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CEGLIE MESSAPICA – Domenica 20 gennaio in Largo Ognissanti, nel cuore del centro storico di Ceglie Messapica, l’Associazione “Amici del Borgo Antico” riproporrà la Festa di Sant’Antonio Abate in Valle d’Itria, con la quarta edizione della sagra del maiale.

Durante la mattinata, alle ore 11.00, si terrà la benedizione degli animali. A sera, dalle ore 18.00 in poi, verrà acceso il falò e avrà inizio la degustazione di carne e zuppa di maiale.

Il ricavato della sagra sarà destinato al restauro della statua lignea del Patrono della città di Ceglie Messapica, Sant’Antonio da Padova (del XVIII secolo), già in fase avanzata di restauro presso la Ditta Valentino De Sario di Oria.

La festa di Sant’Antonio Abate, ripresa dall’Associazione a secoli di distanza, era una delle più sentite ricorrenze della comunità contadina cegliese. Si iniziava all’alba, quando i contadini portavano in Largo Monterrone cataste di legna e si accendevano i primi falò, a sera si ballava e si assaggiava, in onore del santo anacoreta, la carne di maiale.

Sant’Antonio Abate è il protettore di tutti gli animali da stalla e da cortile: in passato, i contadini cegliesi  portavano gli animali da benedire nelle vicinanze della chiesa di Sant’Antonio Abate, in pieno centro storico.

Il momento più atteso dalla popolazione era l’accensione dei fuochi, retaggio, forse, delle feste del fuoco purificatore dell’antichità romana: il santo viene infatti rappresentato con una fiamma che arde sul palmo, attorniato da tanti animali, in primo piano un maialino.

La Porticella del centro storico di Ceglie Messapica

L’appuntamento di domenica prossima è fissato, come ogni anno, nel bellissimo centro storico di Ceglie Messapica. Anche quest’anno la legna verrà accatastata in Largo Ognissanti e accesa all’imbrunire, subito dopo si apriranno le danze gastronomiche con la sagra del maiale : zuppa di stinchi, orecchie di maiale cotta secondo un’antica ricetta, bistecche e costate di maiale accompagnate da un buon bicchiere di vino e da musica popolare dal vivo.

L’origine di questa festa è da ricercarsi, forse, in una antica leggenda paesana secondo la quale Sant’Antonio Abate, (‘Sandanduene’ per i cegliesi) si fece trovare all’ingresso della porta medievale della Porticella, per fronteggiare gli invasori, pronti ad occupare la città. Tali invasori furono bloccati all’ingresso del centro storico da palle di fuoco lanciate dal Santo.

E i cegliesi, per ringraziare il santo del miracolo compiuto, organizzavano pranzi, a base di maiale, e balli all’aperto, nel largo detto del Monterrone.

 

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