Da Berlusconi schiaffo a Bossi e siluro a Fini

Giovedì, 16 aprile 2009 - 14:54:00

L'uscita a sorpresa di Silvio Berlusconi ("Sul referendum la Lega era pronta a far cadere il governo") serve a scaricare i costi del mancato election-day sul Carroccio. La competizione elettorale nella maggioranza alle Europee è serrata e il premier, pur accontentando Bossi, mediaticamente vuol far apparire i padani come i responsabili delle spese superiori che lo Stato dovrà affrontare per referendum ed elezioni separati. Una mossa studiata a tavolino che punta a mettere nell'angolo l'alleato e a comunicare agli elettori che per garantire la stabilità del governo nei prossimi mesi e anni bisogna votare il principale partito, ovvero il Popolo della Libertà.

Si tratta di una strategia collegata all'ammorbidimento di alcune delle richieste leghiste, in particolare sulla sicurezza: accantonamento delle ronde e niente detenzione prolungata nei centri di identificazione dei clandestini. Quella del premier, però, è anche una stoccata al presidente della Camera, che si era detto "dispiaciuto" per il mancato accorpamento. Un modo per ribadire a Gianfranco Fini di non intromettersi nell'azione e nelle scelte dell'esecutivo.
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