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Politica

di Stefano Golfari

Gente, con le carte che abbiamo in mano la giocata migliore è un governo Renzi. Matteo Premier. Adesso!
Personalmente il bel fiketto fiorentino non mi ispira particolare simpatia: uno che con la faccia da Potsie si spaccia per Fonzie e ti dice che sei un Ralph Malph se non trovi attualissimo il suo look tratto da un serial anni '80 che imitava l'America anni '50... può risultare simpatico al Jovanotti che all'epoca di Happy Days cantava “Sei come la mia moto”, non a me che ascoltavo i Clash di London Burning e resto ancora convinto che i gggiovani è meglio siano cavalli pazzi piuttosto che ciuchini da ammaestrare con la frusta. Ma visto che gggiovani non siam più, abbiamo imparato che la buona politica ha poco di personale, simpatie o antipatie non devono contare. Sono i fatti che fanno la persona, in politica. E i fatti dicono Renzi. Matteo Premier. Adesso!

La soluzione Renzi è la cosa migliore per tutti: per noi popolo, per il PD, per il PDL, per Scelta civica, per Sel, per la Lega e anche per Grillo. Tutti questi signori hanno capito che è molto meglio per loro non andare a elezioni subito. Tutti hanno inenarrabili casini al loro interno, Maroni e Monti inclusi, e a Berlusconi (sempre e per sempre prima che in qualsiasi altro cervello marchiato PDL) si è accesa la lampadina: se vado al voto ora, Renzi non soltano frega Bersani, frega anche Silvio!!! Così da Arcore è arrivato il Contrordine compagni: l'obiettivo n.1 non sono più le elezioni, ma invece un Governo per salvare il Paese, anche a guida PD. Ma chi fa il Premier con Silvio?

L'unico democratico che può fare un governo con Berlusconi senza vergognarsene e senza subirlo è Matteo Renzi. I due si somigliano (Potsie è l'anello mancante) e si rispettano. Questo non significa affatto che Renzi sia di destra come dicono (dicevano?) i Giovani Turki di Fassina & C. Renzi è un sinistra-DC, è un Popolare, è un democristiano del terzo millennio. Cosa che lui non ammetterà mai - con atteggiamento tipicamente democristiano - e però anche i Franceschini, i Bindi, i Letta (sempre e per sempre dopo qualsiasi altro cervello coraggioso) iniziano a capire. Pur tuttavia, siccome i democratici sono rimasti quella cattiva amalgama di cui diceva D'Alema, il più intelligente degli ex-PCI – e non a caso pensionato dal giovane sindaco con andreottiana perizia -, al PD farsi guidare dal bel fiketto non gli garba. Non volevano morire democristiani nel 1983, non vogliono vivere Demorenziani trent'anni dopo. Trent'anni dopo! Ma è così: non sono ancora pronti a un Segretario alla Renzi. Si spaccano. E allora è molto meglio che lo mandino a Palazzo Chigi. Promoveatur ut amoveatur.

E sarebbe molto meglio anche per lui, per Matteo: il ragazzo si deve testare, e deve essere testato al Governo perché mica può continuare a sputar sentenze sui giornali e fare sega alle riunioni di partito. Qualche settimana fa scrivemmo su Affaritaliani.it un editoriale titolato “Te tu Renzi non fare il para-h-ulo!”. Bene, qualche segnale lo abbiamo avuto: l'intervista al Corriere ha mosso le acque, il bel fiketto vuole partecipare seriamente e non vuole perdere tempo. Ha capito, spero. Se invece continuerà a fare il pesce in barile il PD piomberà a breve in un gigantesco casino per uscire dal quale il tempo non c'è. Per nessun piddino, nemmeno per lui. E soprattutto non lo hanno più gli italiani, il tempo, per questi giochini di potere. Invece è tempo per Renzi di gettarsi nella mischia vera, quella delle scelte di Governo: è intelligente, è scaltro, sa fare politica, il tour delle Primarie lo ha portato dentro tutto il Paese con risultati lusinghieri, e fa il sindaco di una città-simbolo conosciuta in tutto il mondo.
La sua nomina a Premier verrebbe salutata in Europa come un colpo di reni dell' Italia che cambia marcia, con creatività e spirito di innovazione: “Here comes from Florence the Italian Reinassance!”, titolerebbe il Times. Una bella spinta. Certo poi non è detto: potrebbe rivelarsi un grullo, un bischero, un pinocchietto di Collodi o anche un Lucignolo, però bisogna pur dire che nei suoi libri, in alcune decisioni al governo di Firenze, e nella mezza pagina di intervista sul Corsera, i suoi punti programmatici risultano già meno fumosi e più attrattivi di quelli di Bersani. Il quale fra l'altro non ha mai rinunciato a due o tre marker strettamente identitari (ius soli, diritti gay, conflitto di interesse antiberlusconiano) che – al di là del merito - la prospettiva di un Governo PD-PDL esclude. Piaccia o non piaccia è così. Pierluigi non può tornare indietro, Matteo può andare avanti. Con Renzi impegnato al Governo il PD guadagnerà intanto spazio e tranquillità per risolvere le sue questioni: vada a Congresso e si scelga un Segretario di svolta a sinistra, di svolta al centro o di transizione (Barca va benissimo) oppure si tenga Bersani che un po' più di riconoscenza dai suoi se la merita tutta. Ma non è Bersani che può guidare il Governissimo che si profila. Sarebbe per lui, questa sì, una umiliazione insopportabile. Perché anche se lo chiameranno con un altro nome, Governo di programma, o di scopo, del Presidente fantasma o dell' isola che non c'è, sarà sempre un Governissimo PD-PDL. Cioè proprio quello che la rotta politica di Pierluigi Bersani ha sempre e assolutamente escluso. Or dunque si deve cambiare mare, non è più quest'acqua qua. E per tuffarsi nell'acqua nuova l'uomo giusto è Matteo Renzi. E lo è, in fondo, anche per il M5S. Certo Grillo non appoggerà un Governo Renzi né nessun altro esecutivo di coalizione, al momento. Non può: la Rivoluzione che è entrata a Palazzo non può mettersi subito a tavola con tutti. Inutile sperarlo. Ma c'è del buono anche qui: in questa fase il ruolo positivo del Cinquestelle è fare da pungolo esterno, da sberla in faccia a un Paese addormentato. Ben venga: dobbiamo svegliarci e svegliarci in fretta. Quindi ci vada Renzi, la sua faccia da schiaffi è una risorsa per il Paese. Un boyscout cattolico di centrosinistra è perfetto per l'Italia di Papa Francesco ...se non si rimette a fare il piangina. No!  Porga l'altra guancia e proceda, agisca, reagisca, si giochi questa presunta gioventù con l'energia e con la fantasia che manca agli alti papaveri democratici, ci faccia vedere come si cambia l'Italia davvero e per tutti, visto che tutti – volenti o nolenti – dovranno porgergli l'imbocca al lupo. Lui al lupo dirà “Amici!”, e poi speriamo che si tolga il chiodo...  

 

 

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