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Politica
Riforme, governo ko in Senato. Bagarre e malori in Aula
 

"Quanto avvenuto oggi in Aula è un colpo drammatico alla credibilita' del Senato della Repubblica". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo le proteste che sono sfociate in scontri a Palazzo Madama. "Nelle prossime ore si riunirà immediatamente il Consiglio di presidenza per assumere tutti i provvedimenti e per comminare le giuste sanzioni".

MALORI A PALAZZO MADAMA - Grasso riferisce delle condizioni dei due senatori che sono stati portati in infermeria: "Ho voluto seguire le cure dei due senatori - spiega - la senatrice Bianconi ha riportato un trauma contusivo al gomito destro ed e' stata accompagnata in ospedale per fare le radiografie. Il senatore Consiglio ha avuto un malore e si trova in infermeria in osservazione, ma i parametri vitali sono nella norma, e' lucido, mi ha anche fatto una battuta, quindi vuol dire che sta bene".
  
Detto questo, Grasso stigmatizza duramente quanto avvenuto in Aula: "E' un fatto molto, molto grave, e' un colpo drammatico alla credibilita' del Senato della Repubblica. Ogni senatore, qualunque sia la sua appartenenza politica e la sua posizione ideologica, deve comprendere che quando a dei colleghi viene impedito di partecipare alla vita democratica si colpisce la liberta' di ciascuno, ma si colpiscono anche la morale e l'etica che devono essere alla base delle nostre funzioni. In democrazia non puo' essere consentito ad alcuno di avere questi comportamenti. Condanno fermamente quanto avvenuto. Sono spiacente per quanto avvenuto oggi, e' stata una brutta pagina", ha quindi concluso Grasso.

A CARICA DEI 101 -  "Stiamo mettendo fine ad anni di bicameralismo perfetto". Renzi interviene sul ddl delle Riforme e gli intoppi incontrati in Senato (come l’emendamento presentato dalla Lega in cui la maggioranza è andata sotto). Giura: "Non è il remake dei 101". Riferimento ai parlamentari che affossarono l’elezione di Prodi al Quirinale. Però ammette: "Lasciano l’amaro in bocca, perché non hanno avuto coraggio, rifugiandosi nel voto segreto. Noi il dissenso l’abbiamo valorizzato nelle assemblee, in sede di dibattito. È una riforma straordinariamente importante e storica e farla sentendosi dire ogni giorno che c’è una deriva autoritaria, quando abbiamo già detto che faremo comunque il referendum a fine percorso, lasciando ai cittadini l’ultima parola". Renzi quindi dice: "Noi abbiamo avuto e avremo uno stile che non è evitare il canguro, ma la lumaca"

E dà la propria disponibilità ad una modifica dell'accordo elettorale che preveda l'introduzione delle preferenze.  "Qualora ce ne fosse la possibilita', davanti all'ipotesi di introdurre le preferenze credo che il Pd dovrebbe tornare indietro rispetto alla posizione che ha tenuto il Pd fin qui".

Renzi assicura: "Nell'operazione mille giorni mettiamo tutte le riforme in fila, e piaccia o non piaccia, canguri o lumache, polemiche o non polemiche, noi arriviamo la' dove dobbiamo arrivare. Il 40,8% non e' una coccarda, ma l'impegno di andare avanti".

Con il provvedimento sullo sblocca-Italia" in Consiglio dei ministri "sara' possibile sbloccare quarantatre' milioni di euro".

Il patto del Nazareno "e' un atto parlamentare", "puo' piacere o no, si puo' cambiare o no". Smentisce ancora una volta che ci sia qualche segreto dietro l'accordo con Forza Italia sulle riforme. "Mi preoccupa pero' - dice il premier - l'atteggiamento mentale, la forma mentis, anche di alcuni nostri dirigenti, quest'idea che i politici nascondano sempre le cose".

Riforme, governo battuto dalla Lega. Il Pd regala tempo al M5s - L'Aula di Palazzo Madama ha approvato a voto segreto l'emendamento 1.1979 presentato dal senatore della Lega Stefano Candiani. Favorevoli 154, contrari 147, 2 astenuti. Il Governo aveva espresso parere negativo mentre i relatori avevano presentato pareri contrastanti: favorevole quello di Roberto Calderoli (Ln), contrario quello di Anna Finocchiaro (Pd). La proposta di modifica dell'articolo 55 della Costituzione interviente sulla competenza del Senato sui temi della famiglia e del matrimonio, su quelli della salute e su quelli etici previsti dagli articoli 29 e 32 della Carta

"Un pessimo remake in senato #laricaricadei101" scrive su Twitter Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del Pd.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, prima di aprire la votazione, aveva repinto la richiesta di convocare la Giunta per il regolamento per valutare la sua decisione di imporre il voto segreto sull'emendamento (89 senatori hanno 'appoggiato' la sua decisione). Il capogruppo del Partito democratico, Luigi Zanda, aveva chiesto al presidente Grasso di rivedere la decisione sul voto segreto, mentre Gaetano Quaglieriello (Ncd) aveva proposto di posticipare l'esame dell'emendamento. Donato Bruno (FI) si era poi sostanzialmente detto d'accordo con l'intervento di Zanda e aveva chiesto di convocare la Giunta del regolamento per giudicare l'ammissibilita' del voto segreto.

IL REGALO - "Avrete la parola per poter intervenire, stavo per dire state sereni... Ma vi dico state tranquilli". E' la rassicurazione che il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha fatto al gruppo del Movimento 5 stelle che ha terminato il suo tempo a disposizione per gli interventi in Aula, dove e' in corso la discussione sugli emendamenti al ddl Riforme. Il Partito democratico, per mezzo del suo capogruppo Luigi Zanda, ha 'girato' al Movimento 5 stelle, trenta minuti del suo tempo.

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