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Politica
Riforme, Silvio: martedì votiamo no. E' stato Renzi a tradire il Patto

La riforma del Senato del governo Renzi rischia di trovare più di un intoppo sul suo cammino. Da un lato l'annuncio roboante di un sempre più debole Silvio Berlusconi che nega il voto favorevole nella seduta in programma martedì alla Camera. Dall'altro le minacce della minoranza interna al Pd, che si prepara a dare battaglia, come fa sapere il bersaniano Alfredo D'Attorre.
 
"Martedì voteremo contro questa riforma e il pasticcio del Senato: così diremo no all'arroganza e alla prepotenza di un Pd che non è stato capace di cambiare il Paese". Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con la kermesse in corso a Bari per il lancio ufficiale della campagna elettorale di Francesco Schittulli. "Oggi a palazzo Chigi abbiamo un governo presieduto da un segretario di partito non eletto dai cittadini, che ha promesso tanto e realizzato poco".
 
"Speravamo con Renzi di chiudere vent'anni di guerra civile strisciante - ha aggiunto - . Abbiamo imparato che l'arroganza di chi si ritiene a torto moralmente superiore non è cambiata. Per loro dialogare significa imporre le proprie idee e la propria visione del mondo. Abbiamo imparato che ogni cambiamento per le riforme non serviva a migliorare le istituzioni ma solo a privilegiare le posizioni di una sola parte politica. Noi ci avevamo creduto fino in fondo. È stato giusto tentare. Ma ora a testa alta possiamo dire che non siamo stati noi a tradire quel cammino che poteva cambiare il Paese".
 
"Oggi - ha detto ancora Berlusconi, al suo primo intervento nell'ultimo giorno della pena ai servizi sociali - si apre una nuova fase del centrodestra unito che si appresta a vincere le elezioni regionali per candidarsi a tornare alla guida del Paese".
 
A spalleggiare la scelta di Berlusconi è il suo nuovo alleato Matteo Salvini: "Martedì ci sono in Parlamento le riforme di Renzi: se FI vota contro, come normale, poi ragioniamo fra opposizioni", ha detto il leader della Lega. "Basta condividere il progetto di Italia futura e di Europa - ha aggiunto a margine di un incontro -, poi non imponiamo niente a nessuno".
 
Ad attaccare l'ex cavaliere è invece il leader dell'opposizione interna a Forza Italia Raffaele Fitto, oggi a Palermo per una nuova tappa del suo tour dei "Ricostruttori": "Non possono non parlare oggi di Berlusconi, ma devo dire che si chiude in un bunker con dei collaboratori, noi invece suggeriamo un'altra strada, nuove regole di democrazia, ma per fare questo non vogliamo scontrarci con qualcuno".
 
Quanto al dissidio interno al Pd, come detto oggi i bersaniani hanno fatto sentire la loro voce: "Le divergenze si ricompongono con discussioni vere e disponibilità all'ascolto - ha detto  Alfredo D'Attorre - e non moltiplicando le riunioni-lampo che non hanno costrutto". Il deputato della minoranza dem ha spiegato perché domani mattina non parteciperà all'assemblea convocata da Matteo Renzi. "Non ci andrò, e come me penso che in diversi non riusciranno a fare in tempo a partecipare, visto che, tra l'altro, è il prosieguo della riunione di lunedì scorso".
 
Ultimo giorno di pena per Berlusconi.  Oggi è l'ultimo giorno di affidamento in prova ai servizi sociali per Silvio Berlusconi che, allo scoccare della mezzanotte, finirà di scontare la pena che gli è stata inflitta a seguito della condanna definitiva a 4 anni, tre dei quali cancellati dall'indulto, per frode fiscale per il caso Mediaset.
 
Da domani, dunque, come è stato spiegato dall'Ufficio esecuzione penale esterna che ha seguito il suo percorso di riabilitazione, il leader di Forza Italia sarà libero e non dovrà più sottostare alle prescrizioni impartite dal Tribunale di Sorveglianza di Milano per fargli scontare l'anno di pena rimanente in affidamento in prova come misura alternativa alla detenzione. Anche se resterà incandidabile sulla base della legge Severino fino a novembre del 2019, l'ex Cavaliere riacquisterà l'agibilità politica perché potrà lasciare Arcore come e quando vorrà, senza essere più costretto a rincasare alle 23, e recarsi a Roma o a qualsiasi appuntamento politico in ogni parte d'Italia e in qualunque giorno della settimana.
 
Berlusconi ha iniziato il periodo di affidamento in prova il 23 aprile dello scorso anno, dopo aver firmato le prescrizioni.
 E lo conclude dopo dieci mesi e mezzo, perché ai primi di febbraio il giudice della Sorveglianza Beatrice Crosti ha accolto la sua richiesta di uno 'sconto' di un mese e mezzo. Venerdì scorso, poi, per lui è stato l'ultimo appuntamento con gli anziani ospiti dell'istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone.
 
L'ex premier, però, non potrà ancora andare all'estero, in quanto il passaporto, revocato dalla questura di Roma nell' agosto 2013 subito dopo il verdetto della Cassazione, gli verrà riconsegnato solo dopo che il Tribunale di Sorveglianza metterà definitivamente la parola fine, dichiarando estinta la pena dopo un'apposita udienza, probabilmente tra un paio di mesi.

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