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PugliaItalia
cesa2Bari - “Nell’area moderata è in atto un dibattito che ci porterà oltre l’Udc, verso il Partito Popolare Europeo e quando ci sono cambiamenti così radicali è fisiologico perdere qualche pezzo per strada, ma sono assai di più quelli che ormai guardano con attenzione e si avvicinano al nostro progetto”. Derubrica così Totò Negro, capogruppo in Via Capruzzi, l’esodo e gli scossoni in corso nello scudocrociato pugliese, a pochi giorni dall’abbandono dalla sala di comando della segreteria provinciale della Bat da parte di Carlo Laurora, ultima di defezioni illustri che vanno dalla Capitanata al tarantino. E promettono di non essere le uniche.
 
 
“Dimissioni e allontanamenti di questo periodo fanno parte di un legittimo avvicendamento in un partito che mostra forti segni di vitalità, come hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative che ci hanno dato risultati percentuali a due cifre in cinque province su sei” prova a minimizzare Negro, rilanciando il nuovo progetto “che ci porterà verso i popolari europei, come è stato sancito nell’assemblea di Roma del 20 giugno scorso e durante le assemblee tenute in ogni regione” alla presenza del numero uno del partito Lorenzo Cesa, arrivato anche alla guida dei casiniani di Puglia dopo l’addio del segretario regionale Angelo Sanza. Non un semplice passaggio di testimone se si conta che la prima decisione del day after è stata la retromarcia sulle prossime Comunali: niente primarie di coalizione o apparentamenti, ha tagliato corto il parlamentare Angelo Cera dopo l’asse annunciato con Nicola Canonico e l’apertura in conferenza stampa al confronto con entrambi i poli e ai gazebo fatta dallo stesso ex consigliere democratico. E se rumours danno il più volte sottosegretario impegnato a tessere la tela per lanciare un nuovo contenitore nazionale già per il prossimo autunno con i big del centro momentaneamente ai box e nel Tacco con il centro-sinistra (con il trattino, ca va sans dire) di Realtà Italia, dal capoluogo barese è il neo assessore al Commercio, De Franchi, a rivendicare dalle colonne di Affari la propria qualifica di “tecnico” in Giunta ed il decennale rapporto con il primo cittadino Emiliano, chiarendo le indiscrezioni che lo davano in “area sanziana”.
 
 
“I fatti ci dimostrano che è finito il tempo dei piccoli partiti personalisti, che i tentativi di costruzione di piccoli movimenti sono destinati a fallire e bisogna guardare con attenzione alla costruzione di un grande partito europeista dalle radici democratiche e centriste”, tira dritto il presidente del gruppo regionale, azzardando addirittura una previsione: “Siamo sicuri che è solo questione di tempo ma coloro che oggi sono con un piede fuori dal partito presto lo rimetteranno dentro, comprendendo a pieno le novità politiche del nuovo progetto che va oltre l’Udc”. In compenso, almeno su quest’ultima, più di qualcuno è pronto ad avanzare qualche dubbio.
 
(a.bucci1@libero.it)
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