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“Circola sul web un video di una testata locale che esagera molto le obiettive difficoltà che il Direzionale del San Paolo sta trovando per sopravvivere”. Così il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, sulle polemiche alimentate da più parti, e sempre più insistenti,  a proposito del mai realmente sbocciato Centro Direzionale del Quartiere San Paolo.

“Le piscine, le palestre, la stazione della metro, le piste ciclabili, la casa per anziani, il consultorio medico, il supermercato e il centro sociale – insiste il primo cittadino di Bari - funzionano benissimo. Purtroppo i negozi non reggono, hanno pochi clienti, i fitti imposti dalle banche che hanno finanziato l'operazione sono troppo alti per il fatturato dei negozi”.

E se per Emiliano “è un guaio di tutte le nostre periferie”, di parere più duro sono i cittadini: “Caro sindaco – lamenta un signora -, sono gli affitti e le modalità di contratto di locazione che sono assurde. Io vorrei spostarmi lì per fare della mia struttura l'unico ambulatorio veterinario del San Paolo, una vera clinica, ma se l'affitto è esagerato quanto dovrei farmi pagare una visita clinica? La gente andrebbe da un'altra parte. Mi piacerebbe mettere a lavorare più gente e fare l'unico pronto soccorso 24 ore del San Paolo. Ma sa quanto lavoro in più si creerebbe? Venga a farsi un giro e a parlare con noi”.

Emiliano preoccupato

Umberto Carli, Consigliere appartenente a Realtà Pugliese della II Circoscrizione  di Bari San Paolo – Stanic -Villaggio del lavoratore, dichiara: “Dal giorno dell'inaugurazione son passati circa 4 anni e di quel che doveva essere il rilancio socio-economico del San Paolo, con l'avvento del Centro Direzionale, ben poco è stato fatto. Era stato promesso che si sarebbero trasferiti alcune ripartizioni del Comune di Bari, poi gli uffici della Procura. Posso garantire che il Direzionale a tutt'oggi appare solo ed esclusivamente una Cattedrale nel Deserto, sottoposta a vandalismo”. Mario Ferorelli, Presidente della Circoscrizione San Nicola - Murat di Bari, seppur consapevole dei suoi "limiti territoriali di competenza", dichiara ad Affari.it: "Resta lo sconcerto con il quale si apprende di un'opera pubblica costosissima e strategica, lasciata al più completo abbandono. Abbandono che non è solo fisico, ma che è soprattutto politico. Infatti, è indubbio che il sindaco Emiliano - ricorda Ferorelli - nel corso dell'ultima campagna elettorale per la riconferma, abbia lanciato due slogan che hanno lasciato il segno: il primo riguardava i famosi "30.000 posti di lavoro per i baresi" ed il secondo, non meno significativo, riguardava la riqualificazione delle periferie, con addirittura la frase che lasciò tutti senza fiato "...porterò il mare al San Paolo"". Il Presidente della Circoscrizione San Nicola - Murat conclude con una riflessione: "Se proviamo a fare un raffronto tra le opere pubbliche realizzate da Di Cagno Abbrescia nei suoi 9 anni di amministrazione, con i 9 anni di amministrazione Emiliano, il paragone lascia letteralmente senza parole".

Altri cittadini e associazioni, invocando una forma di cittadinanza partecipata, chiedono “un coinvolgimento maggiore di abitanti e stakeholders non viziato da false promesse, una progettazione più attenta al contesto urbanistico, sociale e ambientale, nonché l'inquadramento dell' intervento all'interno di un progetto strategico per l'intero quartiere”.  

Il sindaco Emiliano però, insiste: “Le indagini penali sulla costruzione della struttura e le conseguenti difficoltà economiche dell'azienda che l'ha costruito e lo gestisce, certo non hanno fatto bene al progetto che nel 2009, quando era stato da me inaugurato, era stato totalmente realizzato con apertura di decine di negozi e banche”.

Era il 2009, infatti, quando Piazza Europa ed il centro direzionale, commerciale e sportivo del San Paolo, vennero costruiti da Gerardo e Daniele Degennaro, a capo del gruppo DEC, concessionario che aveva realizzato l’opera, grazie ad un finanziamento di 50 milioni di euro (15 provenienti dall’Unione Europea e 35 dai privati). Tra un bando vinto dai Degennaro – e da alcuni considerato stranamente ad hoc – ai costi non sempre giustificati dei lavori, stando alle carte dei magistrati sull’inchiesta che ha colpito il gruppo Dec, questo progetto da subito non ha avuto vita facile.

“Stiamo verificando – rassicura Emiliano - la possibilità di portare in quella struttura alcuni uffici comunali, ma i dirigenti della mia amministrazione temono che la magistratura possa pensare che tanto venga fatto non per salvare l'investimento, ma per favorire l'azienda caduta sotto i colpi delle indagini. Insomma la situazione è difficile, ma non molleremo il San Paolo e non molleremo il Direzionale”. Intanto i cittadini baresi rischiano di vedere il venire meno di un’altra speranza.

 

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