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“Anche a Bari listone Pd-FI?”: pasticciaccio bipartisan delle Province

Bari – Sarà anche per l’area metropolitana listone Pd – FI? Doveva essere la prova generale delle regionali, l’anticamera delle primarie e l’ultimo passaggio pro forma di un ente ormai dismesso. E invece quello delle Province rischia di diventare un pasticciaccio politico della peggiore specie. Dagli esiti tutt’altro che scontati. Il rumour sul capoluogo lo lancia l’ex europarlamentare Enzo Lavarra, soffiando sulla brace bollente di Taranto e Brindisi: “Alle minoranze congressuali del Pd un consiglio. Se siete d' accordo con le larghe intese, scioglietevi nel monocolore di Emiliano (meglio la chiarezza che la pantomima)”, manda a dire senza mezzi termini.

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Dalla segreteria provinciale non confermano e fanno sapere che, al momento, non ci si starebbe muovendo in tale direzione, pur rinviando al tavolo di coalizione di lunedì. All’ordine del giorno, proprio l’ipotesi di una lista unitaria di centrosinistra ma da via Re David non negano neppure che ci siano stati contatti con gli azzurri, quantomeno per “discutere l’approccio” alla legislatura costituente. Certo, non ci sarebbe da eleggere alcun presidente, a norma di legge, ma in gioco c’è molto più che il solo metodo, visti gli scossoni che arrivano dalle altre parti del Tacco: “Non si può assistere silenziosi all’omicidio del centrosinistra che il Pd sta compiendo nelle province di Brindisi e di Taranto proponendo, in sfregio ai propri elettori, governi e liste con Forza Italia”, ha tuonato il vendoliano Losappio, dopo che nella città dei due mari è finita a colpi di maggioranza – 64 voti contro i 24 della minoranza – la direzione che ha licenziato in notturna l’appoggio dei democratici alla candidatura del forzista Tamburrano alla successione di Gianni Florido.

Voti di dissenso? Quelle sono firme di consenso, firme di centrosinistra, i dissidenti stanno con Forza Italia”, rispedisce al mittente le accuse - Maria Miali - tra i sostenitori del documento soccombente, in favore di alleanze interne al perimetro della coalizione e voci di corridoio vedrebbero, tra i beneficiari dell’intesa, il consigliere regionale uscente Mazzarano che, senza il Sindaco di Massafra, avrebbe un competitor in meno per la riconferma in via Capruzzi. In campo, anche Ezio Stefàno, sul quale non è escluso che possano convergere i malpancisti, in caso di extrema ratio.

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E se a Foggia Franco Landella è in vantaggio - ma potrebbe pagare subito lo scotto di aver tenuto gli uomini del fittiano Tarquinio fuori dalla Giunta - e Francesco Miglio deve vincere le ritrosie dem di Elena Gentile, è Brindisi l’altra faccia della medaglia ionica. Anche per decidere chi siederà sulla poltrona dell’ex Presidente Ferrarese, infatti, si opterà per le liste bifronti tra dem e azzurri. Con la differenza che la fascia blu spetterebbe al renziano Bruno, neo Sindaco di Francavilla: “Una lista unitaria è tale solo se di tutte le forze politiche presenti sul territorio”, si mettono di traverso gli alfaniani. Alla presentazione delle liste manca poco più di una settimana: quanto peserebbero gli abbracci bipartisan sulle urne della prossima primavera? E con quanta facilità i competitors ai gazebo di entrambi gli schieramenti giustificherebbero l’apparentamento pro tempore con gli avversari? “Con tali premesse”, chiosano da Sel, “il percorso verso le regionali riserverà altre spiacevoli sorprese”.

(a.bucci1@libero.it)

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