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Niente apparentamenti per Decaro Di Paola: ‘Confronto pubblico’

Bari – Antonio Decaro annuncia che non farà apparentamenti, Gino Paccione incassa l’accusa di aver sottratto alla coalizione il quid necessario a chiudere la partita e Mimmo Di Paola riparte dallo zero a zero, chiedendo un confronto pubblico al competitor sul programma. È il day after delle Comunali, con il profilo del nuovo Consiglio che si comincia a delineare e i forzisti reduci da un 12% poco lusinghiero. Destinato ad aprire più di una riflessione post voto.

Comunali/ È ballottaggio, Decaro: “I baresi hanno già scelto”/ I NUMERI/ LA DIRETTA/ Emiliano: "Tricolore ad Antonio"

desiree digeronimo
 

 

Dopo la notte al cardiopalma, sui conteggi degli uffici elettorali si reggono soddisfazioni insperate o scoramenti da uscita di scena anticipata: sette voti, quelli che tolgono a Desirèe Digeronimo il seggio accarezzato in Aula Dalfino, più di duemila, le preferenze che fanno di Marco Lacarra la testa di serie democratica. E poi ci sono gli evergreen come il plurisuffragato Finocchio, i riconfermati – come Petruzzelli e Maugeri - e gli esclusi di rango come gli ex presidenti Ferorelli e Tartarino, la cui sorte non è stata migliore dell’ex collega Aldo Iannone, lanciato in extremis e senza partita per la presidenza del Municipio di Poggiofranco. E se ad Irma Melini riesce il grande salto, lo stesso non si può dire dei volti noti Sergio Fanelli, Luigi Fiuano e forse (almeno per come stanno le cose) Peppino Loiacono.

elezioni bari
 

“Ci rivolgiamo a tutti gli elettori ma non chiederò di barattare il nostro programma con poltrone, assessorati o municipalizzate: è l’impegno che ho preso a gennaio e voglio avere le mani libere”, tira dritto Decaro, rispedendo al mittente qualsiasi ipotesi di alleanza per il secondo turno, nonostante non manchino strali all’indirizzo di ConvochiamociperBari. “Complimenti ai "duri e puri" che non hanno fatto vincere Antonio al primo turno. Da oggi siete più compagni”, sbotta Dario Ginefra e tocca a Michele Emiliano tenere la barra dritta, ricordando i quindici punti di vantaggio sugli avversari nella città che Tatarella aveva ribattezzato “la Bologna nera”.

Affuenza e polemiche./ Il congedo di Emiliano/Comizi, stilettate e big vintage/ Da Corato a Troia, la carica dei piccoli

Il Gladiatore invita i suoi a due settimane con il coltello tra i denti e soffia sulla brace azzurra, definendo “praticamente azzerato” il partito di Raffaele Fitto: “Il Padreterno ci ha dato il ballottaggio, dico anche agli amici di Ncd, ed è un’occasione che va usata fino all’ultimo. O la vogliamo perdere?”, chiama in causa l’onorevole Sisto, mentre il Antonio Distaso annuncia “forme differenti di impegno nei confronti della città e del partito” al termine di questa tornata. Che si prepari a lasciare gli incarichi operativi? Per saperlo basteranno quindici giorni, o forse molto meno.

(a.bucci1@libero.it)

Foto ELABORAZIONI - DiPaola/Decaro

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