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Politica
Renzi blocca l'intervento in Libia. Al-Thani: l'Isis sarà in Italia

Contrordine. Il premier innesca una clamorosa retromarcia sull'azione militare italiana in Libia proprio quando sembrava imminente l'invio dei nostri soldati.  "Non è il momento per l'intervento militare, apprezzo molto che su politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento ma è bene che sulla una situazione di politica estera delicata il paese non si metta a litigare", ha detto Matteo Renzi al Tg5. E ancora: "Occorre saggezza, prudenza e senso della situazione. La vicenda è problematica, la seguiamo con grande preoccupazione e attenzione, ma non si passi dall'indifferenza totale all'isteria e a una reazione irragionevole".

La posizione del governo e' univoca "e tutti la condividono", ha assicurato Matteo Renzi. "La proposta - ha affermato il presidente del Consiglio - e' di aspettare che il Consiglio di sicurezza dell'Onu lavori un po' piu' convintasmente sul tema della Libia".

Il presidente del Consiglio ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, al quale il premier ha espresso il suo cordoglio e solidarieta' per le vittime uccise dall'Isis. Al centro del colloquio la lotta contro il terrorismo, con particolare riguardo alla situazione libica, e ai passi politici e diplomatici nel quadro del Consiglio di Sicurezza Onu per riportare sicurezza e pace nel Paese.

Intanto aerei dell'esercito egiziano hanno colpito obiettivi dell'Is in Libia in risposta all'uccisione dei 21 copti e sono tornati indenni alle loro basi. Lo riferisce la radio egiziana citando un comunicato dell'esercito. Anche i caccia dell'aviazione militare libica, fedele al generale Khalifa Haftar che si è detto pronto a collaborare con l'Egitto, hanno partecipato ai raid aerei compiuti all'alba dall'aviazione egiziana contro le postazioni dello Stato islamico in Libia. Lo riferisce l'emittente televisiva al Arabiya, citando un funzionario libico della difesa: "Egitto e Libia stanno combattendo una guerra", ha detto il funzionario. Gli attacchi aerei hanno colpito le basi del gruppo jihadista a Derna. Secondo il comandante dell'Aviazione libica, Saqer al-Joroushi, sarebbero stati "40-50" i terroristi dell'Is uccisi finora nei raid su Derna.

Il presidente francese, François Hollande, è concorde con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, sul fatto che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovrebbe riunirsi con urgenza sulla situazione in Libia e adottare nuove misure, come si legge in una nota dell'Eliseo. Mentre Abdullah al Thani, il premier del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, chiede all'Occidente di sferrare un'offensiva aerea per stanare i jihadisti che controllano Tripoli, "altrimenti -avverte- la minaccia dilagherà nei Paesi europei e specialmente in Italia".

Dal Cairo non si cita alcuna collaborazione delle forze regolari libiche: "Confermiamo che la vendetta per il sangue degli egiziani" è "un diritto assoluto e sarà applicato", afferma il comunicato delle forze armate egiziane che annuncia i raid aerei compiuti all'alba in Libia. I raid sono stati portati in base "al diritto dell'Egitto di difendere la propria sicurezza e stabilità e per vendetta e risposta agli atti criminali di elementi e formazioni terroriste all'interno e all'esterno del paese", si afferma nel comunicato.

Vittime civili nei bombardamenti. I raid aerei egiziani hanno colpito accampamenti dell'Is a Bengasi e Sirte. Secondo una fonte della sicurezza della città di Bengasi sotto i bombardamenti sono morti almeno cinque civili. Tre delle vittime sarebbero bambini e due donne, tutte abitanti della città di Derna, situata a 1.300 chilometri a est di Tripoli.  La tv satellitare al Jazeera parla invece di almeno di sette morti e 17 feriti a Derna.

Milizie Tripoli contro raid egiziani. Intanto Fajr Libya, la coalizione di milizie filo-islamiche al potere a Tripoli con il governo non riconosciuto internazionalmente di Omar al Hassi, ha lanciato un appello a manifestare contro "i raid compiuti stamattina dal terrorista Abdel Fattah al Sisi e la sua aviazione" sulla Libia. E ha chiesto sulla sua pagina Facebook ai "fratelli egiziani che lavorano in Libia di lasciare il paese entro un massimo di 48 ore per preservare la loro integrità di fronte a qualsiasi operazione di rappresaglia".

Sull'uccisione dei 21 egiziani copti per mano dell'Is è intervenuto anche Papa Francesco: "Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani". E ha aggiunto: "il sangue dei nostri fratelli cristiani è testimonianza di fede", e "se cattolico, ortodosso, copto, luterano non interessa" ai persecutori, che guardano solo al fatto che "sono cristiani" perchè "il sangue è lo stesso, sangue nel nome di Cristo".

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