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Politica

di Pietro Mancini

Alle "benemerenze" di uno dei "saggi Napolitani" e candidato al Quirinale, Violante sottolineate, di recente, da Marco Travaglio, soprattutto in relazione alla trattativa tra Stato e mafia, vorrei aggiungere il clamoroso arresto ordinato- nei primi anni 70, quando don Luciano era giudice a Torino-dell'ex ambasciatore, Edgardo Sogno, anticomunista ed eroe della Resistenza al nazifascismo, per un presunto "golpetto", accusa che si dimostrò infondata.
Negli anni 90, l'ex magistrato, eletto alla Camera dei deputati con il PCI, fu collocato da D'Alema e Occhetto alla Presidenza della Commissione Antimafia, dopo la cacciata di Gerardo Chiaromonte, considerato "troppo garantista".
Insieme a Gianni De Gennaro, allora Capo della Dia, Violante svolse un ruolo di primo piano nella gestione dei collaboratori di giustizia, in primis don Masino Buscetta, che fece deporre davanti alla Commissione.
Molti politici e giornalisti sottolinearono  il ruolo di primo piano, svolto da Violante nell'usare- l'identico addebito, per uno di quei paradossi non rari in politica, che egli muove ai suoi avversari, 20 anni dopo- "parte del mondo giudiziario per realizzare un progetto distruttivo" dei vecchi e agonizzanti partiti, la DC e il PSI salvando il suo PDS. Cossiga lo defini il "piccolo Vishinsky", accostandolo al Procuratore della Russia staliniana.

Giacomo Mancini- messo sotto inchiesta per "concorso esterno" con una cosca calabrese e assolto nel 1999, 2 anni prima della sua morte- riteneva l'ex parlamentare torinese del PCI uno dei "suggeritori" della vicenda giudiziaria, di recente rievocata, dettagliatamente, nel volume " L'agguato a Mancini" di Paolini e Kostner. Il leader socialista scrisse una lunga lettera a Violante, allegando i documenti dei processi. E rimase sconcertato nel leggere la burocratica risposta, indirizzata da don Luciano all'ex collega del Psi, in Parlamento per 10 legislature, che cominciava con un gelido :"Egregio Avvocato.....". Oggi, dopo una svolta di 360 gradi sulla giustizia, Violante è gradito anche a un settore del PDL.

Berlusconi, invece, è fermamente contrario alla candidatura di Prodi, avanzata dallo statista di Bettola, Pigi Bersani, dopo il "trionfo", elettorale e politico, del segretario del PD, sostenuto dai giornaloni dell' Ingegnere di Ivrea. Noi abbiamo un dubbio. Si tratta dello stesso Prodi che, da "boiardo", collocato da don Ciriaco De Mita al vertice dell'IRI, mega-carrozzone mangiasoldi, provò a "regalare", a prezzi di svendita, la Cirio a Carlo de Benedetti ? E fu bloccato dall'allora premier, il socialista Bettino Craxi.
Prodi e Violante, dunque. E'il caso di dirlo, a volte, qualche politico tenta di riemergere da un passato tenebroso, che gli italiani, e non solo gli elettori del Movimento 5 stelle, vorrebbero lasciarsi alle spalle.

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violante prodi
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