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Politica

"Sin'ora siamo stati in rispettoso silenzio in attesa della decisione, ma questa e' davvero ridicola. E' lo specchio del modo di pensare di una magistratura da riformare. Questi irresponsabili funzionari pubblici anzichá far votare i cittadini del Lazio, anzichá favorire la partecipazione democratica si trincerano in bizantinismi che non hanno alcun appiglio normativo. Esclusi per troppe donne hanno detto, bene abbiamo regolarizzato. Potevano mandarci a votare secondo quanto loro stessi hanno detto e invece no. Tardiva la rinuncia scrivono, priva di effetti giuridici per meno di 24 ore e, in assenza di norme sul punto, lo giustificano con un 'ne verrebbe meno la certezza del procedimento elettorale'. Ma di cosa parlano? Da rabbrividire, l'unica certezza che viene meno, come accade ogni giorno in milioni di casi, è quella del diritto. L'ufficio elettorale di Roma 2 anni fa regalò tre consiglieri alla Polverini che poi dopo un mese il Tar fece decadere, ma che grazie a quel regalo oggi passano a riscuotere vitalizi pagati con le nostre tasse. Mica glieli pagano loro! Faremo ricorso, saremo alle elezioni e con la Lista Amnistia Giustizia Libertà presente a livello nazionale e regionale, riformeremo questa giustizia italiana e riformeremo pure il Lazio. Con tutte le donne Italiane!". Così in una nota Giuseppe Rossodivita, candidato a Presidente Regione Lazio per la Lista Amnistia Giustizia Libertà.

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