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Politica
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Un lungo applauso ha accolto Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi al Teatro Obihall di Firenze per il comizio elettorale del Pd. Abito grigio e cravatta azzurra Bersani. Renzi sceglie un vestito nero e una camicia bianca, prende per primo la parola. "Mi sono messo anche la camicia bianca d'ordinanza delle primarie", scherza appena prende la parola e prima di salutare "in modo particolare il prossimo presidente del consiglio Pier Luigi Bersani", dice. Poi ricordando le primarie aggiunge: "Ha vinto lui, io lo sostengo. Abituiamoci alla lealtà". "Noi siamo fatti così", aggiunge. "Prima siamo stati al Comune, e quando tornerai da premier ti verremo a cercare e firmerai il libro d'onore di Palazzo Vecchio - spiega Renzi - . E lo dico io che sono abbastanza bravo ad andare a cercare i presidenti del Consiglio, anche in sedi non istituzionali...".

Almeno tremila persone hanno riempito il teatro per il comizio, il primo dove sono presenti i due ex sfidanti dopo le primarie del centrosinistra del dicembre scorso. Una folla di centinaia di persone non è riuscita ad entrare all'interno per motivi di sicurezza.

Renzi attacca Monti e Berlusconi. Renzi non perde tempo e attacca gli avversari politici Mario Monti e Silvio Berlusconi. "Oggi Monti ha detto che il Pd è nato nel '21... deve aver confuso con la sua carta d'identità. Monti per mesi ha detto che non si sarebbe candidato e sarebbe rimasto sopra le parti e ora è nel ring della politica di tutti i giorni con persone molto lontane da lui. Forse non ha capito che Fini non è quello dei tortellini ma quello della Bossi-Fini". Poi ricorda che non va sottovalutato Berlusconi. "Dobbiamo sapere che può anche ingaggiare Balotelli, ma anche se ingaggiasse il mago Silvan, non servirebbe a far sparire le cose che ha fatto. E soprattutto quelle che non ha fatto".

Poi un riferimento alla questione spinosa spinosa del rapporto fra finanza e politica. "Dal governo di centrosinistra noi ci aspettiamo un governo capace di un rinnovato rapporto tra finanza e politica. Ma di questo sarà Pier Luigi Bersani a parlarne, com'è giusto", ha detto Renzi. Durante il comizio Bersani dovrebbe parlare di Mps. Un punto proprio quello del rapporto fra politica e banche che era stato oggetto della sfida fra Bersani e Renzi durante le primarie del partito.

Bersani si toglie la giacca. Poco dopo interviene Bersani che inizia il suo comizio con un "primo omaggio a Matteo", togliendosi la giacca come fa sempre il sindaco di Firenze. "Se lo merita". "Noi non siamo oggi a contarci in un gioco di correnti", qui "non ci sono Bersaniani e Renziani. Qui c'è il Pd" che è "di tutti", spiega. "Invece di discutere della crisi più grave dal dopoguerra, in questa campagna elettorale siamo ancora soltanto al festival delle promesse oppure all'attacco dell'avversario, mentre si evita di parlare del futuro dell'Italia", dice. Mentre sul premier uscente attacca: "O girano promesse o aggressioni, un pò di bastonate come suggeriscono i guru. In un anno Monti non ci ha mai trovato un difetto e ora da 15 giorni ce ne trova uno al giorno. Quella di oggi sul Pd nato nel '21 e' veramente infelice. Si può dire di tutto ma non ferire un progetto di cui non ha neanche una vaga idea". E poi sul caso Mps spiega: "Non siamo mammolette e non accettiamo che ci faccia la predica chi ha cancellato il falso in bilancio, che noi reintrodurremo il primo giorno di governo. Noi proponiamo una commissione di inchiesta sull'utilizzo dei derivati e per una regolamentazione più stringente".

Poco prima di arrivare al teatro i due leader del Pd si sono incontrati a porte chiuse a palazzo Vecchio, sede del municipio.   Su Twitter intanto spopola l'hashtag #pdbrothers per dimostrare che le ostilità tra i due sono finite con le primarie. Anche il sito del largo del Nazareno, apre la propria homepage con un pdoodle che mostra la foto dei Blues Brothers e la scritta in inglese "Everybody Needs Somebody".

 

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