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Politica

 

 

Renzi Bari3

di Marco Marturano

 

Eccola lì la comunicazione che a colpi di creatività qualche volta fa strani scherzi.
Straordinaria la partenza della campagna di Matteo Renzi dalla Fiera del Levante di Bari sabato scorso. Almeno tre cose su tre azzeccate senza dubbio alcuno.
Centrata la notizia politica, per cominciare, che è stata l'attacco a Napolitano su amnistia e indulto fatto da abilissimo comunicatore quale il Sindaco di Firenze è. Un attacco che ha risvegliato la pancia del Paese che a sinistra come a destra bocciò l'indulto di Prodi del 2006, costruendo su quella scelta l'inizio del crollo di consenso del governo del centrosinistra.

Precisa ed efficace la scelta strategica del punto di partenza. Bari perché una delle capitali di quel Sud che aveva premiato di più un anno fa Pierluigi Bersani alle primarie per la premiership e voltato le spalle a Renzi. Bari perché città delle tantissime governate da un sindaco di centrosinistra, Michele Emiliano, all'opposto della Verona che aveva fotografato lo start della campagna delle primarie 2012 e che testimoniava l'esatto contrario, in quanto città governata da quando esiste il maggioritario da un sindaco di centrodestra. 
Suggestiva la scenografia con un podio-palco circolare che fa ruotare a 360 gradi le qualità istrioniche del candidato strafavorito di queste primarie dell'”Immacolata elezione”. Un palco circolare che rende in 3D la principale scelta creativa della campagna appena partita: la freccia con la quale, come recita lo slogan e rappresenta il logo, l'”Italia cambia verso”.T

utto bellissimo e tutto perfetto, all'altezza del candidato che nei sondaggi che giravano per le mani di molti giornalisti e politici nei giorni dell'Assemblea del PD a Roma di qualche settimana fa si muoveva tra il 70 e l'80% di consensi. Ovvero il risultato minimo e massimo che la campagna elettorale che parte con la forza politica e mediatica del Sindaco di Firenze dovrebbe puntare a fare.
Eppure proprio da quella freccia e da quello slogan di partenza nasce una lieve ambiguità così curiosa che i commentatori in questi giorni se la sono persa.

Vi ricordate lo slogan della campagna elettorale di pochi mesi fa per le elezioni politiche di un certo Mario Monti? Andatelo a rivedere in rete per curiosita'. Recitava un epico “L'Italia che sale” accompagnato da una scia tricolore che saliva come la scia delle frecce tricolori e come la ripresa economica nei migliori grafici della Borsa e nelle più liriche autoletture degli esiti del Governo dei tecnici guidato dal Professor Monti.
Ecco, l'ambiguità della scelta creativa della campagna di Matteo Renzi sta tutta in quelle parole e in quelle frecce. Sul piano delle parole l'”Italia che sale” di Monti diventa l'”Italia che cambia verso” di Renzi e lascia il dubbio che se il verso che si cambia è quello di Monti significa scendere. Sul piano visivo delle frecce invece il verso non cambia quasi per nulla. Il logo di Scelta Civica di Monti è tracciato da una bella retta che va verso l'alto segnando una diagonale attraverso la scia stile frecce tricolori. Il logo di Renzi è una freccia che scrive il suo nome per arrivare a fine corsa con una R aperta che sale in verticale lanciata, come quella di Monti, verso il sogno di un nuovo miracolo italiano.

Insomma combinazioni linguistiche e grafiche che associano l'ex Presidente del Consiglio Mario Monti non eletto dagli italiani e padre delle prime larghe intese nel 2011 al possibile futuro Presidente del Consiglio che dovrebbe essere eletto da una maggioranza tale da evitare in futuro qualsiasi lontana ipotesi di larghe intese.
Possiamo pensare che in una campagna che parte così forte e con un candidato predestinato al trionfo non si possa trattare di un errore ma di una scelta fatta magari per occhieggiare a quegli elettori (non proprio un oceano ma interessanti) che Monti ha conquistato e a quei mondi che ha rappresentato. In alternativa potrebbe essere una scelta per lanciare una provocazione che faccia parlare e quindi che rafforzi la già fortissima tendenza di tutti a fare la corsa sulla vera lepre di queste primarie (come in parte è successo in alcuni commenti dei suoi competitori).

Resta la sensazione, qualsiasi fosse l'intenzione creativa, di una partenza a razzo del Sindaco di Firenze con una scia di una freccia e di un verso che scrivono Renzi e lasciano in trasparenza Monti. Gli strani scherzi della comunicazione che “gira in tondo”.

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