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PugliaItalia
MassimoFerrarese2011Bari – Continuano le grandi manovre al Centro: mentre Montezemolo rimette in piedi la sua ItaliaFutura e medita l’Opa sul nuovo centrodestra e l’Udc pugliese archivia l’esodo delle ultime settimane, Massimo Ferrarese osserva e progetta di allargare il suo Laboratorio. “Voglio continuare con il Laboratorio e farlo significa costruire il Ppe con tutti i moderati e gli scontenti del Pdl”, spiega ad Affari, “guardando al dialogo con la sinistra senza inutili e deleteri estremismi”.
 
 
In effetti i Popolari europei sarebbero anche il dichiarato approdo dello scudocrociato targato Cesa, come aveva confermato il capogruppo regionale pugliese Salvatore Negro, tanto da derubricare quale “legittimo avvicendamento” quello dell’ala sanziana, uscita dal partito temendo la virata a destra per accasarsi tra le fila del Centro Democratico di Tabacci, del quale Sanza è stato nominato responsabile dell’ufficio di presidenza. “Si è definitivamente chiuso lo spazio per un centro costruito sulle furbizie, sui tatticismi e sulle oscillazioni continue tra destra e sinistra”, aveva chiarito l’ex sottosegretario, alla ricerca di uno “spazio per un centro riformatore" proteso verso una sinistra "più moderna e responsabile e alternativo al populismo della destra”.
 
L’ex inquilino di Palazzo De Leo resta alla finestra, tanto più che nemmeno i casiniani vorrebbero consegnarsi sic et simpliciter nelle mani del Cavaliere o di un suo eventuale successore, senza garanzie, quand’anche in una federazione con i nuovi assetti post pidiellini. “Sanza e Casini possono essere entrambi buoni interlocutori”, apre Ferrarese, forte dei 127 consiglieri comunali e 26 amministratori sotto l’egida di Noi Centro e ottimista all’idea che una creatura con tali ambizioni possa raggiungere anche il 20% dei consensi. E se gli si chiede se la scelta di campo possa includere anche una sinergia con le forze riferibili al Governatore Vendola, blinda: “A quel punto non sarebbe più Laboratorio, a meno che…”. A meno che le truppe del Rivoluzionario Gentile non entrino definitivamente nel Pd, ipotesi quantomai repentina rileggendo la bacchettata del renziano Fabiano Amati circa una reale adesione ai programmi dopo le aperture del primo al Sindaco di Firenze. Senza contare che il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente nel caso in cui il futuro dell’Udc dovesse legarsi a doppio nodo a quello di Forza Italia e della destra, divaricando i destini dei centristi di un polo da quelli dei colleghi del polo opposto: “A quel punto sceglieremmo la parte meno intaccata dalle ali estreme e più scevra dai condizionamenti delle stesse”, manda a dire il patron del Brindisi basket.
 
 
Le sliding doors per ora restano molteplici ma già le Europee potrebbero rappresentare una buona prova su strada del rassemblement ferraresiano, in vista della corsa al civico 33 di Lungomare Nazario Sauro, per la quale lo stesso Massimo D’Alema aveva indicato l’omonimo brindisino come potenziale competitor nelle primarie del dopo Vendola, sempre ammesso che Nichita il Rosso non si faccia tentare dal tris. Così come il marchio Ppe potrebbe ingolosire anche lo schieramento avverso. In compenso, per le regionali c’è ancora tempo. Per tutti gli altri, invece, i giochi delle Comunali si sono appena riaperti.
 
(a.bucci1@libero.it)
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