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Politica

di Fabio Massa

 

Ma chi vogliono prendere in giro? Congresso Pd a novembre? Ma in quale film? Facciamo un paio di conti: a fine settembre si decidono le regole. Ammesso che alla fine le decidano e che non si ingarbuglino, nella più pura tradizione democratica, su qualche modifica statutaria di fondamentale importanza per l'ultimo cacicco di Roccacannunccia che ha deciso di candidare il suo cavallo in parlamento senza fare le parlamentarie, o all'ultimo dirigente distratto che non è riuscito a diventare renziano in tempo utile.

Ma ammettiamo che facciano in fretta, i dirigenti democratici, o che siano semplicemente troppo annoiati di litigarsi quotidianamente su tutto quello che non fa parte dello scibile umano e della cui essenza, fondamentalmente, non gliene frega un cazzo a nessuno. Quindi, a ottobre tutti sanno le regole della competizione. Li vogliamo lasciare almeno una decina di giorni a eventuali malcapitati che vogliano partecipare per decidere? Vogliamo lasciare un paio di settimane almeno a chi deve fare gli accordi per candidarsi per poi ritirarsi e a chi deve ritirarsi visto che si è già candidato con largo anticipo ma senza poi esserne veramente convinto? E siamo a metà ottobre. A metà ottobre, parliamoci chiaro, c'è il percorso di democrazia interna. Non penserete davvero che Renzi faccia 2 a 0 a tavolino, vero? Eh no, bisogna giocarli tutti, i 90 minuti di match. Se poi ci sono i supplementari anche meglio. Altrimenti tutti quelli che stanno facendo le "partite di minoranza" (proprio sull'esempio di Renzi che la fece con Bersani) che cosa si candidano a fare? E giocare le partite vuol dire fare i dibattiti, che sono il sale della democrazia, ed eradicare qualche migliaia di alberi in Amazzonia per stampare milioni di dichiarazioni surreali su tutto quello che non fa parte dello scibile bla bla bla bla, e anche litigarsi in miliardi di ore-tv, che in fase congressuale valgono quasi quanto il rame che si fregano dal Cimitero Monumentale di Milano. E dunque, procedendo: almeno un mesetto, o forse 40 giorni, di "confronto interno" va fatto. Siamo quasi a fine novembre. Ma poi a Milano c'è Sant'Ambrogio e pure l'Immaccolata, e vicino vicino c'è Natale. Ecco, appunto. Altro che novembre: alla fine, con la stella cometa che guidi i pastori al seggio, le primarie si potrebbero fare sotto Natale, tra Gaspare e Baldassarre un asino e un bue. E se ci facciamo una brutta figura perché vengono in due, giustamente leggermente infastiditi dall'essere importunati dalle mozioni democratiche anche sotto le sacre feste natalizie? Chissenefotte, cazzi del nuovo segretario solo parzialmente legittimato dall'esiguo voto popolare (Renzi).

@FabioAMassa

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