Wikileaks, hacker all’attacco del mondo. Il prossimo obiettivo? Twitter

Giovedì, 9 dicembre 2010 - 13:00:00

statuina assange 1

Ebbene si, lo confesso. Sono colpevole! E voglio la mia foto sul Most Wanted Wall dell'Interpol. Confesso di essere stato a letto con delle donne e di avere fatto ripetutamente sesso con loro. Con e senza preservativo (quando ancora non si rischiava la pelle). Confesso anche che in più di una occasione, pur essendo assolutamente normodotato, nel bel mezzo del rapporto mi si è rotto il preservativo. Inoltre, signori ma sopratutto signore, confesso di avere usato il peso del mio corpo durante gli atti sessuali per tenere ferma la partner "in maniera sessuale", testuali parole. In piu', non ho bene idea di cosa voglia dire "molestare deliberatamente la propria partner al terzo rapporto in un modo tale da violarne l' integrita' sessuale", le parole usate da Gemma Lindfield, la rappresentante della magistratura svedese al cospetto delle autorita' inglesi, per descrivere la natura dei crimini di Assange. Ma se lo ha fatto Assange, quel sacco vuoto di patate albino, lo avra' fatto sicuramente anche un omaccione come il sottoscritto. Quindi, sono colpevole esattamente come lo e' Julian Assange, il fondatore di Wikileaks da due giorni agli arresti per una vicenda assurda che, quantomeno ai miei occhi, dipinge di ridicolo la magistratura svedese proiettando su di essa delle ombre antipatiche. A questo aggiungiamo che la stessa magistratura svedese le stesse accuse le aveva già valutate e cassate cinque mesi fa. Poi invece, con tempismo perfetto, ha cambiato idea proprio in corrispondenza della pubblicazione dei famosi cablogrammi americani rispolverando i fascicoli di Assange. Aggiungo anche che una delle due presunte vittime, si vocifera sia una attivista che ha lavorato per una organizzazione di dissidenti cubani dietro la quale si cela la CIA.

Concludo dicendo che la Svezia è il terzo paese al mondo per rapporti sessuali occasionali non protetti (ben il 66% della popolazione tiene tale comportamento) e che la magistratura svedese ha ritenuto opportuno condannare lo scorso giugno, un medico sieropositivo che ha consapevolmente consumato rapporti sessuali non protetti con vittime inconsapevoli, infettandole. La pena inflitta al medico? Dieci mesi di carcere e circa 3,500 euro di multa. Il resto delle somme, tiratelo voi che siete più scaltri di me, io oggi in realtà non volevo scrivere delle questioni sessuali di Assange. Infatti oggi volevo abusare della mia posizione di ospite opinionista su questa testata giornalistica per fare alcune considerazioni personali piuttosto pesanti in merito alla vicenda Wikileaks. Me ne assumo quindi tutta la paternita' ed eventualmente la redazione mi perdonerà. Cominciamo con Joe Lieberman. Come ho già scritto due giorni fa, il falco dei falchi tra i senatori repubblicani ha fatto sua la crociata contro Wikileaks. Ed è evidente che lo abbia fatto alla ricerca dei voti degli allevatori di mucche degli stati centrali. Ho anche già scritto che lo ha fatto con la grazia e la delicatezza di un elefante in una cristalleria. Poi oggi mentre pensavo a lui, mi è pure venuto in mente come in effetti il simbolo del partito repubblicano americano sia proprio un elefante. Nessuna metafora fu più appropriata, perciò mi compiaccio con me stesso.

Ho già spiegato come Lieberman stia infilando un autogol dietro l'altro nella vicenda Wikileaks, arrivando a creare diversi problemi agli stessi interessi economici statunitensi che lui si arroga di proteggere con le sue azioni scellerate. D'altra parte cosa ci si potrebbe aspettare da un sessantottenne che impersona perfettamente lo spirito che traspare dalla scritta "God, guns and guts made America free" sui tabelloni ai lati delle strade americane e che si improvvisa per amor di patria esperto di strategie Internet? Proprio lui, che da Internet in passato ha ricevuto sonori ceffoni? Le sue ultime vittime sono Mastercard e Visa, le società di carte di credito che dando retta all' invito di Lieberman, hanno cancellato unilateralmente e senza avviso il servizio che erogavano a Wikileaks, perché secondo loro il sito era coinvolto in attività illecite. Però come qualcuno ha fatto notare, a Mastercard e a Visa nel frattempo sta bene continuare ad erogare il servizio al sito del Ku-Kux-Klan

Il risultato? Mastercard e Visa non esistono piu' in rete, un gruppo di hacker anonimi da 24 ore ne tiene sotto attacco i server ed il loro sito web e' irraggiungibile. Non che siano degli hacker furbi, se la avessi concepita io la "Operation: Payback" (hanno chiamato così la loro ondata di attacchi), avrei fatto in modo anche di interrompere le comunicazioni tra i server della Mastercard e Visa ed i terminali di pagamento, sai che dolori! Sta di fatto che loro non ci hanno pensato (e io so anche il perché), meglio così. Mastercard e Visa si aggiungono quindi alla lista di vittime illustri risultanti dalla crociata anti-Wikileaks di Lieberman. Tale lista comprende, tra attacchi hacker e boicottaggi anche Amazon, E-bay, PayPal, EveryDNS ma anche gli stessi siti web di Lieberman, Sarah Palin e la magistratura svedese. Ad essi si aggiunge PostFinance.ch, le poste svizzere, che sono state attaccate perché hanno deciso, sempre unilateralmente di sospendere il conto ad Assange. Ma non erano neutrali gli svizzeri? Anche qui quindi una giornata di guerra elettronica e di conseguenza una giornata di non-esistenza. Avete idea di cosa voglia dire la non-esistenza per un sito come quello delle poste? Significa un sacco di soldi persi. I prossimi sulla lista degli hacker sono quelli di Twitter, il famoso sito di messaggistica social. La situazione con Twitter sta rasentando il ridicolo. Alcuni utenti stanno denunciando come Twitter stia facendo scomparire tags relativi a #wikileaks. Alcuni giornalisti hanno chiesto a Twitter se abbia intenzione o meno di chiudere la pagina dei fan di Wikileaks che al momento conta circa mezzo milione di seguaci. Twitter ha glissato non rispondendo, preannunciando quindi una possibile chiusura forzata dell' account di Wikileaks. Ed e' cosi' che Twitter diventera' quasi certamente la prossima vittima degli attacchi degli hacker.

Volete una dimostrazione di cosa sia la guerra asimmetrica? Ce la daranno quegli hacker appunto, che stanno coordinando i propri attacchi nei confronti dei nemici di Wikileaks proprio da un account creato su Twitter. Twitter quindi verra' usato per coordinare l'attacco contro Twitter, il che tradotto in termini di guerra asimmetrica significa che colpiranno il nemico con le sue stesse armi. Alla luce di questo marasma quindi, gli USA non dovrebbero fare la guerra ad Assange ma a Lieberman, perche' quest'ultimo da solo e con le sue azioni sconsiderate sta creando molti piu' danni agli interessi statunitensi che non i cablogrammi di Assange. Veniamo ad Obama che continua ad essere criticato dai repubblicani per il suo immobilismo. Nel mio ultimo articolo ho scritto che secondo me Obama faceva bene a starsene zitto e lo ho elogiato in quanto l'unico ad avere scelto di fare la cosa giusta, cioe' nulla. Ora mi correggo in parte: Obama ha fatto bene a stare zitto nei confronti di Wikileaks ma ha fatto malissimo a non gestire la situazione interna, lasciando briglia sciolta ai singoli politici americani che in pochi giorni sono riusciti a farci abbandonare anche gli ultimi barlumi di speranza sulle sorti della democrazia piu' vecchia del mondo. Quei politici hanno sollecitato pubblicamente l' omicidio/esecuzione di Assange. Non un politico statunitense. Tanti politici statunitensi. Tanti giornalisti. Tanti professori universitari. E' la follia pura, e noi stiamo ad ascoltare senza dire nulla. Signori, non c'e' differenza tra Al-Zawahiri che con il suo ditone e la barba ipnotica puntati verso lo schermo televisivo inneggia al sacrificio per assassinare il nemico infedele e Sarah Palin, che non avra' la barba ipnotica ma ha le scarpe rosse di Prada ed inneggia allo stesso modo all' omicidio extra-giudiziale di Assange. Vi faccio un altro esempio di quanto stia andando in panico l' America (e il mondo a puttane, scegliete voi l'uno o l'altro, tanto e' la stessa cosa). La terra dove la liberta' di espressione si e' fatta prima culto poi Costituzione ora ha legiferato in maniera tale affinche' sia illegale per il personale statale e militare leggere il contenuto dei cablogrammi pubblicati da Assange. Il che significa che per legge il personale statale e militare non puo' piu' leggere i giornali. Ve lo chiedo ancora una volta: ma ce ne stiamo davvero rendendo conto di cosa sta succedendo all' America? Secondo me no. Continuiamo con la follia: sulla falsariga di questo indice medievale, la Columbia University (dove gli studenti studiano per diventare diplomatici) ha vietato ed essi di leggere o anche solo di discutere del contenuto dei cablogrammi di Wikileaks, pena severe ripercussioni sulla futura carriera diplomatica. L'istituzione dell' albo statale dei reietti insomma. Nel paese che si e' dato la missione di esportare la democrazia! Poi per fortuna e' arrivato tale professor Gary Sick, eminente esperto in questioni mediorentali e membro del comitato scolastico che ha fatto fare a tutti marcia indietro, poiche' giustamente ha pensato che la lettura di quei cablogrammi dovrebbe essere invece resa obbligatoria per tutti gli studenti che vogliono intraprendere la carriera diplomatica. Puro buon senso, come diceva Tex Willer. E dal punto di vista del diritto come siamo messi? Ovviamente peggio. Perche' lo stato piu' potente del mondo sta ancora oggi discutendo sui giornali come processare per alto tradimento Julian Assange, che invece e' cittadino australiano e quindi non processabile per quel reato. Un concetto da primo esame universitario sul Diritto, eppure eminenti politici e avvocati americani ne stanno ancora discutendo sul serio, come se fosse davero una strada percorribile. Come se il mondo fosse una mera estensione degli Usa e come se gli Usa avessero solo fatto finta sino ad ora di considerarci delle democrazie autonome (peraltro con duemila anni di storia alle spalle piu' di loro) salvo uscire solo ora allo scoperto con tutto il loro Usa-centrismo. Per aggiungere peggio al peggio, i parlamentari stanno anche discutendo di quale legge devono introdurre per processare Assange per spionaggio. E qui faccio due considerazioni. La prima, molto immediata: puoi accusare di spionaggio le spie, coloro le quali cioe' si infiltrano nel tuo territorio e dal tuo territorio ti sottraggono informazioni.

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