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arturo artom

“E' probabile che l'azione si inquadri nel tentativo di impedire la presentazione della nostra lista in Lazio1. Nei giorni scorsi Rinascimento Italiano ha portato l'attenzione su di una grave disparità di trattamento tra i movimenti che dispongono di personale politico per l'autenticazione delle firme e i movimenti completamente nuovi, come il nostro, che possono appoggiarsi unicamente a funzionari pubblici”. Arturo Artom, presidente di Rinascimento Italiano, denuncia con un'intervista ad Affaritaliani.it, un tentativo di ostruzionismo al Comune di Roma il cui ufficio elettorale "ha fatto un errore enorme” al momento della presentazione delle liste per le elezioni. Artom non si ferma qui e denuncia uno scambio di firme: "Lunedì 21 mi sembrava di essere tornati a scuola ai tempi delle figurine: se mi dai Bettega ti do Furino!. Una telefonata dietro l'altra: se mi dai le tue 300 firme in Piemonte 1 io ti passo quelle della Puglia. Stiamo parlando di reati penali gravissimi. Se uno va a indagare, il 90% delle firme sono, non false, ma autenticate senza la presenza dell'autenticatore davanti".  Infine chiede al ministero dell’Interno  lo slittamento delle elezioni

Cos'è accaduto?
"Il 19 Gennaio alle 11, la nostra capolista del collegio Lazio 1 Emanuela Riccardi accompagnata da altri 2 nostri candidati si è recata presso l'ufficio elettorale del Comune di Roma chiedendo di ottenere i certificati elettorali dell'elenco dei sottoscrittori della lista Rinascimento Italiano per il collegio Lazio1. Entrati nel salone si sono rivolti ad un'impiegata che ha poi chiamato il responsabile dell'ufficio che ha fatto presente che l'elenco non era sufficiente per il rilascio dei certificati e che bisognava obbligatoriamente lasciare l'originale dei moduli di raccolta firme autenticate e passare poi a ritirare i certificati. Dopo svariate insistenze, il responsabile si è rifiutato di accettare la lista dei nostri sottoscrittori dichiarando che non avrebbe fornito così i certificati elettorali".

Poi com'è si è evoluta la situazione?
"Nella scorsa settimana  siamo voluti andare a fondo della questione ed è emersa una gravissima violazione della legge ai nostri danni. Facciamo presente infatti che, come ben specificato dalla circolare del ministero degli interni con le istruzioni per la presentazione ed ammissione delle candidature, la norma sia chiarissima e richieda l'uso della modulistica prescritta (tra cui i moduli autenticati) esclusivamente in fase di presentazione della candidatura presso le Corti d'Appello, non in fase di acquisizione della documentazione a corredo. Pertanto, è assolutamente legittimo richiedere certificati elettorali per i sottoscrittori della lista, purché si dichiari all'Ufficio Elettorale che si tratta di sottoscrittori della lista (quindi possono anche essere elenchi o fotocopie dei moduli etc.). Questa è per esempio la modalità utilizzata dall'anagrafe e dall'ufficio elettorale di Milano come di altri uffici elettorali di migliaia di piccoli comuni italiani che richiedono l'invio di un fax con l'elenco dei sottoscrittori. Non rientra, infatti, assolutamente nei compiti dell'ufficio elettorale entrare nel merito dei moduli e delle autentiche, ma è responsabilità dei movimenti politici autorizzati di fornire gli elenchi dei sottoscrittori".

Come si spiega questo atteggiamento dell'ufficio elettorale?
"E' probabile che l'azione si inquadri nel tentativo di impedire la presentazione della nostra lista in Lazio1 che voleva portare l'attenzione su di una grave disparità di trattamento tra i movimenti che dispongono di personale politico per l'autenticazione delle firme e invece tra i movimenti completamente nuovi come il nostro che può appoggiarsi unicamente a funzionari pubblici elencati dall'art. 14 della legge 21-3-1990 n.53 e sulla susseguente volontà di creare un percorso giuridico che, assistiti dal prof. Franco Scoca ordinario di Diritto Amministrativo all'Università La Sapienza di Roma, potesse portare ad un vizio di costituzionalità del suddetto articolo. Pe questo riteniamo gravissimo il comportamento dell'ufficio elettorale di Roma, che ci ha impedito di presentare la lista nel collegio Lazio 1 ed ai sensi della norma facciamo questa denuncia al sindaco di Roma e per conoscenza al Ministro degli Interni per avere impedito il naturale esercizio delle libertà democratiche impedendo a Rinascimento Italiano la partecipazione alla vita democratica del Paese".

Che cosa chiedete al ministro Cancellieri?
"Che vengano rinviate le elezioni politiche riaprendo i termini per la presentazione delle liste e permettendo a Rinascimento Italiano Lista del Merito di ottenere i certificati elettorali illegalmente negati dall'ufficio elettorale del Comune di Roma. Inoltre lancio una proposta...".

Quale?
"E' arrivato il momento di impedire al personale politico l'autentificazione delle liste permettendo al responsabile della liste di firmare un'autocertificazione con la quale si prende la responsabilità delle autenticità delle firme. Ma gli scandali non finiscono qua"

Ovvero?
"Lunedì 21 gennaio, ultimo giorno utile per presentare le liste, mi sembrava di essere tornati a scuola ai tempi delle figurine: se mi dai Bettega di do Furino!. Una telefonata dietro l'altra: se mi dai le tue 300 firme in Piemonte 1 io ti passo quelle della Puglia. Una cosa scioccante, ed è assolutamente chiaro come sia normale: si fa così da sempre. Stiamo parlando di reati penali gravissimi, cose per cui sono stati indagati i vertici del Pdl lombardo. Faremo scoppiare, anche assieme ai Radicali che da tempo combattono questa battaglia, lo scandalo delle liste pulite. Si parla tanto di regole ma già dall'inizio della formazione del corpo democratico del Paese è in vigore una prassi ipocrita: se uno va a indagare, il 90% delle firme sono, non false, ma autenticate senza la presenza dell'autenticatore davanti".

Daniele Riosa

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