e giornalisti. Se quella cosa fosse accaduta, così come l’avevamo costrui-ta con Martinelli, se da quella poi ne fossero scaturite altre di trasmissioni fatte così, in RAI, su Mediaset, a La7, forse la storia dei rapporti fra 5Stelle e Media (e Grillo) avrebbe avuto un altro corso, più chiaro, più agile, meno claustrofobico e sospettoso. Se avessero seguito il fiuto di Daniele Martinelli invece di cacciarlo, forse Beppe Grillo non avrebbe avuto il bisogno di comparire a Porta a Porta come un fungo avvelenato dopo un temporale, perchè si sarebbe via via accorto che far parlare e far conoscere i “suoi” in Tv è meglio di censurare, militarizzare, epurare e pretendere di far tutto da solo.

Invece si fidavano - evidentemente - fin da allora, di “esperti” e “referenti” che sui Media giocavano il loro ruolo personale, il loro potere di veto che - come sempre in questi casi - regge soltanto se dici no. A questi straordinari fantasisti andrebbe consigliato di studiare l’approccio di Matteo Salvini, che sulle tv locali ha fatto anni di palestra sbagliando, cambiando, provando… e attualmente è un “fenomeno” mediatico di potenza devastante (piaccia o no nel merito dei contenuti…) “La Tv è come il mare - mi disse una volta Funari - impari a notare se te ce bbutti dentro”. Dalla fuga da ICEBERG in poi il Movimento ha continuato a navigare sul Web ma non ha mai imparato a nuotare…

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perrinomartinelli

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