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PugliaItalia
Comunali, finale di partita. Emiliano: “Resto al fianco dei baresi”

Bari – Sedici ore. Sono quelle a disposizione degli elettori pugliesi per capire se la partita delle Comunali 2014 si deciderà già al primo turno: urne aperte in 64 centri del Tacco dalle ore 7 alle 23, stavolta senza i tempi supplementari del lunedì ma coinvolgendo il 24,8% della popolazione pugliese. Bari e Foggia a fare da teste di serie, undici fronti al di sopra della soglia dei 15mila abitanti e destinati all’eventuale doppio turno l’8 giugno prossimo; per gli altri – in gloria o in tragedia – giochi chiusi in un solo giro di giostra.

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Nel capoluogo si corre per 36 scranni. Ancora poche ore e il più alto di Palazzo di Città non sarà più di Michele Emiliano, dopo dieci anni di legislatura. E che possa dirigersi o meno a passo deciso verso il civico più ambito di Lungomare Nazario Sauro, per succedere a Nichi Vendola, il Gladiatore dovrà cedere la fascia tricolore che aveva ereditato da Simeone Di Cagno Abbrescia nel 2004 e riconquistato al ballottaggio - cinque anni dopo - battendo lo stesso ex primo cittadino.

Questo grande amore tra me e la città di Bari non finirà certo, ma non sarà più la stessa cosa. Dovrò accettare di vederla tra le braccia di un altro Sindaco e prego Dio che sia il migliore possibile, migliore di me”, chiosa nel congedo alla città, ringraziando i baresi: “In questi anni sono stati protagonisti della mia vita, ho smesso di vivere per me e ho vissuto - attraverso le loro vite - tutto questo tempo che non tornerà più”. Nel frattempo, è tornato per due volte alla guida dei democratici, cambiato Giunte ed assessori e passato attraverso la bufera del 2012 per gli incauti regali ittici ricevuti: “Adesso è finita, nessun altra carica sarà per me importante come quella d'esser stato il sindaco della città dove sono nato. Sarò comunque sempre qui al vostro fianco, accanto a tutti coloro che lavorano per Bari e che la amano sinceramente”.

E chissà se sarà Antonio Decaro a tenerne le insegne, tornando nell’Aula Dalfino che lo aveva tenuto a battesimo da assessore ai Trasporti, abbandonando la vita parlamentare e provando a far fruttare l’apprendistato di mediazione da capogruppo regionale. O se a riservare il colpo di coda sarà Mimmo Di Paola, tornato in sella al centrodestra in extremis e pronto a promettere di non ambire ad alcuna carriera politica e voler concludere in Comune il proprio cursus honorum. Sempre ammesso che a sbancare non sia Desirèe Digeronimo o che l’effetto cascata delle Europee non trascini i Cinque Stelle di Sabino Mangano su percentuali non troppo distanti da quelle previste per Bruxelles.

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Le incognite sono molte, almeno quanto gli sparring partners: da Matteo Magnisi di Identità popolare a Gino Paccione di Convochiamoci per Bari, passando per l’ex Udc Marco Cornaro, Stefano Miniello, in lizza per Nuova Era, Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Michele Ladisa del Movimento Duosiciliano. Come finirà la battaglia dei Municipi e il braccio di ferro tra alfaniani e forzisti? Quanto peserà il pallottoliere europeo e quanto l’astensione? E chi penalizzerà in misura maggiore? Non resta che attendere.

(a.bucci1@libero.it)

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